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Termovalorizzatore di Ravenna

S.S. 309 Romea km 2,6, Ravenna

  • 1 / 5   Foto aerea del Termovalorizzatore di Ravenna
  • 2 / 5   Interno del Termovalorizzatore di Ravenna
  • 3 / 5   Dettglio del Termovalorizzatore di Ravenna
  • 4 / 5   Foto del Termovalorizzatore di Ravenna
  • 5 / 5   Dettaglio del Termovalorizzatore di Ravenna

Impianto di Recupero Energetico (IRE) ed Impianto di Produzione CDR da Trattamento RSU di Ravenna

L’impianto si trova al km 2,6  della S.S. 309 Romea, a Ravenna. Il comparto impiantistico comprende un sistema di termovalorizzazione di combustibile da rifiuto (CDR/CSS) e di rifiuti speciali assimilabili agli urbani (RSA) ed un impianto di selezione automatica del rifiuto solido urbano con produzione di CDR/CSS addensato.

I due impianti sono funzionalmente e tecnicamente connessi tra loro. La sezione di produzione CDR/CSS è attualmente articolata su due linee di lavorazione mediante fasi successive di triturazione, vagliatura e separazione meccanica e fisica. Nel giugno 2011 è stata avviata la linea 3, dedicata alle operazioni di selezione secco/umido mediante fasi successive di triturazione e vagliatura  e utilizzata per rifiuti assimilati ingombranti (RSA) e rifiuti assimilabili (RS). È inoltre presente una sezione destinata allo stoccaggio del prodotto ottenuto o di eventuale  prodotto analogo proveniente da terzi. La sezione del termovalorizzatore è finalizzata al recupero energetico del combustibile CDR/CSS. Direttamente connessa con il termovalorizzatore, è infine presente una struttura di stoccaggio provvisorio (silo) delle ceneri e polveri di combustione prodotti in proprio.

Pagina aggiornata al 4 gennaio 2017

 
 
    IMPIANTO PRODUZIONE CDR
    Numero linee di trattamento
    2 linee per produzione di CDR; 1 linea per separazione secco-umido
    Capacità autorizzata di smaltimento rifiuti (R5)
    180.000 tonnellate annue
    Quantità massima istantanea di stoccaggio (R13) da destinare all'impianto di recupero energetico IRE
    1.500 tonnellate (CDR e rifiuti speciali non pericolosi assimilabili - CER 191210, 150102, 070213- anche provenienti da terzi)
    Quantitativo massimo trattabile di sovvallo umido a biostabilizzazione accelerata (R3)
    23.000 tonnellate all'anno (CER 191212 proveniente dall'impianto di produzione CDR)
    Funzionamento in un anno
    8.000 ore
    Operazioni di recupero
    R3; R5; R13
    Tipologia rifiuti ammessi
    rifiuti solidi urbani; rifiuti speciali non pericolosi; rifiuti speciali pericolosi

    Compatibilità ambientale nel rispetto della normativa vigente (D.lgs. 152/06)


    IMPIANTO RECUPERO ENERGETICO IRE
    Numero linee di termovalorizzazione
    1
    Capacità termica complessiva
    circa 27,8 MWt
    Tecnologia di combustione
    forno a letto fluido
    Capacità autorizzata di smaltimento rifiuti
    56.500 t/a (di cui 52.500 t/a di CDR/CSS a specifica e CDR/CSS fuori specifica e 4.000 t/a di RSA)
    Quantità massima istantanea di stoccaggio
    200 t (CER 190113)
    Funzionamento in un anno
    8.000 ore
    Potenza elettrica nominale
    6,25 MWe
    Operazioni di smalrimento e recupero
    R1; D15 (limitatamente ai residui di depurazione fumi)

    Compatibilità ambientale nel rispetto della normativa vigente (D.lgs. 152/06)

    L'impianto è costituito da una sezione di produzione CDR (ovvero frazione secca combustibile) da rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali non pericolosi assimilabili, articolata su tre linee di lavorazione mediante fasi successive di triturazione, vagliatura e separazione meccanica e fisica e una sezione di termovalorizzazione (forno a letto fluido) con recupero energetico del combustibile CDR.

    1 - Ricezione e stoccaggio rifiuti.
    I rifiuti speciali vengono collocati su una linea di trattamento dedicata ad una doppia fase di triturazione e deferrizzazione. Il prodotto di questa fase (RSA) ed il CDR vengono poi portati in alimentazione al forno mentre i rifiuti sanitari, forniti in confezioni chiuse, vengono inviati direttamente al forno tramite linea dedicata.

    2 - Combustione.

    Il forno del termovalorizzatore di Ravenna adotta la tecnologia del letto fluido, nella quale viene impiegato un letto di sabbia, mantenuto in sospensione dall'aria comburente primaria, all'interno del quale viene immesso il combustibile derivato da rifiuti (CDR). Questo tipo di forno è in grado di incenerire circa 6 tonnellate all'ora di combustibile con un potere calorifico inferiore a 4.000 Kcal/kg. Oltre all'aria di combustione e di fluidificazione, all'interno del forno vengono dosati anche calcare e una soluzione acquosa di ammoniaca. Il primo ha lo scopo di ridurre la formazione degli ossidi di zolfo e di elevare la temperatura di rammollimento delle ceneri, mentre la seconda riduce la formazione di ossidi di azoto (processo di Riduzione Catalitica Non Selettiva - SNCR).

    3 - Generazione di vapore.

    I fumi caldi prodotti dalla combustione passano alla sezione di recupero energetico (caldaia) dove, attraverso opportuni scambiatori di calore (evaporatori), cedono la propria energia termica all'acqua, trasformandola in vapore. La caldaia è del tipo a pareti membranate, costituita da un singolo corpo cilindrico con banchi di scambio a tubi verticali appesi ed con attraversamento fumi a sviluppo orizzontale.

    4 - Depurazione fumi.

    L'impianto è equipaggiato con un sistema di trattamento fumi costituito da diversi dispositivi posti in serie: una sezione di riduzione non catalitica degli ossidi di azoto (SNCR) tramite l'immissione in camera di post combustione di soluzione ammoniacale nebulizzata, un multiciclone per l'abbattimento delle polveri, un reattore a secco per l'iniezione di sorbalite, un filtro a maniche e una torre di lavaggio ad umido mediante flussaggio di soluzione di soda.

    5 - Cogenerazione di energia elettrica e termica.

    Il vapore surriscaldato generato dalla caldaia viene trasformato in energia elettrica da una turbina di potenza elettrica nominale pari a 6,25 MW. L'energia elettrica prodotta a 6 kV dal gruppo turboalternatore viene innalzata a 15 kV dal trasformatore elevatore ed immessa direttamente nella rete di distribuzione nazionale.

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    • L'impianto è dotato di un Sistema di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni (SMCE) che, attraverso analizzatori automatici in funzione 24 ore su 24, permette di tenere sotto costante controllo la qualità delle emissioni nell'atmosfera.
      Una sonda di prelievo opportunamente riscaldata trasporta con continuità un campione di gas dal camino dell'impianto fino alla cabina analisi dove è installata la strumentazione. Il campione entra nell'analizzatore spettrometrico a raggi infrarossi interferometrici (FTIR) che rileva in continuo gli spettri d'assorbimento dei composti da misurare. Attraverso un'elaborazione matematica gli spettri presenti vengono confrontati con quelli tipici delle sostanze da ricercare. Dal confronto è possibile determinare i valori quantitativi (concentrazioni) degli elementi e dei composti ricercati.
      Al sistema FTIR si aggiungono altri analizzatori e misuratori in continuo necessari per completare l'analisi dei fumi attraverso la determinazione di ulteriori parametri quali: polveri, composti organici, mercurio, ossigeno, temperatura, portata, pressione.
      Un sistema di acquisizione dati (SADE) rende poi disponibili i valori acquisiti in continuo elaborando le medie semiorarie e giornaliere delle concentrazioni misurate, che vengono confrontate con i valori di limite massimo ammissibili fissati dagli Enti di controllo. Questi dati sono resi disponibili anche sul sito del gruppo dove vengono aggiornati automaticamente ogni mezz'ora.

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    Termovalorizzazione dei rifiuti: smaltimento sicuro con recupero di energia
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