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PROGETTO BIOMETANO

Dai rifiuti al Biometano, una rivoluzione circolare

Si parte dagli scarti provenienti dalla cucina di casa e si torna al territorio attraverso un lungo e complesso processo produttivo, con l'immissione in rete di biometano, per alimentare mezzi privati e del trasporto pubblico o per usi domestici, con benefici assicurati per la qualità dell'aria, e dell'ambiente.

È il circolo virtuoso seguito dal Gruppo Hera, che ora passa anche dal biocarburante per eccellenza, consolidando una posizione di avanguardia nel percorso verso un'economia circolare.

 
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    Biometano
     


    I lavori di costruzione dell'impianto sono cominciati ad aprile 2017 e nel corso dell'anno il biometano sarà immesso nella rete gas. Già da tempo Hera produce biogas per generare energia elettrica rinnovabile, attraverso i biodigestori e le discariche. Ma grazie all'impianto inaugurato a S. Agata Bolognese (Bologna), questo biogas viene raffinato per diventare, appunto, biometano, un combustibile rinnovabile al 100%.

     


  • All'interno del nuovo impianto di Hera, prima multiutility in Italia a realizzarlo, il rifiuto organico subisce un processo di biodigestione anaerobica. In sostanza il rifiuto triturato e vagliato rimane per circa 21 giorni in 4 digestori orizzontali, chiusi ermeticamente, in cui i microrganismi compiono il processo di biodigestione anaerobica producendo biogas che, in un secondo momento, viene sottoposto a raffinazione (up-grading) attraversando controcorrente acqua pressurizzata. In questa fase, l'anidride carbonica si separa dal metano ottenendo così il biometano, gas con una percentuale di metano superiore al 95% e completamente rinnovabile.

     


    Al termine del processo di biodigestione anaerobica, all'organico solido in uscita viene aggiunto materiale ligno-cellulosico per ottenere una massa strutturata che viene avviata alla fase di compostaggio aerobico, da cui si ricava compost di qualità, utilizzabile come ammendante in agricoltura o per produrre terriccio da utilizzare per la piantumazione e il giardinaggio.

    L'investimento di oltre 30 milioni di euro ha garantito l'adozione delle migliori tecnologie di digestione anaerobica e up-grading per la produzione di biometano, a cui si affianca anche il recupero di materia con la produzione di compost di qualità utilizzabile in agricoltura.

    Da 100.000 tonnellate annue di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, alle quali si sommano 35.000 tonnellate dalla raccolta di verde e potature, è possibile ricavare, a regime, 20.000 tonnellate di compost e 7,5 milioni di metri cubi di biometano, evitando un utilizzo di combustibile fossile pari a più di 6.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) annue, che corrispondono a 14.000 tonnellate di CO2 evitate.

    Si tratta quindi di un'iniziativa che, se replicata, può rappresentare un contributo importante per la strategia energetica nazionale e per il raggiungimento dei target europei del 20-20-20.

     
     


    Scatti d'autore a cura di Silvia Camporesi

     
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