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Forno F3 Ravenna

Situato all'interno del Centro Ecologico Baiona, Via Baiona Ravenna

  • 1 / 1   Dettaglio di Impianto per rifiuti industriali

L’impianto di incenerimento, situato a Ravenna, all’interno del Centro Ecologico Baiona è autorizzato a smaltire 40.000 tonnellate all’anno di rifiuti, urbani e speciali anche pericolosi.

Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

 
    Numero linee di termovalorizzazione
    1
    Capacità termica complessiva
    18.500.000 Kcal/h
    Tecnologia di combustione
    forno a tamburo rotante e camera statica
    Capacità di smaltimento rifiuti
    125 t/g
    Funzionamento in un anno
    7.680 h
    Potenza elettrica nominale
    4,2 MW
    Operazione di smaltimento
    D10
    Rifiuti ammessi
    rifiuti speciali, anche pericolosi di origine industriale (rifiuti solidi sfusi, rifiuti solidi e liquidi in fusti e scatole, fanghi pompabili, rifiuti liquidi organici ed inorganici)

    La sezione di termodistruzione, nella quale avvengono le reazioni ad alta temperatura che portano alla completa termodistruzione dei rifiuti alimentati, è composta dal forno a tamburo rotante e da una camera statica.

    1 - Accettazione e controllo rifiuti.
    I rifiuti ammessi all'impianto sono quelli previsti dalla procedura di omologazione del Gruppo Hera. I rifiuti in ingresso sono sottoposti ad un rigoroso piano di controllo (campionamento ed analisi) per la verifica delle caratteristiche chimiche.

    2 - Ricezione e stoccaggio rifiuti.

    Rifiuti solidi sfusi, fanghi disidratati e melme organiche sono conferiti mediante autocarri o container e vengono scaricati e stoccati in apposite fosse, l'accesso alle quali avviene tramite portelloni ad impaccamento rapido. La zona di stoccaggio è mantenuta in depressione per evitare la diffusione di odori sgradevoli. L'aria aspirata viene utilizzata come aria di combustione.

    La fossa ha un volume complessivo di circa 1200 mc, di cui 1000 mc destinati al ricevimento e stoccaggio rifiuti e 200 mc dedicati al settore di preparazione della carica omogenea di rifiuti solidi da inviare al forno.

    I rifiuti solidi sfusi
    sono ripresi dalla fossa tramite un sistema carroponte/benna ed omogeneizzati nell'apposita fossa di carica omogenea ed eventualmente portati a dimensioni idonee all'incenerimento con un trituratore a lame rotanti. Da tale zona sono quindi prelevati e scaricati nella tramoggia di alimentazione del forno. Un estrattore posto sul fondo della tramoggia provvede poi ad passare i rifiuti al tamburo rotante attraverso un canale verticale dotato di doppio clapet per evitare fuoriuscita fumi durante il caricamento.

    I rifiuti solidi in fusti e cartoni sono conferiti confezionati su pallet e stoccati in un'apposita area pavimentata coperta da tettoia, con cordolo di sicurezza e canaletta di raccolta. I rifiuti sono alimentati direttamente al forno a tamburo rotante, tra i doppi clapet del canale verticale di carico al forno, tramite un elevatore posto nella testata anteriore del tamburo rotante.

    I fanghi pompabili
    sono scaricati in una tramoggia avente volume utile di 60 mc dotata di copertura e sistema di aspirazione per evitare la diffusione di odori sgradevoli nell'ambiente esterno, l'aria aspirata è inviata ad incenerimento nella camera statica. I rifiuti sono conferiti principalmente mediante autospurgo o autocisterna. I fanghi, con l'ausilio di un sistema rompiponte e coclee di fondo, sono convogliati ad una pompa alternativa in corrispondenza della testata del tamburo rotante.

    I rifiuti liquidi (organici ed inorganici)
    sono conferiti mediante autobotti a due serbatoi di scarico e quindi inviati ad appositi serbatoi di stoccaggio. Per evitare l'emissione nell'atmosfera dei prodotti organici volatili durante le operazioni di svuotamento, nelle autocisterne è installato un sistema di scarico con immissione di azoto. I rifiuti acidi sono scaricati con le stesse modalità, ma sono direttamente inviati ai serbatoi di stoccaggio senza passare per i serbatoi di scarico.. I serbatoi sono dotati di un sistema di polmonazione con azoto i cui sfiati sono inviati alla termodistruzione.

    Il parco serbatoi del forno F3 ha un volume complessivo di 950 mc. Tutti i serbatoi sono realizzati in acciaio al carbonio e quelli utilizzati per lo stoccaggio di acidi sono vetrificati internamente.

    I liquidi organici sono poi prelevati dai serbatoi di stoccaggio ed inviati ad una coppia di serbatoi per la preparazione di una carica omogenea idonea ad alimentare il forno. I liquidi prelevati dai serbatoi mediante pompe alimentano i bruciatori del forno tramite apposite tubazioni con percorso ad anello chiuso per garantire il ricircolo.

    3 - Combustione.

    L'impianto è dotato di un forno costituito da un tamburo rotante orizzontale opportunamente rivestito in materiale refrattario, utilizzato per la termodistruzione di rifiuti solidi, fusti, fanghi e rifiuti liquidi, e di una camera statica, dotata di tre bruciatori per liquidi ed un bruciatore ausiliario a metano il cui funzionamento è asservito, in automatico, al controllore della temperatura dei fumi in uscita dalla stessa.

    4 - Generazione di vapore.

    Prima di passare alla sezione di depurazione, i fumi in uscita dalla camera di postcombustione vengono raffreddati sino a 220-260 °C in una caldaia a recupero, con produzione di vapore surriscaldato a 350°C e 30 bar. Il vapore surriscaldato prodotto in caldaia alimenta un gruppo turboalternatore della potenza di 4.2 MW per la produzione di energia elettrica.

    5 - Depurazione fumi.

    Il sistema di abbattimento degli NOx ("DENOX") è di tipo non catalitico (SNCR - "Selective Non Catalitic Reduction"). La riduzione degli NOx contenuti nei fumi ad N2 molecolare viene effettuata mediante iniezione, in corrispondenza del 1° canale radiante verticale della caldaia, di un reagente costituito da una soluzione di urea. Per l'abbattimento delle polveri è presente un filtro elettrostatico a 2 campi elettrici in serie. Di seguito al filtro elettrostatico è installata una colonna di lavaggio fumi, divisa in 3 sezioni:

    • nella sezione inferiore ("circuito acido") si ha il raffreddamento (quench) e la saturazione dei fumi con l'assorbimento dei gas acidi alogenati (HCl, HF, HBr) nel piatto a campanelle;
    • nella sezione intermedia ("circuito di sottoraffreddamento") si ha il raffreddamento dei fumi, per l'abbattimento dei metalli pesanti volatili (in particolare il mercurio) e dei microinquinanti organo alogenati (PCDD e PCDF); vi è inoltre la possibilità di dosare soda per incrementare la capacità di assorbimento della SO2 e della SO3;
    • nella sezione superiore ("circuito basico") si ha l'assorbimento della SO2 e della SO3, nonché la neutralizzazione delle tracce residue di gas acidi alogenati mediante dosaggio di soda.

    Ogni sezione è servita da uno specifico circuito di ricircolo.

    I fumi freddi in uscita dalla colonna di lavaggio ad una temperatura di 40¸45°C passano attraverso uno scambiatore di calore fumi/fumi nel quale vengono post-riscaldati a 90 ÷ 110 °C a spese dei fumi caldi in uscita dall'elettrofiltro ad una temperatura di 220 ÷ 260 °C, i quali vengono raffreddati a 175 ÷ 195 °C prima dell'ingresso nella colonna di lavaggio.

    I fumi in uscita dallo scambiatore di calore fumi/fumi attraversano successivamente lo scambiatore di calore vapore/fumi il quale ha lo scopo di assicurare costantemente una temperatura dei fumi in ingresso alla sezione di trattamento "terziario" pari ad almeno 120 °C, per evitare l'impaccamento delle polveri sulle pareti esterne del filtro a maniche.

    I fumi subiscono un trattamento di finitura nel successivo filtro a maniche sulla cui alimentazione viene dosata un reattivo in polvere costituito da carbone attivo e calce idrata. Il reattivo si deposita sulla parete esterna delle maniche del filtro formando uno strato sottile sul quale si ha:

    • l'abbattimento delle tracce residue di polveri, in particolare quelle sub-microniche;
    • l'abbattimento, per adsorbimento da parte del carbone attivo, delle diossine e delle tracce residue di metalli pesanti volatili;
    • l'abbattimento, per neutralizzazione da parte del Ca(OH)2, delle tracce residue di gas acidi.

    I fumi depurati vengono evacuati all'atmosfera - a 100 ÷ 120 °C - mediante apposito camino avente un'altezza di 60 m.

    6 - Trattamento chimico fisico acque.

    Il forno F3 è dotato di un impianto chimico-fisico per il trattamento degli spurghi provenienti dalla colonna di lavaggio dei fumi. La corrente in ingresso è portata a pH 8.5 con latte di calce, addizionata con cloruro ferrico, precipitante per metalli e polielettrolita anionico per la flocculazione. L'acqua viene separata dal fango con sedimentatori a pacchi lamellari e quindi filtrata su letti di sabbia e carboni attivi. Il fango estratto dai sedimentatori viene inviato in un ispessitore da cui viene poi estratto per essere inviato a disidratazione in una centrifuga.

    7 - Recupero energetico.

    Il vapore surriscaldato prodotto dal generatore di vapore è inviato ad una turbina accoppiata ad un alternatore, avente una potenza di progetto ai morsetti di 4.200 kW. L'energia elettrica prodotta consente di soddisfare le richieste d'impianto; la quota eccedente è trasferita in parte a utenze dell'adiacente impianto di trattamento acque di scarico (TAS) e alla rete di distribuzione nazionale.

    L'impianto è dotato di un doppio sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (SME) al camino per garantire la continuità di analisi delle concentrazioni nelle emissioni in atmosfera.

    Sono inoltre effettuati controlli puntuali ai camini, secondo le frequenze definite nell'autorizzazione integrata ambientale, per i parametri che non possono essere rilevati in continuo ricorrendo a laboratori certificati.

    Il piano di monitoraggio applicato, approvato nell'ambito dell'autorizzazione integrata ambientale, prevede anche controlli sulle deposizioni al suolo degli inquinanti; sono indagate le matrici terreno e alloro.

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