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Impianto di compostaggio di Ostellato

Via Fiocinini s.n., Ostellato (FE)

  • 1 / 1   Dettaglio di impianto di compostaggio

L'impianto di compostaggio si trova in località Valle Mezzano via Fiocinini nel Comune di Ostellato (FE) ed è autorizzato alle attività di:

  • Trattamento biologico di rifiuti mediante biossidazione accelerata in biocelle per la produzione di compost di qualità. L'impianto di recente realizzazione ha iniziato la sua attività a regime nel corso dell'anno 2005 e tratta la frazione organica putrescibile (FOP) proveniente dalla raccolta differenziata e la frazione ligneo-cellulosica proveniente dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private.
  • Trattamento meccanico dei rifiuti solidi urbani al fine di separare la frazione organica dalla frazione secca (attività di preselezione).
  • Trattamento biologico di rifiuti per la produzione di compost fuori specifica (FOS o biostabilizzato) a partire dalla frazione organica preselezionata dal rifiuto solido urbano trattato nell'impianto e/o dalla frazione organica conferita da altri impianti.
  • Deposito preliminare di rifiuti non pericolosi in forma di rotoballe ottenute dalla pressatura della frazione secca proveniente dalla attività di preselezione di rifiuti urbani misti. Le rotoballe vengono stoccate in situ prima dello smaltimento finale.

Pagina aggiornata al 4 gennaio 2017

 
    Capacità di trattamento
    • 33.000 t/anno di frazione organica putrescibile proveniente dalla raccolta differenziata e scarti lignocellulosici da avviare alla produzione di compost di qualità
    • 55.000 t/anno di rifiuti urbani misti da avviare al trattamento meccanico di preselezione
    • 75.000 t/anno di rifiuti da avviare al trattamento di biostabilizzazione costituiti dalla frazione organica proveniente dall'impianto di selezione, da rifiuti lignocellulosici e da altri rifiuti organici prodotti da trattamento meccanico
    Tipologia di rifiuti ammessi
    Rifiuti solidi urbani, rifiuti organici provenienti da impianti di preselezione, rifiuti biodegradabili da cucine e mense, rifiuti di mercati, scarti vegetali, rifiuti organici putrescibili raccolti in modo differenziato, imballaggi in legno, scarti lignocellulosici provenienti dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private

    Il processo produttivo dell'impianto di compostaggio di Ostellato può essere schematizzato in cinque fasi principali:

    • Conferimento rifiuti;
    • Separazione della frazione organica e della frazione secca attraverso selezione di rifiuti urbani indifferenziati;
    • Produzione della frazione organica stabilizzata (FOS) a partire dalla frazione organica da rifiuti solidi urbani (FORSU);
    • Produzione di compost a partire dalle frazioni organico putrescibili (FOP) e dalle frazione ligno-cellulosiche.
    • Stoccaggio dei prodotti e dei sovvalli.

    1 - Conferimento rifiuti. L'accesso al sito prevede il passaggio obbligato di tutti gli automezzi presso la postazione di pesatura, dove sono registrati i flussi di rifiuti in entrata, e verificato che il conferitore sia abilitato all'ingresso e porti con se il formulario di accompagnamento e l'autorizzazione al trasporto. Successivamente, i rifiuti sono scaricati nelle apposite aree di stoccaggio e, in attesa di trattamento, suddivisi per categorie in rifiuti urbani indifferenziati, frazione organica putrescibile (FOP) e frazione ligno-cellulosica.

    2 - Preselezione rifiuti urbani.
    I rifiuti urbani indifferenziati scaricati nella fossa di stoccaggio dell'impianto di selezione vengono prelevati da un carroponte con benna a polipo che li trasferisce nell'impianto di selezione. Essi vengono triturati tramite un'apposita macchina operatrice a ciclo automatico che successivamente li convoglia, attraverso un nastro trasportatore, alla fase di vagliatura. Questa fase è eseguita da un vaglio rotante, in automatico, che seleziona i rifiuti in relazione alla dimensione. Da questa prima selezione fuoriescono due tipologie di rifiuti: una frazione secca ed una frazione umida o FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani). La frazione secca viene a sua volta sottoposta ad un processo di deferrizzazione per mezzo del quale vengono recuperati i metalli presenti all'interno. Successivamente, la frazione secca viene avviata a termovalorizzazione oppure, attraverso l'utilizzo di una specifica apparecchiatura automatica, viene pressata e legata con del film plastico al fine di produrre rotoballe con il materiale selezionato.
    Le rotoballe sono trasportate in un'apposita zona di stoccaggio esterna in attesa di smaltimento.
    La frazione umida (FORSU) viene invece trasportata nell'area di biostabilizzazione per il successivo trattamento.

    3 - Biostabilizzazione e produzione di FOS.
    Nella fase di biostabilizzazione, alla frazione umida separata precedentemente è aggiunta FORSU conferita a Herambiente da altri impianti.
    Il materiale in ingresso viene stoccato in cumuli all'interno di un capannone per consentirne la fermentazione e la maturazione. La fermentazione avviene in circa 21 giorni. La temperatura di igienizzazione è autoalimentata a circa 55°C costanti per 3 giorni.
    I cumuli di FORSU, durante il processo di maturazione, sono progressivamente rivoltati in modo sequenziale e controllato, in base al giorno di entrata dei rifiuti stessi. L'intero processo di maturazione è previsto in almeno 21 giorni dall'entrata del rifiuto durante i quali il percolato prodotto è raccolto ed inviato ai serbatoi di stoccaggio esterni.
    Al termine del processo di rivoltamento/maturazione, i rifiuti sono convogliati con pala meccanica, verso un'apposita apparecchiatura di vagliatura (vaglio rotante) che separa la FOS (Frazione Organica Stabilizzata) dal sopravaglio o sovvallo. Entrambi i prodotti sono successivamente stoccati in apposite aree in attesa di recupero/smaltimento.
    La destinazione finale, in conformità ai requisiti di legge, sono le discariche autorizzate. La FOS in particolare è utilizzata come copertura giornaliera degli strati di rifiuti.

    4 - Produzione compost di qualità

    • Triturazione frazione ligno-cellulosica e miscelazione. La frazione ligno-cellulosica proveniente dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private, stoccata in uno dei piazzali esterni dell'organizzazione, è triturata e, successivamente, inviata al nuovo impianto di produzione di compost per la miscelazione con la FOP. La Frazione organica putrescibile (FOP) proveniente dalla raccolta differenziata, altra tipologia di rifiuto compostabile è successivamente miscelata con la frazione ligno-cellulosica al fine di ottenere una matrice omogenea e idonea per la produzione di compost. La miscelazione termina con il trasporto della miscela, tramite pala gommata, al tunnel delle biocelle.
    • Maturazione in biocelle e vagliatura del compost. L'impianto possiede 10 biocelle statiche ove si innesca un processo microbiologico attivo che porta l'intera massa a temperature superiori a 55 °C per almeno 3 giorni. Qui la miscela permane per un tempo minimo non inferiore a 14 giorni durante i quali la produzione di composti maleodoranti è controllata attraverso un sistema di insufflazione d'aria forzata nei tunnel, tendente a evitare condizioni anaerobiche favorevoli alla sintesi di composti odorigeni. Un sistema di aspirazione interna alla biocella provvede alla depurazione delle arie esauste, incanalandole al biofiltro. I percolati prodotti in questa fase di maturazione intensiva sono raccolti in serbatoi di stoccaggio temporaneo e, successivamente, reimpiegati per l'umidificazione (irrorazione) del compost contenuto nelle biocelle.
    • Maturazione in cumuli e vagliatura finale compost. Il materiale è depositato sotto ad una tettoia di maturazione in cui è posto in cumulo, tramite pala, in cumuli trapezoidali. La fase di maturazione ha una durata di 60 - 80 giorni, durante i quali i cumuli sono periodicamente rivoltati meccanicamente. Il processo di compostaggio ha durata complessiva non inferiore a 90 giorni. Al termine del periodo di maturazione e comunque prima dell'uscita dall'impianto, il compost viene raffinato tramite un vaglio mobile (di maglia 6 o 8 mm). Successivamente viene verificata la conformità attraverso specifiche analisi di laboratorio prima della sua distribuzione. Il sovvallo derivante dal processo di vagliatura è reinserito nel ciclo produttivo con la frazione ligno-cellulosica o avviato a smaltimento/recupero.

    5 - Stoccaggio prodotti e sovvalli
    Le due diverse tipologie di prodotti (FOS e compost), nonché i sottoprodotti o rifiuti (sovvallo e rotoballe) derivanti dai processi precedentemente descritti sono stoccate in aree appositamente dedicate.

    In particolare, la Frazione Organica Stabilizzata è accumulata mediante pale meccaniche in un'area coperta ubicata nella zona orientale dell'impianto di produzione FOS, mentre il compost è movimentato e stoccato in un apposito piazzale esterno in attesa della sua consegna ai clienti.

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