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Impianto di compostaggio di Ozzano Emilia

Via Cà Fornacetta 3, Ozzano Emilia (BO)

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L'impianto di Ozzano nell'Emilia è dedicato al trattamento di scarti lignocellulosici da potature private e verde pubblico ed alla valorizzazione dei prodotti finiti (ammendante compostato verde).

Pagina aggiornata al 4 gennaio 2017

 
    Capacità di trattamento
    28.000 ton/anno
    Rifiuti ammessi
    scarti verdi, provenienti da manutenzioni di parchi e giardini, sia pubblici che privati

    Gli scarti verdi vengono accettati previa verifica alla pesa dell'impianto, vengono quindi inviati ad una piazzola di stoccaggio e, in funzione della qualità, destinati alla linea di compostaggio o direttamente a quella delle biomasse (massimo 10.000 t/a).

    La prima operazione necessaria affinché il processo di compostazione si avvii è la triturazione.

    Una apposita macchina provvede a sfibrare il prodotto aumentando notevolmente la superficie aggredibile dalla flora batterica.

    Il prodotto così ottenuto viene posto in cumulo di maturazione su piazzale dove resta per circa 24 settimane.

    Giornalmente viene rilevata la temperatura dei cumuli, questo parametro dà l'indicazione della efficienza dell'azione di compostaggio, una temperatura compresa fra i 55 ed i 73°C è indice di buona attività dei "batteri compostatori", temperature più basse sono indice di scarsa attività dei batteri. Le cause possono essere:

    1 - scarsa umidità del cumulo (umidità ottimale fra 45 e 55 %).
    La quantità d'acqua all'interno della massa viene regolata umidificando il materiale con le acque piovane di recupero dal piazzale di compostazione.

    2 - ambiente anossico della massa in compostazione (è opportuno che la percentuale di ossigeno all'interno della massa sia superiore al 6%).
    L'implementazione dell' ossigeno all'interno della massa in compostazione avviene tramite il ribaltamento della massa stessa.

    Anche quando la temperatura va oltre i 73°C si interviene ribaltando i cumuli in quanto temperature troppo alte rallentano l'attività microbica.

    Terminato il processo, il materiale viene avviato alla sezione di raffinazione, comune alla linea di produzione delle biomasse, da cui si possono ottenere le seguenti frazioni:

    • un primo flusso formato da parti legnose grossolane (>90/120 mm), riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • un secondo flusso formato da parti legnose grossolane (15/25 - 90/120 mm), riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • un terzo flusso costituito da materiale intermedio (6/8 - 15/25 mm) riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • una frazione fine (<6 mm e/o <8mm) che costituisce l'ammendante compostato verde;
    • una frazione in uscita composta da materiale inerte e plastiche stoccate nelle apposite baie.

    Linea di valorizzazione prodotti finiti
    La linea per la produzione di fertilizzanti e terricci, denominata "Linea di Valorizzazione", è collocata nello stabilimento di Ozzano Emilia, in un edificio industriale a pianta rettangolare, delle dimensioni di m 25,8 x 60,8 per una superficie coperta di mq 1.568, con una altezza utile di 8 m, realizzato in carpenteria metallica, e consiste in un impianto tradizionale di miscelazione, pellettizzazione e confezionamento di concimi e terricci.
    Tale linea utilizza come materie prime prodotti selezionati, garantiti dal sistema di rintracciabilità certificata, previsti dalla normativa specifica sui fertilizzanti, D.Lgs. 75/10 e s.m.i..

    Linea produzione terricci

    E' una linea di alimentazione e miscelazione dei materiali e quindi confezionamento degli stessi in sacchi o big-bags.

    Linea produzione fertilizzanti

    Questa linea è in grado di produrre fertilizzanti pellettati.
    Analogamente alla linea terricci, le materie prime vengono prelevate con pale meccaniche dagli stoccaggi ed immesse nei cassoni alimentatori posizionati su celle di carico e gestiti automaticamente come sopra accennato.
    Il materiale mediante un nastro trasportatore viene inviato quindi ad un cassone polmone dosatore, il cui scopo è quello di regolare e mantenere costante la portata di materiale destinato ad alimentate le due presse.
    Dalle due presse, ciascuna di potenzialità circa 3 ton/h, il materiale pellettato, trasportato da ulteriori nastri elevatore, viene trasferito agli essiccatori.
    L'operazione di essiccazione del pellet è necessaria perché se il materiale venisse confezionato con una umidità eccessiva potrebbero instaurarsi sulla superficie del pellet, all'interno del sacco, muffe che potrebbero compromettere la commerciabilità del materiale.

    Linea confezionamento

    La linea di confezionamento è dotata di due impianti indipendenti di confezionamento a bobina, alimentatore automatico dei pallet, avvolgitore e sistema di caratterizzazione dei prodotti.
    Due nastri trasportatori alimentano le tramogge delle due pesatrici/insaccatrici, in grado di confezionare in sacchi da 5,10,20,50 e 80 litri e fino a 30 kg di peso, con una potenzialità di 300 sacchi/h per i terricci su una linea e di 500 sacchi/h per il fertilizzante in pellet sull'altra linea.
    A questa apparecchiatura è dedicato uno specifico sistema di aspirazione e mantenimento in depressione, corredato con un proprio filtro a maniche .L'alimentazione del film viene effettuata automaticamente tramite bobina di polietilene saldabile.

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