Logo stampa
800 185 075 800 185 075

Compostaggio

La legge 19 ottobre 1984, n. 748 "Nuove norme per la disciplina dei fertilizzanti" individuava quattro tipologie di ammendanti: ammendante vegetale semplice non compostato, ammendante compostato verde, ammendante compostato misto ed ammendante torboso composto.
A livello nazionale, il D. Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi) ha unificato le precedenti legislazioni e definito i risultati da raggiungere in termini di recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e di riciclaggio. Inoltre, ha attribuito alla legge 748/84 tutte le competenze riguardanti l'impiego di compost come fertilizzante.
Nell'aprile del 2006 è entrato in vigore il D. Lgs. n. 152 (cosiddetto "testo unico ambientale").
Il Testo Unico in materia ambientale interessa per diversi aspetti il settore degli ammendanti e del compost. Nel 2008 il Testo Unico è stato modificato dal D. Lgs. n. 4 del 16/01/08 riportante ulteriori disposizioni correttive ed integrative; in particolare, all'art. 183, viene definita la nozione di "Compost di qualità" come "prodotto ottenuto dal compostaggio di rifiuti organici raccolti separatamente, che rispetti i requisiti e le caratteristiche stabilite dall'allegato 2 del D. Lgs. n. 217 del 2006 e successive modifiche e integrazioni". Il 29 aprile 2010, è entrato in vigore il D. Lgs. 75/10 “Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti” che ha sostituito il D. Lgs. n. 217 del 2006.
La Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 1996/2006 definisce le condizioni per l'utilizzazione, come materiale di ingegneria, del "biostabilizzato" rifiuto speciale non pericoloso (CER 19.05.03), ottenuto mediante biostabilizzazione aerobica della frazione prevalentemente umida dei rifiuti urbani indifferenziati separata meccanicamente, nonché della frazione umida dei rifiuti provenienti da raccolta separata.
Con il D. Lgs. n. 205 del 3 dicembre 2010 il legislatore ha recepito le indicazioni dell'Unione Europea in merito alle politiche da adottare per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, ovvero ha definito le priorità nella gestione dei rifiuti sulla base di ciò che costituisce la migliore opzione ambientale nelle politiche di pianificazione.

 
 
  • I rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata oppure dalla separazione meccanica dei rifiuti indifferenziati, confluiscono agli impianti di compostaggio-biostabilizzazione.
    I primi subiscono un trattamento di compostaggio per essere trasformati in compost, un ammendante agricolo. I secondi, invece, provenendo dalla raccolta indifferenziata e quindi potendo contenere ancora tracce di altri rifiuti, non hanno le caratteristiche di "purezza" necessarie per essere utilizzati in agricoltura e vengono quindi biostabilizzati e impiegati in altro modo, ad esempio, per la copertura delle discariche, sostituendo così materia prima.
    Il compostaggio
    : Anche gli scarti organici provenienti dalla cucina e dal giardinaggio possono diventare preziose risorse. Si tratta infatti di scarti biologici ad alto tenore di umidità, perciò anche noti come frazione umida dei rifiuti urbani, per distinguerla da quella secca (vetro, plastica, metalli, ecc.). Il recupero della frazione umida può notevolmente influire sulla diminuzione dei rifiuti urbani residui.
    Il compostaggio sfrutta il naturale processo di decomposizione della sostanza organica. È un processo biologico che trasforma la materia organica in compost, fertilizzante con potere ammendante utilizzato in agricoltura. Il processo avviene in condizioni controllate di umidità e temperatura, per opera dei microrganismi presenti in natura (batteri, funghi, lombrichi, acari, ecc.) e comporta la produzione di calore e la formazione di anidride carbonica e acqua.
    Herambiente produce compost di qualità partendo da circa 250.000 tonnellate annue di rifiuti organici raccolti in modo differenziato.
    L'esperienza maturata in questo settore ha portato Herambiente a sfruttare maggiormente il rifiuto organico per ricavarne, oltre che ammendanti agricoli, anche energia elettrica attraverso un processo di digestione anaerobica con tecnologia DRY. I buoni risultati ottenuti nei due anni di gestione del primo impianto, realizzato attraverso la società Romagna Compost, hanno indotto a estendere l'attività anche sull'impianto di Rimini e di Voltana di Lugo già dotati d'impianto di compostaggio.
    La biostabilizzazione:
    Negli impianti dedicati al trattamento (biostabilizzazione) delle frazioni organiche provenienti dalla separazione meccanica dei rifiuti urbani indifferenziati, viene accelerata la fermentazione dei rifiuti organici. Il risultato finale è un materiale (biostabilizzato o compost fuori specifica), riutilizzabile come materiale di copertura delle discariche, in alternativa alla terra o ad altro materiale naturale di cava. Altri utilizzi possono essere, ad esempio, la sistemazione di argini o scarpate, il recupero ambientale di cave esaurite e il ripristino di discariche esaurite o siti inquinati.

     
Condividi