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Impianto soil washing di Ospedaletto (PI)

Via C. L. Ragghianti, 12 - Ospedaletto (PI)

Società "Waste Recycling"




Pagina aggiornata al 3 marzo 2017

 
    Capacità di trattamento autorizzata
    la quantità massima di rifiuti autorizzati al trattamento è di 110.000 t/anno di cui 75.000 t/anno pericolosi.
    Capacità di stoccaggio autorizzata
    5.925 ton.
    Rifiuti ammessi
    rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non pericolosi. Sono ammessi anche rifiuti con provenienza extraregionale.

    L'impianto ha una potenzialità variabile a seconda delle caratteristiche granulometriche del terreno da trattare; in particolare, ha una potenzialità pari a 25 t/h nel caso di terreni con contenuto di limo pari a circa 36% e una potenzialità di 50 t/h nel caso di trattamento di terreni con contenuto di limo pari a circa 20%.
    La sezione di lavaggio dei terreni contaminati prevede un processo di lavaggio dei terreni con acqua ed eventuale aggiunta di detergenti specifici (tensioattivi e soda), oppure di disemulsionante organico (in presenza di emulsioni oleose nei terreni) o di ipoclorito di sodio (nel caso di terreni maleodoranti) al fine di ottenere materiali idonei al successivo recupero diretto o al successivo trattamento di inertizzazione.
    Il processo di lavaggio consente la rimozione di metalli pesanti, idrocarburi a catena lineare e aromatici (BTEX, IPA) solventi organoclorurati.
    I rifiuti, dopo eventuale passaggio in un frantumatore fuori linea, vengono alimentati alla tramoggia di carico del sistema di vagliatura grossolana. Da qui, tramite nastro trasportatore dotato di separatore magnetico, vengono vagliati ulteriormente con vaglio sgrossatore con separazione e lavaggio materiali con dimensioni > 60mm. La frazione più fine fra 2 e 60 mm viene avviata alla successiva fase di lavaggio. Segue il passaggio in tre idrocicloni, il lavaggio e la vibroasciugatura della sospensione di acqua e sabbia con separazione della sabbia.
    L'acqua di lavaggio a fine ciclo viene avviata al trattamento chimico-fisico asservito allo stesso impianto di lavaggio terreni.
    Dall'operazione di lavaggio dei terreni, si ottengono le seguenti frazioni:

    1. ciottoli, ghiaia e sabbia grossolana (frazione a granulometria maggiore): recuperati e destinati a riutilizzo;
    2. sabbie fini, limi, argille (frazione a granulometria fine): da sottoporre o ad ulteriore trattamento o da avviare a smaltimento o riutilizzata.

    Le granulometria dei suddetti materiali inerti recuperabili risultano le seguenti:

    1. ciottoli > 150 mm;
    2. ciottoli > 60 mm;
    3. ghiaia 2-60 mm;
    4. sabbia 0,06-2 mm.

    Secondo le indicazioni del ex D.M. 471/99, i materiali con granulometria inferiore a 2 mm vengono sottoposti ad analisi sul tal quale, mentre i materiali di granulometria superiore a 2 mm vengono sottoposti a test di cessione con acqua satura di CO2. I risultati analitici vengono confrontati con i valori limite indicati dal medesimo D.M..
    Nel caso che gli inerti in uscita dall'impianto di lavaggio non rispondano alle caratteristiche attese, viene valutata la possibilità di effettuare un ulteriore ciclo di lavaggio, oppure il trattamento di inertizzazione, o di avviarli ad altri impianti di trattamento o smaltimento.

    Dall'attività di lavaggio si originano anche le seguenti tipologie di rifiuti:

    • fango dal trattamento chimico fisico delle acque di lavaggio;
    • fango con la frazione leggera derivante dal lavaggio delle terre;
    • materiale ferroso e materiale grossolano rimosso.

    Omologa dei rifiuti
    Specifiche procedure di controllo dei rifiuti vengono applicate sia nella fase di definizione dei contratti con i clienti (la fase di "omologa") sia nella fase di accettazione dei conferimenti presso l'impianto.
    La corrispondenza tra la qualità del rifiuto in ingresso e la rispettiva omologa è verificata mediante controlli visivi e analitici, svolti istantaneamente, periodicamente ed "a spot", con il prelievo di campioni del rifiuto.
    Superata la fase di controllo i rifiuti vengono avviati ai trattamenti definiti in fase di omologa.

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