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Impianto di Trattamento Fanghi Industriali di Bologna

Via Shakespeare n. 29, Bologna

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Impianto Chimico - Fisico di trattamento dei rifiuti liquidi e fanghi industriali di Bologna (ITFI)

L'impianto si trova in via Shakespeare 29, in un'area adiacente al Depuratore della città di Bologna (IDAR), nella zona nord -ovest del territorio comunale, al confine con il Comune di Castel Maggiore.
Già nel 1972, prima della costruzione del Depuratore, il Comune di Bologna predispose nell'area tre vasche per la raccolta dei liquami derivanti dall'attività di spurghisti privati che operavano nel territorio comunale.

 

    Successivi interventi negli anni Ottanta e Novanta hanno reso l'impianto sempre più adeguato e sicuro con la costruzione di vasche e piazzale in calcestruzzo con guaine in HDPE con pozzi spia infratelo per il controllo di eventuali perdite e la realizzazione di impianti di pretrattamento dei fanghi chimico-fisici, dei fanghi provenienti da fosse biologiche e da spurgo di pozzetti stradali, e del percolato prodotto dalle discariche.

    Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

    Capacità complessiva autorizzata
    • 149.000 t/anno (in ingresso) di cui 5.000 t/anno di pericolosi
    • 13.000 t/anno (D15 raggruppamento preliminare)
    Rifiuti ammessi
    Rifiuti liquidi e fangosi (quali rifiuti derivanti da pulizia pozzetti stradali efosse biologiche; fanghi derivanti da trattamenti chimico-fisici e da processi produttivi; percolati di discarica; acquedi processo ed acque madri).

    L'impianto è costituito da due sezioni di trattamento, ciascuna progettata per le diverse tipologie di rifiuti liquidi.

    1 - Sezione di disabbiatura, grigliatura e filtrazione idrodinamica.
    È la sezione dedicata ai reflui provenienti da pulizia aste fognarie, caditoie, pozzetti stradali ecc., che presentano un elevato contenuto di solidi, in prevalenza materiale sabbioso. La linea è composta da tre vasche di ricezione in parallelo: ciascuna di 15 m³, dotate di piazzola di scarico in pendenza, coclea di estrazione dei materiali grossolani con scarico in sacconi filtranti, pompa di sollevamento dei liquami per l'invio alle successive fasi di grigliatura, filtrazione idrodinamica o centrifugazione. La fase di grigliatura è funzionale alla rimozione di materiali grossolani in sospensione, presenti in particolare negli spurghi delle fosse settiche, e si attua tramite l'intervento di una griglia meccanica e microgriglie con cestello filtrante. Il materiale solido, raccolto in sacconi, viene depositato sul piazzale per completare la disidratazione prima dello smaltimento. La frazione liquida viene invece inviata alla fase di filtrazione idrodinamica o di centrifugazione, previa aggiunta di polielettrolita, con una resa complessiva media di abbattimento dei solidi del 99,5%. Il residuo acquoso è inviato ad una vasca di interposizione finale di 600m3 e successivamente destinato al trattamento biologico nell'adiacente Depuratore della città di Bologna "IDAR".

    2 - Sezione di trattamento chimico-fisico.
    È costituita da due linee parallele di trattamento chimico-fisico di chiariflocculazione dei reflui e da una linea di trattamento chimico-fisico con reattivo Fenton. Il trattamento viene effettuato prima dell'invio dei reflui al trattamento biologico nel Depuratore IDAR. I liquami in ingresso sono stoccati in 5 vasche da 10 m³ cadauna e 4 vasche da 35 m³,sottoposti a prelievi e controlli analitici.

    Nel trattamento di chiariflocculazione la sedimentazione primaria avviene in una vasca impermeabilizzata della capacità di 3000 m³ in cui i rifiuti sono omogeneizzati e miscelati in base alle caratteristiche chimiche al fine di favorire la precipitazione di metalli in forma insolubile (idrossidi e solfuri). I fanghi sedimentati sono estratti e filtropressati in continuo, mentre la frazione liquida affluisce assieme ai percolati in una vasca di equalizzazione di 650 m³, dotata di agitatori ed aeratore, che assicura una alimentazione omogenea, in composizione e portata, alle successive fasi del trattamento chimico-fisico. Questo avviene attraverso i due distinti stadi della chiariflocculazione: acido,in vasca da 10 m³ con aggiunta di acido cloridrico e cloruro ferrico per la flocculazione delle particelle colloidali, seguito dal basico, in cui i reflui subiscono, all'interno di due distinti reattori, l'additivazione prima di una soluzione acquosa di calcio idrato per favorire la precipitazione dei metalli e poi di una soluzione acquosa di polielettrolita anionico. La corrente è poi inviata ad un sedimentatore da 35 m³, comune a entrambe le linee del Chimico-Fisico, per la precipitazione dei fanghiil chiarificato è poi inviato alla vasca di interposizione finale della capacità di 600 m³. I fanghi raccolti dal fondo dei sedimentatori sono inviati ad un ispessitore da 35 m³ per aumentare la concentrazione di solido secco e quindi alla sezione di filtropressatura, per la disidratazione finale.

    In aggiunta alla chiariflocculazione, l'impianto è dotato di una linea di trattamento chimico-fisico con "reattivo di Fenton" (perossido di idrogeno - acido solforico - ferro bivalente), capace di trattare efficacemente rifiuti caratterizzati da contaminanti particolari quali composti organici scarsamente biodegradabili (rilevabili come "COD refrattario"). I liquami provenienti dalla vasca di stoccaggio da 100 m³ sono rilanciati con una portata nominale di 5 m³/ha in un reattore da 15 m³, dotato di miscelatori, in cui sono dosati i reagenti.La miscela di reazione passa per vasi comunicanti all'interno di due distinti reattori di neutralizzazione da 5 m³ in cui viene aggiunta una sospensione acquosa di calcio idrato e polielettrolita per favorire la precipitazione dei metalli.La miscela è inviata ad un sedimentatore da 35 m³ per la precipitazione e separazione dei fanghi. Il chiarificato così ottenuto viene inviato per caduta nella vasca finale di interposizione . I fanghi raccolti dal fondo dei sedimentatori sono inviati ad un ispessitore da 35 m³ per aumentare la concentrazione di solido secco e quindi alla sezione di filtropressatura, per la disidratazione finale.

    I flussi provenienti dalle varie linee di trattamento convogliati nella vasca di interposizione finale da 600 m³ sono inviati tramite tubazione dedicata al Depuratore IDAR per il successivo trattamento biologico. Le acque rilanciate al depuratore IDAR sono soggette a controllo analitico (on-line e off.-line) e in caso di non conformità il contenuto della vasca finale può essere inviato ad apposite vasche di stoccaggio per ulteriore trattamento.

    I fanghi prodotti, sedimentati e filtropressati/centrifugati, vengono smaltiti presso impianti autorizzati.

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