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TCF Trattamento chimico-fisico e trattamento fanghi, Ravenna

S.S. 309 Romea km 2,6, Ravenna

  • 1 / 8   Dettaglio dell'impianto Disidrat di Ravenna
  • 2 / 8   Dettaglio dell'impianto Disidrat di Ravenna
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Il Centro Ecologico Romea, si trova a Ravenna al km 2,6 della S.S. 309 Romea, presso il Comparto Herambiente/Sotris di trattamento/smaltimento rifiuti e comprende l’impianto TCF (trattamento chimico fisico di rifiuti speciali liquidi pericolosi e non pericolosi) e l’impianto Disidrat (trattamento fanghi pompabili, palabili, ceneri, terreni).

L’impianto Disidrat, che si trova al Comparto km 2,6, ha sostituito il vecchio Impianto di trattamento fanghi ubicato nel Comparto  km 3,8 dismesso nel luglio 2012.

L’impianto TCF è interconnesso con l’impianto TAS di trattamento acque reflue industriali del Centro Ecologico Baiona attraverso 2 tubazioni interrate della lunghezza di 4 km circa; le acque in uscita dal TCF  che hanno subito il trattamento chimico fisico sono al rilanciate al TAS per il trattamento biologico di finissaggio.

Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

 
    IMPIANTO TCF
    • Potenzialità di trattamento: 220.000 t/anno
    • Rifiuti ammessi: percolati e acque meteoriche delle discariche Herambiente e Sotris site nel Comparto; acque di processo dell'impianto DISIDRAT e dell'impianto CDR/IRE; emulsioni oleose conferite in ATB da Terzi; rifiuti liquidi a base acquosa (percolati, acque di processo, acque di lavaggio) conferiti in ATB da Terzi
    IMPIANTO DISIDRAT
    • Potenzialità di trattamento: 150.000 t/anno
    • Rifiuti ammessi: fanghi pompabili non pericolosi e pericolosi; fanghi palabili di diversa origine (terre di bonifica, fanghi biologici, detriti inorganici ed organici)sia pericolosi che non pericolosi; rifiuti polverulenti derivanti principalmente da impianti di termovalorizzazione e/o reattivi e catalizzatori esausti (sia pericolosi che non pericolosi)

    Il TCF nel suo complesso è costituito dalle seguenti sezioni:

    • Trattamento emulsioni oleose; in questa sezione viene realizzata la separazione della frazione oleosa da quella acquosa, la frazione acquosa viene quindi avviata a successivo trattamento chimico fisico mentre la frazione oleosa è avviata a recupero/smaltimento.
    • Trattamento chimico fisico di primo stadio TCF1; costituito da due linee di trattamento in parallelo con portata di progetto pari a 25 mc all'ora. In questa fase i flussi, dopo omogeneizzazione, sono soggetti a neutralizzazione e precipitazione dei metalli in ambiente alcalino.
    • Trattamento chimico fisico di secondo stadio TCF2; costituito da due linee di trattamento in parallelo con portata di progetto pari a 25 mc all'ora. In questa sezione avviene la chiarificazione-flocculazione con agenti flocculanti e complessanti per metalli pesanti e la precipitazione con dosaggio di poliettrolita anionico. L'acqua in uscita dalla sezione è rilanciata all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona per il trattamento biologico finale del flusso.
    • Sezione di trattamento chimico fisico TCFA: costituita da una linea di trattamento chimico fisico (portata di progetto 25 mc all'ora) con dosaggio di reattivi quali calce, agenti flocculanti, polielettrolita, sodio ipoclorito materiale adsorbente. Le acque in uscita dal TCFA possono subire, se necessario, un ulteriore trattamento per l'abbattimento dei metalli pesanti presso il TCF2 sopradescritto o, in alternativa, essere rilanciate all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona per il trattamento biologico finale del flusso.
    • Trattamento fanghi (ispessitore): in questa sezione i fanghi in uscita dalle precedenti sezioni di trattamento subiscono l'ispessimento e sono avviati all'adiacente Impianto di trattamento fanghi DISIDRAT per la filtropressatura e l'avvio a smaltimento;
    • Sezione di accumulo, equalizzazione e rilancio (Vasca VP): parte integrante dell'impianto TCF è la sezione che riceve i flussi di acque reflue dei Comparti km 2,6 e km 3,8 che risultano già conformi al trattamento biologico. I flussi sono stoccati ed omogeneizzati in una vasca della capacità di 600 m³ prima del rilancio all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona tramite il collegamento costituito da 2 condotte interrate della lunghezza di 4 km circa.

    L'impianto DISIDRAT è realizzato per trattare diverse tipologie di rifiuti, pompabili, palabili e polverulenti, con il principale obiettivo di ottenere in uscita delle matrici (rifiuti).

    La linea di trattamento dei fanghi pompabili non pericolosi è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i fanghi pompabili sono stoccati in vasche semi interrate della capacità complessiva superiore a 4.000 mc. All'interno di ciascuna delle due vasche principali di stoccaggio, in corrispondenza delle postazioni di scarico, sono presenti due vasche di pre-stoccaggio, di capacità pari a circa 70 mc ciascuna. Dalle vasche di pre-stoccaggio, il rifiuto passa alla vasca principale per stramazzo. All'interno della vasca principale, il fango è mantenuto in movimento per evitare un'eccessiva sedimentazione della parte solida tramite un sistema meccanico composto da agitatori ad elica ad asse orizzontale posti sul fondo della vasca (4 agitatori per ogni vasca). Per entrambe le vasche, la zona di pre-stoccaggio è servita da un carroponte con benna allo scopo di prelevare e quindi trasferire la parte più pesante (sedimentato) del refluo. Il materiale così prelevato viene caricato in appositi cassoni stagni scarrabili o su automezzi con vasca a tenuta al fine di trasportarlo alla sezione di inertizzazione per la successiva lavorazione nella linea di lavorazione dei fanghi palabili.
    • Sezione di trattamento: i fanghi sono sottoposti a condizionamento con specifici reattivi prima di essere sottoposti disidratazione meccanica mediante filtropressa. Il fango, mantenuto in agitazione nelle vasche di stoccaggio, viene trasferito con pompe monovite ai serbatoi della linea di condizionamento. La linea di condizionamento ha la funzione di preparare il fango al processo di disidratazione mediante filtropressa: il fango passa attraverso i serbatoi di reazione, dove viene costantemente movimentato ed al quale si aggiungono i reagenti necessari ad ottimizzare la filtropressatura e ad immobilizzare gli inquinanti quali FeCl2, Na2S e Ca(OH)2. Il fango disidratato in uscita dalla filtropressa viene scaricato in un'area sottostante, cinta su tre lati da un muro di separazione e contenimento, per poi essere prelevato da una pala meccanica e trasportato o nell'area di deposito dei fanghi palabili o nell'area di lavorazione dei fanghi palabili. Le acque di risulta sono convogliate in un pozzetto di rilancio e poi trasferite nelle vasche di stoccaggio delle acque di processo in attesa di essere conferite all'Impianto TCF per il successivo trattamento e/o inviate a recupero nel tank di preparazione del latte di calce necessario al processo di filtropressatura.

    La linea di trattamento dei fanghi pompabili pericolosi è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i fanghi pompabili pericolosi sono stoccati in vasche semi interrate della capacità complessiva pari a 1.500 mc circa. Il funzionamento di tale sezione è analogo a quello dedicato ai fanghi pompabili non pericolosi precedentemente descritto.
    • Sezione di trattamento: qui i fanghi sono sottoposti a consolidamento e inertizzazione. Dalle vasche di stoccaggio il fango viene trasferito al trattamento tramite 2 pompe monovite, con linee indipendenti alla sezione di lavorazione dei fanghi palabili.

    La linea di trattamento delle matrici palabili è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i fanghi e terreni palabili sono conferiti in impianto mediante automezzi che li scaricano in apposite aree coperte da tettoie; i rifiuti polverulenti sono invece scaricati i in silos aventi una capacità complessiva di stoccaggio di 360 mc.
    • Sezione di trattamento: qui i rifiuti sono sottoposti al processo di consolidamento e/o inertizzazione tramite l'aggiunta di reattivi quali calce e/o cemento in dosi variabili; è possibile anche l'utilizzo di altri additivi quali zeoliti e silicati. I fanghi sono lavorati in due linee distinte che hanno la stessa potenzialità e possono lavorare in parallelo. Una linea è dedicata, di norma, ai rifiuti pericolosi, l'altra ai rifiuti non pericolosi.

    La prima linea di inertizzazione dedicata di norma ai rifiuti pericolosi tratta fanghi pompabili, terreni e fanghi palabili e semipalabili oltre ai rifiuti polverulenti stoccati in silos. I fanghi palabili/terreni possono essere introdotti direttamente nel miscelatore mediante pala meccanica attraverso apertura di apposito coperchio o tramite il caricamento di una tramoggia che dosa il materiale su un sistema di nastri trasportatori collegato in serie ad un vaglio a tamburo. Il fango viene introdotto nel reattore/miscelatore viene addizionato ai  rifiuti polverulenti ed ai fanghi pompabili pericolosi stoccati nelle vasche precedentemente descritte. L'impianto ha una potenzialità di oltre 200 tonnellate al giorno, sulla base di 8 ore giornaliere di lavorazione. Al suo interno i rifiuti e le eventuali materie prime vengono miscelati mediante un sistema di coclee controrotanti.

    La seconda linea di inertizzazione tratta di norma i flussi di rifiuti non pericolosi: fanghi biologici, terreni e fanghi palabili, fanghi semisolidi.
    È presente una linea di dosaggio, con pompa dosatrice, di reattivo liquido (complessante per metalli pesanti) e relativo impianto di dissoluzione; questa linea non è attrezzata con apparecchiatura di frantumazione.

    Sono inoltre presenti 3 sili da 60 m³ dedicati ai reattivi quali cemento, calce, zeoliti, silicati.

    Entrambe le linee di inertizzazione sono dotate di sistemi di lavaggio semi-automatici ad alta pressione.

    Da entrambe le linee, il fango sia pericoloso che non pericoloso viene scaricato all'interno di un edificio chiuso mantenuto in depressione dove viene lasciato reagire per al almeno 24 ore e successivamente viene trasferito con pala gommata all'interno di baie di stoccaggio.

    L'impianto è stato realizzato con le migliori tecnologie oggi disponibili, sia in relazione alla tutela del territorio e dell' ambiente, sia alla efficacia dei trattamenti. Le attività di trattamento (filtropressatura ed inertizzazione) sono effettuate in capannoni chiusi mantenuti in depressione mediante aspirazione dell'aria esausta. Il flusso d'aria captato viene inviato a trattamento in torri di abbattimento ad umido (scrubber), che prevedono anche il dosaggio di specifici reattivi chimici per aumentare l'efficienza di abbattimento degli inquinanti anche odorigeni.

    La protezione della falda e del suolo è garantita mediante l'impermeabilizzazione con telo in polietilene alta densità (HDPE) effettuata sotto l'intera area dell'impianto. L'impianto è inoltre servito da un sistema fognario a tenuta sempre in HDPE che raccoglie ed invia a trattamento nell'adiacente impianto TCF tutte le acque prodotte dalle lavorazioni.

    Disidrat: l'utile del fango
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