Logo stampa

Impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero di Imola Tremonti

Via Pediano - 40026 Imola (BO)

  • 1 / 4   Impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero di Imola Tremonti - foto 1
  • 2 / 4   Impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero di Imola Tremonti - foto 2
  • 3 / 4   Impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero di Imola Tremonti - foto 3
  • 4 / 4   Impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero di Imola Tremonti - foto 4

Impianto di trattamento rifiuti urbani non differenziati finalizzato a:

  • Separazione della frazione secca dalla frazione organica
  • Biostabilizzazione della frazione organica
  • Recupero dei materiali ferrosi

Pagina aggiornata al 5 marzo 2019

 
    Potenzialità complessiva dell'impianto di trattamento
    150.000 ton/anno
    Potenzialità sezione biostabilizzazione
    70.000 ton/anno

    Descrizione del ciclo operativo

    • Trattamento RSU
    • Stabilizzazione della frazione organica proveniente sia dalla selezione meccanica in sito dei rifiuti non differenziati sia derivante da impianti terzi di selezione meccanica RSU.

    Linee di trattamento RSU: 2 (Potenzialità: 25 t/h ciascuna)
    I rifiuti indifferenziati in ingresso vengono scaricati all'interno di fosse interrate in grado di stoccare circa 3.000 m³ di materiale. Dopo l'eliminazione delle eventuali frazioni ingombranti il rifiuto viene avviato all'impianto di selezione automatica ove, attraverso operazioni di triturazione, vagliatura e deferrizzazione vengono separate 3 frazioni omogenee:

    • Frazione secca (sopravaglio) avviata alla zona gestione sovvalli;
    • Frazione putrescibile (sottovaglio) avviata al bacino di biostabilizzazione;
    • Frazione ferrosa.

    Biostabilizzatore
    Il sottovaglio proveniente dalle due linee viene raccolto da nastri trasportatori in gomma e inviato alla sezione di ossidazione per subire il processo di igienizzazione e ossidazione per la produzione di biostabilizzato. In questa sezione viene conferita l'eventuale frazione organica proveniente da impianti terzi.
    L'ossidazione delle sostanze organiche avviene tramite un processo statico ad aerazione forzata formato da 11 biocelle ognuna dotata di un ventilatore che garantisce l'apporto di ossigeno necessario alla biostabilizzazione. L'aria esausta viene aspirata ed inviata ad un sistema di filtrazione naturale (biofiltro).

    Prodotti in uscita dall'impianto

    Frazione secca con elevato potere calorifico, biostabilizzato per ripristini ambientali e ricopertura giornaliera di discariche, materiali ferrosi da avviare a recupero di materia.

Mappa
Condividi