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Impianto di Trattamento Fanghi Industriali di Bologna

Via Shakespeare 29, Bologna

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Impianto Chimico - Fisico di trattamento dei rifiuti liquidi e fanghi industriali di Bologna (ITFI)

L'impianto si trova in via Shakespeare 29, in un'area adiacente al Depuratore della città di Bologna (IDAR), nella zona nord -ovest del territorio comunale, al confine con il Comune di Castel Maggiore.
Già nel 1972, prima della costruzione del Depuratore, il Comune di Bologna predispose nell'area tre vasche per la raccolta dei liquami derivanti dall'attività di spurghisti privati che operavano nel territorio comunale.

 

    Successivi interventi negli anni Ottanta e Novanta hanno reso l'impianto sempre più adeguato e sicuro con la costruzione di vasche e piazzale in cls con guaine in HDPE con pozzi spia infratelo per il controllo di eventuali perdite e la realizzazione di impianti di pretrattamento dei fanghi chimico-fisici, dei fanghi provenienti da fosse biologiche e da spurgo di pozzetti stradali, e del percolato prodotto dalle discariche.

    Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

    Capacità complessiva autorizzata
    • 120.000 t/anno (in ingresso)
    • 13.000 t/anno /D15 raggruppamento preliminare)
    Rifiuti ammessi
    Rifiuti liquidi e fangosi quali (rifiuti sabbiosi derivanti da pozzetti stradali; rifiuti organici con materiali grossolani derivanti da fosse biologiche; fanghi derivanti da trattamenti chimico-fisici e da processi produttivi; acque e fanghi derivanti da lavaggi; percolati prodotti da discariche per rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali; liquami di processo ed acque madri)

    L'impianto è costituito da due linee di trattamento, ciascuna progettata per le diverse tipologie di rifiuti liquidi.

    1 - Linea di disabbiatura, grigliatura e filtrazione idrodinamica.
    È la sezione dedicata ai reflui provenienti da spurgo di fognature, caditoie, pozzetti stradali ecc., che presentano un elevato contenuto di solidi, in prevalenza materiale siliceo. La linea è composta da tre vasche parallele della capacità di 15 m³ ciascuna, dotata di piazzola di scarico in pendenza, coclea di estrazione dei materiali sabbiosi e scarico in sacconi filtranti e pompa di sollevamento dei liquami per l'invio alle successive fasi di grigliatura, filtrazione idrodinamica e centrifugazione. La fase di grigliatura è funzionale alla rimozione di materiali grossolani, presenti in particolare negli spurghi delle fosse settiche, e si attua tramite l'intervento di una griglia meccanica e microgriglie con cestello filtrante. Il materiale solido, raccolto in sacconi, viene depositato sul piazzale per completare la disidratazione prima dello smaltimento. La frazione liquida viene invece inviata alla fase di filtrazione idrodinamica o di centrifugazione, previa aggiunta di polielettrolita, in modo che la rimozione complessiva dei solidi possa mediamente risultare del 99,5%. Il residuo acquoso è destinato al trattamento biologico nell'adiacente Depuratore della città di Bologna "IDAR".

    2 - Linea di trattamento chimico-fisico.
    È costituita da 2 linee parallele di trattamento chimico-fisico di chiariflocculazione dei reflui e da una linea di trattamento chimico-fisico con reattivo Fenton. Il trattamento viene effettuato prima dell'invio dei reflui al trattamento biologico nel Depuratore IDAR. I liquami in ingresso sono stoccati in 5 vasche da 10 m³ cadauna e 4 vasche da 35 m³,sottoposti a prelievi e controlli analitici. La successiva sedimentazione primaria avviene in una vasca impermeabilizzata della capacità di 3000 m³ in cui avviene anche la miscelazione con percolati da discarica che, essendo caratterizzati da una certa alcalinità e dalla presenza di solfuri, favoriscono la precipitazione di metalli in forma altamente insolubile. I fanghi sedimentati sono estratti e filtropressati in continuo, mentre la frazione liquida affluisce in una vasca da 650 m³ dotata di agitatori ed aeratore che permettono l'equalizzazione del liquame, assicurando una alimentazione omogenea, in composizione e portata, alle successive fasi del trattamento chimico-fisico. Questo avviene attraverso i due distinti stadi della chiariflocculazione: quello acido (in vasca da 10 m³ con aggiunta di acido cloridrico e cloruro ferrico per la flocculazione delle particelle colloidali) e quello basico (in cui i reflui subiscono, all'interno di due distinti reattori, l'additivazione prima di una soluzione acquosa di calcio idrato per favorire la precipitazione dei metalli e poi di una soluzione acquosa di polielettrolita anionico), per poi passare in un sedimentatore da 35 m³ per la precipitazione dei fanghi. Il chiarificato viene invece inviato per caduta alla vasca interposizione finale della capacità di 600 m³. In aggiunta alla chiariflocculazione, l'impianto è dotato di una linea di trattamento chimico-fisico con "reattivo di Fenton" (perossido di idrogeno - acido solforico - ferro bivalente), capace di trattare efficacemente rifiuti caratterizzati da contaminanti particolari quali composti organici scarsamente biodegradabili (rilevabili come "COD refrattario"), tensioattivi e solventi. I liquami provenienti dalla vasca di stoccaggio da 100 m³ sono rilanciati con una portata nominale di 5 m³ all'ora, nel reattore da 15 m³ dotato di apparecchiature di miscelazione. Dopo l'intimo contatto con i reagenti,la miscela di reazione passa per vasi comunicanti all'interno di due distinti reattori da 5 m³ in cui viene aggiuntauna soluzione acquosa di calcio idrato per favorire la precipitazione dei metalli e una soluzione acquosa di polielettrolita anionico. La miscela passa poi in un sedimentatore da 35 m³ per la precipitazione dei fanghi. Il chiarificato così ottenuto viene inviato per caduta nella vasca finale di 600 m³ . I fanghi raccolti dal fondo dei sedimentatori sono inviati ad un ispessitore da 35 m³ per aumentare la concentrazione di solido secco e quindi alla sezione di filtropressatura, per la disidratazione finale. Il refluo in uscita dal trattamento Fenton e il chiarificato del processo di trattamento chimico-fisico, raccolti nella vasca di interposizione finale da 600 m³ che accoglie anche le acque in uscita dalla filtrazione idrodinamica, sono inviati tramite tubazione dedicata al Depuratore IDAR per il successivo trattamento biologico. È così possibile sottoporre a rigoroso controllo analitico tutte le acque trattate, prima dell'invio al trattamento biologico del Depuratore di Bologna (IDAR); in caso di non conformità il contenuto della vasca finale può essere riciclato nella sezione Chimico fisico per una ripetizione del trattamento.
    Tutti i fanghi prodotti, sedimentati e filtropressati/centrifugati, vengono smaltiti presso impianti autorizzati.

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