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Il progetto regionale Biodigestori del Gruppo Hera

Biodigestore

Chiudere la filiera della raccolta differenziata dell'organico e accelerare sugli obiettivi di raccolta differenziata e produzione di compost ed energia rinnovabile. Sono questi gli obiettivi del "Progetto Biodigestori" del Gruppo Hera, entrato nella sua fase operativa con l'inizio del 2012 e che prevede la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica in ognuna delle province in cui la multiutility gestisce il ciclo rifiuti. Cinque impianti in tutto: Modena, Ostellato (FE), Sant'Agata Bolognese (BO), Voltana (RA) e Rimini, in cui grazie ad una fermentazione in assenza di aria che simula la digestione di una mucca, i rifiuti organici domestici provenienti da raccolta differenziata si trasformano in compost di qualità ed energia elettrica, attraverso la produzione di biogas. I 5 biodigestori si andranno ad aggiungere a quello già esistente di Cesena (denominato Romagna Compost), il primo del genere realizzato in Italia e sempre gestito dal Gruppo Hera.

Negli ultimi giorni del 2011 sono arrivate le autorizzazioni per la realizzazione dei biodigestori di Rimini e Voltana (RA), che andranno ad integrare gli impianti di compostaggio già esistenti. I cantieri dunque apriranno già nelle prossime settimane con l'obiettivo di rendere operative le strutture entro la fine dell'anno. Sempre nel corso del 2012 si dovrebbe invece concludere l'iter autorizzativo anche per gli altri siti, la cui realizzazione avverrà dunque a partire dal 2013.

L'intero progetto comporterà per il Gruppo Hera un investimento complessivo di oltre 40 milioni di euro e doterà il territorio di una produzione potenziale di energia elettrica rinnovabile pari a oltre 32 milioni di KWh annui (circa 6,5 milioni di KWh per impianto). In termini pratici, ciò significherà soddisfare il fabbisogno energetico annuo di circa 12.000 famiglie (considerando un consumo medio a famiglia di circa 2.700 KWh), risparmiando l'emissione in atmosfera di 17.000 ton. di CO2.

Presso ciascun biodigestore saranno trattati i rifiuti organici da differenziata raccolti da Hera nei territori di riferimento. Una volta giunti nel sito, i rifiuti organici triturati stazionano in una serie di locali chiusi (simili a grandi garage). Qui, grazie ad un processo di fermentazione a secco (batch dry fermentation), i batteri metanigeni, uguali a quelli presenti nello stomaco delle mucche, compiono il processo di digestione producendo gas a base di metano, il quale alimenta i motori da cui viene generata l'energia elettrica. Altro vantaggio del processo è la completa assenza di odori. I batteri anaerobici, infatti, agendo in totale assenza di ossigeno, sono capaci di demolire tutte le sostanze che causano cattivi odori per trasformarle in bio gas. Al termine della digestione il materiale è avviato a una fase di compostaggio che ne consente l'utilizzo finale come compost certificato per agricoltura biologica.

Il Progetto Biodigestori assume particolare valenza anche considerando che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l'importanza dell'energia per lo sviluppo sostenibile, ha designato il 2012 come "Anno Internazionale dell'energia sostenibile per tutti". Obiettivo dell'ONU è la sensibilizzazione riguardo l'importanza di aumentare le opportunità di accesso all'energia sostenibile, all'efficienza energetica e alle fonti di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.

 
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