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Il progetto Capiamo di biomonitoraggio delle api

Il Gruppo Herambiente si impegna in progetti che hanno lo scopo di fornire un contributo concreto all’analisi del contesto ambientale in cui si collocano i propri siti impiantistici. Nella primavera del 2020 è stato avviato “Capiamo”, presso il termovalorizzatore di Pozzilli (IS). “Capiamo” è il progetto di Herambiente sul biomonitoraggio delle api, quali bioindicatori chiave per studiare la qualità dell’ambiente nell’area circostante i siti impiantistici interessati da quest’attività. Il biomonitoraggio è uno strumento di controllo con varie applicazioni nel campo degli studi ambientali. Permette di valutare gli effetti dell’inquinamento mediante bioindicatori, ovvero specie animali, piante o funghi particolarmente sensibili a cambiamenti provocati dall'inquinamento dell'ecosistema e in grado di segnalare precocemente l'insorgenza di squilibri pericolosi per la biodiversità e per la salute umana.

 
Il progetto Capiamo attualmente coinvolge i siti impiantistici dell'impianto di compostaggio con produzione di biometano di Sant'Agata Bolognese (BO) e della discarica di Serravalle Pistoiese (PT) presso cui sono stati installati complessivamente 6 alveari.
 


CAPIRE L'AMBIENTE

 

Herambiente, nel continuo impegno a garanzia di una gestione trasparente, ha scelto di osservare e studiare lo stato di salute delle api presso i propri impianti, nello specifico il progetto ha inizialmente interessato il termovalorizzatore di Pozzilli (IS), presso cui le attività di studio sono terminate nel 2021 dopo un biennio, mentre attualmente sono coinvolti l'impianto di compostaggio con produzione biometano di Sant'Agata Bolognese (BO) e la discarica di Serravalle Pistoiese (PT). Le api sono creature molto sensibili ai cambiamenti ambientali causati da agenti inquinanti e riescono a segnalare precocemente l'insorgenza di squilibri pericolosi per la biodiversità, per l'ecosistema e per la salute umana.
Inoltre, l'ape come biondicatore offre molte informazioni utili sia a breve che a lungo termine: il miele, infatti, permette di valutare l'inquinamento nel breve periodo, in quanto costituisce il primo prodotto in cui possono accumularsi i contaminanti; la cera, invece, consente di valutare i livelli di inquinamento a lungo termine, in quanto per la sua natura lipidica può assorbire e trattenere i contaminanti non volatili, lipofili e persistenti.

Le informazioni ottenute permettono di conoscere e quantificare gli eventuali effetti dell'impatto antropico sull'ambiente.

 

CONOSCERE LE API

 

Per monitorare la qualità dell'ambiente, CAPIAMO svolge 2 analisi all'anno sulla popolazione delle api e sulla qualità dei prodotti dell'alveare.
Sugli alveari vengono svolte analisi bio-morfometriche e controlli medico veterinari per verificare la salute e la produttività delle api, limitare i fenomeni di sciamatura, posizionare e rimuovere i melari, campionare il miele e gli altri prodotti dell'alveare. Questi ultimi sono sottoposti ad analisi chimiche presso laboratori accreditati Accredia: qui si eseguono analisi di anioni, metalli, pesticidi e IPA, inoltre presso l'impianto di Pozzilli, anche di diossine, furani e PCB.

 

PRESERVARE IL PIANETA

 

Herambiente contribuisce a controllare e proteggere l'ambiente circostante.
Le api, nel corso delle loro migrazioni giornaliere, sono esposte a tutti gli inquinanti chimici potenzialmente presenti nelle matrici con cui entrano in contatto localmente. L'Apis mellifera infatti si muove giornalmente su un'area di 7 km2 e nel suo territorio effettua circa 10.000 prelievi dalle matrici ambientali che incontra (acqua, aria, suolo). Tornando all'alveare, trasporta queste sostanze influenzando la produzione di miele, propoli, cera, polline e pappa reale... ecco perché nei prodotti dell'alveare c'è tutto il futuro del nostro pianeta!

 

 

 

 
 
  • I RISULTATI 2020 DEL PROGETTO CAPIAMO

    • Giugno 2020: è stata eseguita la 1° campagna di analisi
    • Settembre 2020: è stata eseguita la 2° campagna di analisi
    • Novembre 2020 - La prima fase di campionamento e analisi ha dato ottimi risultati. La presenza di anioni (cloruri, solfati e nitrati) nel miele raccolto all’impianto è in linea con i valori medi dei mieli di origine italiana. É stata riscontrata la sostanziale assenza di diossine, Pcb e pesticidi, mentre le analisi sugli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), che hanno come principale fonte la combustione di carburanti fossili, l’incenerimento dei rifiuti, la produzione di energia o di asfalto e prodotti chimici, mostrano una condizione ambientale a cui contribuiscono più sorgenti emissive come traffico, industria, riscaldamento domestico a biomasse, ecc, tipiche dell’antropizzazione del territorio senza che si evidenzi un contributo significativo da parte del termovalorizzatore. Anche i metalli presenti sono riconducibili alla presenza di cantieri edili abbandonati, industrie e infrastrutture.
    • Gennaio 2021: anche la seconda fase di campionamento e analisi ha confermato gli ottimi risultati osservati nella prima. Le indagini sui campioni di miele hanno mostrato la totale assenza di diossine, IPA, PCB e pesticidi. La cera analizzata a settembre si mostra esente da diossine, PCB e pesticidi con tracce di IPA ampiamente inferiori ai limiti fissati dalla normativa per oli e grassi di origine animale nel settore alimentare. La presenza dei metalli sia nel miele che nella cera è riconducibile alle tipicità del territorio, caratterizzato dall’abbondanza di marna e dolomite, e alla presenza di diverse attività antropiche. In entrambe le campagne i campioni di miele hanno evidenziato la totale assenza di piombo.
    • Tutti gli studi effettuati fino a ora, l’ultimo dei quali durato due anni riguardante il monitoraggio della qualità dell’aria, dimostrano con evidenze scientifiche che l’impianto è sicuro e controllato, tanto da non produrre alcun pregiudizio sulla qualità dell’aria e dell’ambiente. Il progetto rappresenta un’ulteriore garanzia a beneficio e tutela della comunità e del territorio che ospitano l’impianto.
    • Progetto 2020 in collaborazione con la Dott.ssa Serena Maria Rita Tulini, medico veterinario specializzato in Farmacologia e Tossicologia Veterinaria, con esperienza nel campo dei biomonitoraggi, in particolare delle api.
    • Risultati analitici e considerazioni sul Progetto Capiamo 2020 Termovalorizzatore di Pozzilli (2850 Kb)
     

    I RISULTATI 2021 DEL PROGETTO CAPIAMO

    • Giugno 2021: è stata eseguita la 1° campagna di analisi
    • Settembre 2021: è stata eseguita la 2° campagna di analisi
    • Novembre 2021: La prima fase di campionamento e analisi ha dato ottimi risultati. La presenza di anioni (cloruri, solfati e nitrati) nel miele raccolto all’impianto è in linea con i valori medi dei mieli di origine italiana. É stata riscontrata la sostanziale assenza di diossine, Pcb e pesticidi, mentre le analisi sugli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), che hanno come principale fonte la combustione di carburanti fossili, l’incenerimento dei rifiuti, la produzione di energia o di asfalto e prodotti chimici, mostrano una condizione ambientale a cui contribuiscono più sorgenti emissive come traffico, industria, riscaldamento domestico a biomasse, ecc, tipiche dell’antropizzazione del territorio senza che si evidenzi un contributo significativo da parte del termovalorizzatore. Anche i metalli presenti sono riconducibili alla presenza di cantieri edili abbandonati, industrie e infrastrutture.
    • Gennaio 2022: anche la seconda fase di campionamento e analisi ha confermato gli ottimi risultati osservati nella prima. Le indagini sui campioni di miele hanno mostrato la totale assenza di diossine, IPA, PCB e pesticidi. La cera analizzata a settembre si mostra esente da diossine, PCB e pesticidi con tracce di IPA ampiamente inferiori ai limiti fissati dalla normativa per oli e grassi di origine animale nel settore alimentare. La presenza dei metalli sia nel miele che nella cera è riconducibile alle tipicità del territorio, caratterizzato dall’abbondanza di marna e dolomite, e alla presenza di diverse attività antropiche. In entrambe le campagne i campioni di miele hanno evidenziato la totale assenza di piombo. Nonostante le condizioni meteorologiche sfavorevoli, che hanno caratterizzato la primavera 2021, sono stati prodotti 90 kg di miele. Il miele prodotto a Pozzilli presenta un profilo pollinico caratteristico della macchia mediterranea con presenza di melata e pollini di castagno.
    • Tutti gli studi effettuati fino a ora, l’ultimo dei quali durato due anni riguardante il monitoraggio della qualità dell’aria, dimostrano con evidenze scientifiche che l’impianto è sicuro e controllato, tanto da non produrre alcun pregiudizio sulla qualità dell’aria e dell’ambiente. Il progetto rappresenta un’ulteriore garanzia a beneficio e tutela della comunità e del territorio che ospitano l’impianto.
    • Progetto 2021 in collaborazione con la Dott.ssa Serena Maria Rita Tulini, medico veterinario specializzato in Farmacologia e Tossicologia Veterinaria, con esperienza nel campo dei biomonitoraggi, in particolare delle api.
    • Risultati analitici e considerazioni sul Progetto Capiamo 2021 Termovalorizzatore di Pozzilli (7261 Kb)


    Termovalorizzatore di Pozzilli: Herambiente avvia il biomonitoraggio sulle api

     


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  • I RISULTATI 2021 DEL PROGETTO CAPIAMO

    • Giugno 2021: è stata eseguita la 1° campagna di analisi
    • Settembre 2021: è stata eseguita la 2° campagna di analisi
    • Novembre 2021: la prima fase di campionamento e analisi ha dato ottimi risultati. E’ stata riscontrata la sostanziale assenza sia nel miele che nella cera di IPA e metalli pesanti quali Piombo e Cadmio. Sono state rilevate tracce di pesticidi.
    • Gennaio 2022: anche la seconda fase di campionamento e analisi ha confermato gli ottimi risultati osservati nella prima. Le indagini sui campioni di miele hanno mostrato la totale assenza di metalli pesanti come Cadmio e Piombo, di IPA e tracce di pesticidi. I risultati analitici evidenziano livelli di concentrazione di IPA nella cera ampiamente inferiori ai limiti fissati dalla normativa vigente per oli e grassi di origine animale.
    • Lo studio di biomonitoraggio ha evidenziato che l’area studiata, sebbene si collochi ad una distanza inferiore a 30 km dal centro della città metropolitana di Bologna, non risente di un impatto antropico derivante da attività industriali, bensì di un impatto derivante principalmente dal settore agricolo. L’andamento climatico avverso, registrato nel corso della primavera ha limitato la produzione di miele. Tale condizione, tuttavia è coerente con i livelli di produzione registrati in Emilia-Romagna.
    • Il miele prodotto si presenta esente da inquinanti pericolosi ed ha un profilo pollinico caratteristico del basso appennino emiliano, ovvero caratterizzato dall’abbondanza di pollini del genere Rubus che conferiscono un aroma di frutti di bosco.
    • Progetto 2021 in collaborazione con la Dott.ssa Serena Maria Rita Tulini, medico veterinario specializzato in Farmacologia e Tossicologia Veterinaria, con esperienza nel campo dei biomonitoraggi, in particolare delle api.
    • Risultati analitici e considerazioni sul Progetto Capiamo 2021 Impianto di produzione biometano di Sant’Agata Bolognese (5952 Kb)
     


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  • I RISULTATI 2022 DEL PROGETTO CAPIAMO

     
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