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Impianto di compostaggio di Faenza

Via Convertite 6, Faenza (RA).

  • 1 / 1   Dettaglio di impianto di compostaggio

Società "ENOMONDO"

Inaugurato nel 1995, l'impianto tratta principalmente scarti vegetali, letami, fanghi biologici di origine agroindustriale e la frazione ligneo-cellulosica proveniente dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private.

L'impianto si trova a Faenza (RA) in via Convertite 6 ed è autorizzato all’attività di trattamento biologico di rifiuti mediante biossidazione accelerata in trincee di fermentazione per la produzione di ammendante compostato misto di qualità.


Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

 
    Capacità di trattamento
    30.000 t di scarti organici e lignocellulosici da avviare alla produzione d'ammendante compostato misto di qualità
    Tipologia di rifiuti ammessi
    rifiuti di mercati, scarti vegetali, fanghi biologici dell'agroindustria, letami, scarti lignocellulosici provenienti dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private

    Il processo produttivo dell'impianto di compostaggio può essere così schematizzato:

    • Conferimento rifiuti;
    • Miscelazione mediante carro miscelatore delle diverse tipologie di rifiuto in base all'umidità e nutrienti per ottenere il giusto substrato di fermentazione.
    • Alimentazione delle fosse/tunnel di fermentazione
    • Rivoltamento e ossigenazione tramite macchina rivolta cumuli
    • Aerazione forzata delle fosse
    • Curing sotto tettoia
    • Raffinazione con vibro vagliatura .
    • I sovvalli prodotti dalla raffinazione sono recuperati in centrale termica.

    L'accesso al sito prevede il passaggio obbligato di tutti gli automezzi presso la postazione di pesatura, dove sono registrati i flussi di rifiuti in entrata e viene verificato che il conferitore sia abilitato all'ingresso e porti con se il formulario di accompagnamento e l'autorizzazione al trasporto.
    Successivamente, i rifiuti sono scaricati nelle apposite aree di stoccaggio e, in attesa di trattamento, suddivisi per categorie.

    La frazione ligno-cellulosica proveniente dalle attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche è conferita già triturata. In base alle caratteristiche chimico-fisiche le matrici sono caricate nel carro miscelatore mediante pala gommata munita di pesa e avviate con una serie di nastri di carico alle fosse di fermentazione.

    L'impianto è costituito da 9 trincee dinamiche ove si innesca un processo microbiologico attivo che porta l'intera massa a temperature superiori a 55 °C per almeno 3 giorni.
    Qui la miscela permane per un tempo minimo non inferiore a 14 giorni durante i quali avvengono i processi di degradazione, grazie ai periodici rivoltamenti, all'insufflazione forzata d'aria, si evitano condizioni anaerobiche e quindi la produzione di composti maleodoranti è molto limitata. Un sistema di aspirazione interna al capannone di fermentazione provvede a inviare le arie esauste, al biofiltro per la depurazione.

    In seguito ai rivoltamenti periodici il prodotto raggiunge la coda dell'impianto, dove viene estratto mediante pala gommata e posto sotto tettoia per la fase di maturazione (curing). Trascorsi circa 90 gg, il compost prodotto viene vagliato utilizzando un vibro vaglio con maglie quadrate da 6 mm.

    Dalla raffinazione si ottengono due frazioni 0-6 mm prodotto finito, e > di 6 mm sovvallo destinato al recupero energetico in centrale termica.

    Prima della commercializzazione è verificata la conformità attraverso specifiche analisi di laboratorio. L'ammendante compostato misto rientra nelle specifiche di compost di qualità del Consorzio Italiano Compostatori (CIC) dal marzo 2004.

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