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Discarica per rifiuti non pericolosi di Cordenons

Località Vinchiaruzzo (PN)

  • 1 / 1   Dettaglio discarica

La discarica per rifiuti non pericolosi si trova in territorio agricolo situata ad est dell’abitato di Cordenons (PN) e in prossimità del poligono di tiro denominato Cellina-Meduna. Strutturalmente si configura come una tipica discarica di pianura, con parte dell’invaso in scavo e parte in sopraelevazione fino alla quota massima di 82,40 m slm. L’impianto è destinato prioritariamente a ricevere rifiuti provenienti dal ciclo di trattamento degli urbani e assimilati provenienti da impianti ubicati sul territorio regionale.

Pagina aggiornata al 28 giugno 2019

 
    Tipo discarica
    rifiuti non pericolosi ai sensi del DM 27/09/2010 con celle mono dedicate allo smaltimento di rifiuti contenenti amianto (EER 170605*)
    Operatività
    da luglio 2019
    Saturazione prevista
    indicativamente 7 anni (luglio 2026)
    Caratteristiche generali della discarica
    superficie area in concessione, NCT FgVolume utile complessivo5, mappale 513, Comune di Cordenons (PN): 200.000 mq. Superficie impermeabilizzata delle celle n°1-2-3-4-5-6-7-8: 138.585 mq.
    Volumi utile complessivo
    cella n. 1: 76.704 mc; cella n. 2: 70.470 mc; cella n. 3: 60.371; cella n. 4: 64.392 mc; cella n. 5: 78.125 mc; cella n. 6: 132.473 mc; cella n. 7: 136.285 mc; cella n. 8: 160.731 mc. Totale 779.551 mc.

    I rifiuti ammessi in deposito all'interno della discarica devono seguire e rispettare i requisiti del Piano di gestione operativa approvato dalle Autorità Competenti.

    Le attività di movimentazione e abbancamento hanno lo scopo di garantire la messa a dimora dei rifiuti, in modo tale da rendere minimo l'impatto con l'ambiente, formando con gli stessi, strati sovrapposti compattati al fine di massimizzare la densità dei rifiuti collocati; l'avanzamento della coltivazione avverrà per strati omogenei di rifiuti, con fronti stabili aventi pendenza < 30%. Nel contempo occorre minimizzare le infiltrazione da precipitazioni meteoriche e quindi la formazione di percolato attraverso la copertura con geomembrane sintetiche del corpo rifiuto posto in aree momentaneamente non soggette a coltivazione.

    A fine di ogni giornata lavorativa i rifiuti vengono ricoperti con telo continuo in LDPE o HDPE.

    Le celle 3 e 4 sono destinate allo smaltimento del rifiuto EER 170605* proveniente dalla messa in sicurezza del cumulo presente in sito e avente una volumetria stimata circa pari a 90.000 mc; anche tale tipologia di rifiuto a fine giornata lavorativa verrà ricoperta con telo continuo in LDPE o HDPE.

    Il quantitativo di percolato prodotto è raccolto nel corpo discarica tramite rete di drenaggio con tubi fessurati e materiale drenante. Dal fondo discarica di ogni lotto il percolato è convogliato per gravità a dei pozzi di raccolta/sollevamento che conferiscono alle cisterne di stoccaggio attraverso tubatura dedicata, e da qui il percolato è inviato presso impianti di trattamento autorizzati.

    Il biogas che verrà prodotto dalla discarica sarà prelevato da un sistema di captazione verticale costituito da pozzi di drenaggio che, attraverso una specifica rete di adduzione superficiale (tubazioni in HDPE), lo convoglierà dapprima alla sottostazione di regolazione e poi alla centrale di aspirazione.

    Il biogas estratto verrà in un primo periodo destinato a termodistruzione in torcia ad alta temperatura, ed eventualmente, in funzione delle quantità e qualità dello stesso, recuperato energeticamente in impianto di cogenerazione.

    Dal basso verso l'alto è stato realizzato il seguente pacchetto di impermeabilizzazione conforme al D.lgs. 36/2003:

    • Barriera di fondo in argilla compattata, spessore 100 cm;
    • Materassino in geocomposito bentonitico;
    • Geomembrana in HDPE spessore 2.5 mm;
    • Geotessuto di protezione telo;
    • Strato in sabbiella (spessore 20 cm);
    • Georete in PE da 3 mm;
    • Strato in ghiaia per il drenaggio di fondo del percolato (spessore 30 cm).

    Il progetto di sistemazione finale, in conformità con il D.lgs. 36/2003, prevede un pacchetto di copertura multistrato costituito, dall'alto verso il basso, dai seguenti strati:

    • strato superficiale di copertura con spessore 1 m di terreno vegetale sul quale dovranno essere messe a dimora le specie vegetali previste dal piano di ripristino ambientale;
    • Geotessuto di separazione;
    • strato di drenaggio delle acque di infiltrazione di spessore 0,50 m;
    • Geomembrana in HDPE spessore 2.5 mm;
    • strato minerale in argilla compattata con spessore 0,50 m e conducibilità idraulica ≤ 10-8 m/s;
    • Geotessuto di separazione;
    • strato di drenaggio del biogas di spessore 0,50 m.

    Per permettere il recupero naturalistico del sito, il gestore, in accordo con le Autorità locali, ha individuato una serie di interventi mitigativi/compensativi da realizzarsi all'interno e nell'area circostante la discarica. Verrà predisposto un progetto di miglioramento ambientale in un'area esterna al sito di discarica ed ubicata preferibilmente all'interno della ZPS "Magredi di Pordenone" o limitrofa ad essa, per una superficie almeno pari a quella utilizzata dalla discarica. L'intervento sarà verificato e approvato dalle autorità competenti.

    Le matrici ambientali e le emissioni monitorate quale sorveglianza ambientale sui potenziali impatti della discarica sono:

    • acque sotterranee
    • percolato
    • composizione biogas
    • emissioni convogliate torcia biogas
    • emissioni diffuse dal corpo discarica
    • qualità dell'aria
    • rumore
    • odore
    • morfologia corpo discarica
    • parametri meteoclimatici
    • rifiuti in ingresso e prodotti (qualità e quantità percolato).

    Sabato 29 giugno a Cordenons (loc. Vinchiaruzzo), in provincia di Pordenone, è stato inaugurato il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti non pericolosi, concepito e realizzato partendo dalle più avanzate esperienze in questo settore a livello nazionale, in linea con la volontà di incrementare la disponibilità impiantistica prevista nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali.
    L'impianto - destinato prioritariamente a ricevere rifiuti provenienti dal ciclo di trattamento degli urbani e assimilati provenienti da impianti ubicati sul territorio regionale - è suddiviso in otto celle, quattro delle quali prossime al collaudo, e in totale sarà capace di trattare un quantitativo complessivo di circa 700.000 tonnellate di rifiuti indicativamente in 7 anni (2019-2026).

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