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Impianto di compostaggio di Sant'Agata Bolognese

Via Romita 1, S. Agata Bolognese (BO)

  • 1 / 1   Dettaglio di impianto di compostaggio

L'impianto polifunzionale di trattamento recupero e smaltimento di rifiuti solidi urbani di Sant'Agata Bolognese è finalizzato alla stabilizzazione biologica di scarti o frazioni organiche, sia derivate dai rifiuti solidi urbani, che raccolti in modo differenziato.

La discarica presente in questo sito è esclusivamente al servizio dell'impianto di trattamento, finalizzata in altre parole unicamente allo smaltimento di rifiuti che residuano dalle operazioni di trattamento, recupero.

Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

 
    Capacità di trattamento
    • 60.000 ton/anno di rifiuti organici differenziati
    • 90.000 ton/anno di rifiuti urbani indifferenziati e fanghi
    • 70.000 ton/anno di frazione organica dei rifiuti solidi urbani separati meccanicamente trattata dall'impianto di stabilizzazione

    Il processo produttivo dell'ammendante compostato misto dell'impianto di S. Agata Bolognese si svolge secondo le seguenti fasi:

    1 -
    Triturazione del materiale lignocellulosico, per garantirne la sfibratura e la riduzione del volume; così facendo si aumenta la superficie di contatto di detto materiale con la restante frazione organica e si garantisce una buona struttura alla massa lavorata, che deve essere compatta ma non asfittica.

    2 - Miscelazione accurata delle varie frazioni organiche, in funzione del tenore di umidità, del contenuto di azoto e carbonio, e della struttura fisica delle varie componenti. Questa fase viene attuata con la frantumazione dei tessuti freschi.

    3 - Biossidazione della miscela ottenuta attraverso frequenti rivoltamenti del materiale depositato in cumulo; in questa fase si agevola fortemente la fermentazione aerobica della massa in modo da garantirne l'igienizzazione. A questo proposito va rilevato come le temperature si attestino prevalentemente sopra i 70°C. Ciò consente la distruzione dei nematodi, delle salmonelle, dei funghi e dei batteri fitopatogeni, dei semi infestanti, delle molecole semplici (glucidi, protidi, lipidi) e degli acidi organici prodotti inizialmente nel processo. Tutti questi effetti si traducono in una netta riduzione dei fenomeni di fitotossicità e fitopatogenicità. Le sopradescritte attività ovviamente avvengono in aie confinate con frequenti ricambi d'aria, destinata alla filtrazione biologica.

    4 - Maturazione della massa fermentata: fase caratterizzata soprattutto dall'attività degli attinomiceti e dei funghi, nella quale i rivoltamenti si fanno sempre più radi, in modo da assicurare il giusto bilanciamento tra la prosecuzione della fase di igienizzazione aerobica e la produzione delle molecole humiche che qualificano il prodotto finale.

    5 - Raffinazione finale: una volta terminato lo stazionamento in maturazione il prodotto viene avviato alla raffinazione, garantendone in questo modo la qualità e la preparazione per le successive operazioni di confezionamento, svolte nello stabilimento di Ozzano Emilia.

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