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Trattamento chimico-fisico di Modena

Via Cavazza 45, Modena

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L'impianto di trattamento chimico fisico di Modena (Area 2 - via Cavazza, 45) è destinato al trattamento di rifiuti speciali liquidi pericolosi e non pericolosi.

Pagina aggiornata al 1 luglio 2015

 
    Potenzialità di Trattamento
    58.000 t/anno (limite autorizzato D9)
    Rifiuti/reflui ammessi
    acque reflue di processo WTE; percolati discariche; soluzioni di lavaggio; acque meteoriche contaminate

    I rifiuti liquidi in ingresso vengono stoccati in due vasche seminterrate in cemento armato da 520 m3 cadauna delle quali una è dedicata al ricevimento via tubo delle acque di processo dell'adiacente termovalorizzatore e dei rifiuti a base inorganica e l'altra è dedicata al ricevimento e stoccaggio dei percolati.

    Il Trattamento Chimico Fisico avviene attraverso le seguenti fasi:

    • Miscelazione ed equalizzazione delle acque reflue del WTE e dei rifiuti liquidi conferiti tramite autobotti da Clienti esterni;
    • Controllo del pH con dosaggio di Acido Solforico e abbattimento selettivo di metalli bivalenti con il dosaggio di reattivo sequestrante
    • Coagulazione mediante il dosaggio di Cloruro Ferrico
    • Prima neutralizzazione con latte di calce e precipitazione dei metalli pesanti;
    • abbattimento selettivo di metalli bivalenti con il dosaggio di reattivo sequestrante
    • Coagulazione degli idrati di metallo con dosaggio di polielettrolita anionico.
    • Decantazione statica e separazione delle fasi solida e liquida;
    • Filtrazione su filtri a quarzite;
    • Scarico diretto all'adiacente Depuratore della città di Modena.

    Le vasche di stoccaggio e trattamento sono mantenute in aspirazione; l'aria captata è trattata prima del rilascio in atmosfera con un sistema a carboni attivi.

    Il processo nella sua globalità permette l'abbattimento dei metalli pesanti, dei solidi sospesi, e dei fosfati. I fanghi derivanti dalla chiari-flocculazione vengono inviati in due ispessitori, e a seguire verso la filtropressa per la definitiva disidratazione. In questa ultima fase si produce un fango con il 50% di sostanza secca e un liquido chiarificato che ritorna in testa all'impianto per il trattamento.

    I fanghi prodotti vengono stoccati in cassoni sbarrabili e inviati a smaltimento in discariche autorizzate.

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