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Discarica per Rifiuti Non Pericolosi di Imola, località Tre Monti

Via Pediano 52, Imola (BO)

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La discarica si trova nel territorio comunale di Imola all'estremità Sud, in area collinare calanchiva, tra quota 150 e 230 m. s.l.m. ed è a distanza di 9 km dalla città. E’ ubicata all’interno del comparto impiantistico denominato “Tre Monti”, che comprende, oltre alla discarica, l’impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero (TMB) dei rifiuti urbani non differenziati.
La collocazione è al centro del territorio complessivo dei comuni serviti, appartenenti alla Provincia di Bologna (area Imolese), alla Provincia di Ravenna (area Faentina) ed alla Provincia di Firenze (Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio).

Strutturalmente tale impianto si configura come una tipica discarica di versante.

Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

 
    Tipo discarica
    rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali non pericolosi
    Operatività
    Attualmente in coltivazione la sopraelevazione del III lotto da 375.000 ton
    Saturazione prevista
    2019
    Prescrizioni su quantità di conferimento
    160.000 t/anno di rifiuti con picco mensile di 15.000 t/mese, quantitativo massimo giornaliero di rifiuti conferibili di 900 t/giorno. Max 20% in peso annuo di rifiuti conferiti a recupero (R11) rispetto allo smaltito.
    Tipologia di coltivazione
    strati di spessore di circa 5 metri
    Volume utile complessivo
    lotti 1 e 2 (esauriti): 4.100.000 m³, pari a 3.758.000 ton di rifiuti
    lotto 3 (esaurito nel 2016): 2.094.000 m³ pari a 1.500.000 ton di rifiuti
    lotto 3 sopraelevazione (in coltivazione): 375.000 ton

    I rifiuti ammessi in deposito all'interno della discarica devono seguire e rispettare i requisiti del Piano di gestione operativa approvato dalle Autorità Competenti.
    Le attività di movimentazione e abbancamento hanno lo scopo di garantire la messa a dimora dei rifiuti, in modo tale da rendere minimo l'impatto con l'ambiente, formando con gli stessi strati sovrapposti, compattati al fine di massimizzare la densità dei rifiuti collocati. Nel contempo occorre mantenere una elevata stabilità al deposito accumulato e minimizzare le infiltrazione da precipitazioni meteoriche e quindi la formazione di percolato e la penetrazione nel corpo discarica di insetti ed altri animali.
    A fine di ogni giornata lavorativa i rifiuti vengono coperti con diverse tipologie di materiali, tra quali:

    • Teli a carbone attivo per l'abbattimento degli odori;
    • Terreno di scavo od altro materiale inerte;
    • Frazione organica stabilizzata, proveniente dalla lavorazione dei rifiuti urbani stessi.

    Il percolato generato è raccolto nel corpo rifiuti tramite rete di drenaggio orizzontale e verticale con tubi fessurati e materiale drenante. Dal fondo discarica il percolato è convogliato per gravità a dei pozzi di raccolta/sollevamento che conferiscono a due vasche di stoccaggio in sito. Da qui, tramite condotta dedicata, è inviato al Parco Serbatoi ubicato presso l'area impiantistica del Depuratore Santerno a Imola per il carico delle autocisterne ed il trasporto presso impianti di trattamento autorizzati.
    I bacini di stoccaggio presentano un sistema di impermeabilizzazione del fondo con telo in HDPE posato su terreno argilloso impermeabile tale da scongiurare ogni possibile infiltrazione nel sottosuolo.

    Il biogas prodotto dalla discarica è prelevato da un sistema di captazione orizzontale e verticale costituito da pozzi di drenaggio che, attraverso una specifica rete di adduzione (tubazioni in HDPE), lo convoglia alle centrali di aspirazione.

    Il biogas estratto viene recuperato energeticamente da quattro motori a ciclo otto con potenza elettrica complessivamente installata pari a 4.240 kWe ed, in caso di fermo di uno o più impianti, viene trattato nelle 3 torce ad alta temperatura. L'energia elettrica prodotta è utilizzata per alimentare tutte le utenze del sito, compreso l'impianto TMB, e l'eccedenza immessa in rete di distribuzione esterna.

    Per il lotto 3 è stato realizzato sul fondo della discarica, dal basso verso l'alto, il seguente pacchetto di impermeabilizzazione come richiesto dal D.lgs. 36/2003:

    • Barriera di fondo in argilla compattata riprofilata in situ;
    • Geomembrana in HDPE spessore 2.5 mm;
    • Geotessuto di protezione telo;
    • Strato in sabbiella e ghiaia per il drenaggio di fondo del percolato.

    Sulla scarpata di appoggio del lotto 3 agli altri due lotti esauriti, è stato asportato la strato di argilla superficiale facente parte del pacchetto di copertura dell'attuale discarica, fino allo strato drenante di ghiaia.

    I lotti 1 e 2, nonostante siano stati realizzati in periodi antecedenti all'emanazione del D.Lgs. n° 36/03, hanno seguito i criteri previsti dallo stesso decreto per quanto riguarda l'impermeabilizzazione del fondo invaso.

    Il progetto di sistemazione finale, in conformità con il D.lgs. 36/2003, prevede sul lotto 3 (compresa la sopraelevazione) un pacchetto di copertura multistrato costituito, dall'alto verso il basso, dai seguenti strati:

    • strato superficiale di copertura con spessore 0,3 m di terreno vegetale, con ulteriore strato di 0,7 m sempre di terreno vegetale solo in corrispondenza delle piantumazioni arboree ed arbustive;
    • geogriglia in scarpata per evitare lo scivolamento del terreno vegetale;
    • geocomposito per il drenaggio delle acque di infiltrazione;
    • strato minerale in argilla compattata con spessore 0,80 m e conducibilità idraulica ≤ 10-8 m/s;
    • strato di drenaggio del biogas in materiale inerte (ghiaia).

    Dopo una prima fase di assestamento, si procederà al ripristino ambientale prevedendo la semina dei versanti e l'impianto di vegetazione arborea ed arbustiva attraverso un progetto di inserimento ambientale che porterà ad un modellamento del versante che si raccorderà morfologicamente con il contesto territoriale. Anche dal punto di vista della copertura del suolo, la previsione di un impianto vegetazionale di tipo arboreo-arbustivo contribuirà alla mitigazione della discarica esaurita.
    Parte di tale sistemazione finale è già stata realizzata privilegiando la parte perimetrale del sito nelle zone lungo Via Pediano.

    Le matrici ambientali e le emissioni monitorate quale sorveglianza ambientale sui potenziali impatti della discarica sono:

    • acque meteoriche di dilavamento superficiale;
    • acque sotterranee;
    • acque corpo idrico superficiale;
    • percolato;
    • composizione biogas;
    • emissioni convogliate motori biogas per la produzione di energia elettrica;
    • emissioni convogliate torce biogas;
    • emissioni diffuse dal corpo discarica;
    • qualità dell'aria;
    • rumore;
    • morfologia e stabilità del corpo discarica;
    • parametri meteoclimatici;
    • rifiuti prodotti (quantità percolato smaltito e biogas prodotto);
    • produzione energia elettrica da combustione biogas.
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