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Discarica per Rifiuti Non Pericolosi di Gaggio Montano

Loc. Ca' dei Ladri - 40040 Silla di Gaggio Montano

  • 1 / 4   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Gaggio Montano
  • 2 / 4   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Gaggio Montano
  • 3 / 4   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Gaggio Montano
  • 4 / 4   Generatore per la produzione di energia elettrica da biogas

La discarica controllata per rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi di Gaggio Montano, in funzione dal 1985,  è localizzata a monte della SS 64 Porrettana nel tratto compreso fra le località di Marano e Silla, due frazioni del Comune di Gaggio Montano in provincia di Bologna. Si sviluppa su di un’area in pendio di circa 25 ettari.

L’impianto si configura come una discarica “di versante”, situata all’interno di un’area calanchiva costituita da rocce argillose ed è stata suddivisa in settori per razionalizzare l’attività di gestione e garantire il massimo della sicurezza per la stabilità e la minimizzazione dei rischi ambientali. Ogni settore è completo ed autonomo sia dal punto di vista strutturale sia funzionale ed impiantistico.

L’impianto è inserito all’interno del Piano Strutturale del Comune di Gaggio Montano come Infrastruttura di interesse generale quale “Impianto per l’ambiente e relativi servizi”.

Pagina aggiornata al 26 luglio 2019

 
    Tipo discarica
    rifiuti non pericolosi e per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici biodegradabili che di rifiuti inorganici, con recupero di biogas
    Operatività
    dal 1985
    Saturazione prevista
    2021/2022
    Caratteristiche generali della discarica
    Estensione area occupata dagli abbancamenti: c.a. ha 23.
    Volumetria residua autorizzata
    Totale c.s. 95.100 m3
    Capacità utile complessiva
    V° Settore 366.048 tonnellate

    I rifiuti ammessi in deposito all'interno della discarica devono seguire e rispettare i requisiti del Piano di gestione operativa approvato dalle Autorità Competenti.
    Il rifiuto urbano indifferenziato subisce il trattamento di trito-vagliatura per adeguare il trattamento preliminare del rifiuto a quanto previsto dall'attuale normativa.
    L'attività di vagliatura successiva alla triturazione permette la separazione della parte prevalentemente organica del rifiuto che viene destinata ad impianti esterni di biostabilizzazione. La restante parte del rifiuto (parte leggera) viene stoccata in discarica.
    Il rifiuto speciale è posato direttamente in vasca senza triturazione, stendendolo con pala gommata; a seguire la fase di compattazione mediante rullaggio con compattatore per rifiuti, con ruote a pestelli.
    Giornalmente è effettuata la copertura giornaliera del fronte dei rifiuti conferiti con uno strato di materiale protettivo di idoneo spessore e caratteristiche, al fine di limitare la dispersione eolica, l'accesso dei volatili, l'emissione di odori e la proliferazione di insetti, roditori, larve.

    Il percolato prodotto da tutti i settori della discarica viene raccolto in gruppi separati di serbatoi interrati in calcestruzzo, a tenuta idraulica, e periodicamente conferito come rifiuto, tramite autocisterna, ad impianti autorizzati al trattamento.
    Essendo la discarica costruita su versante, il percolato viene raccolto quasi esclusivamente per gravità. Il sistema dei serbatoi, indipendenti tra loro, è inoltre dotato, per maggior sicurezza dell'impianto, di un collegamento di "troppo pieno" ai serbatoi limitrofi e di un sistema di telecontrollo remoto per il monitoraggio in continuo del grado di riempimento dei serbatoi.
    É stato inoltre adottato un sistema sperimentale di gestione del percolato finalizzato alla sua riduzione e che favorisce il recupero dello stesso.
    Il processo consiste nella dispersione del percolato per sub-irrigazione nelle vasche già chiuse da tempo. Tale sistema consente la riduzione dei tempi di "mineralizzazione" dei rifiuti, migliorando la produzione del biogas tramite una maggiore umidificazione del rifiuto abbancato.

    Il biogas che viene prodotto dalla discarica è prelevato da un sistema di captazione verticale costituito da pozzi di drenaggio che, attraverso una specifica rete di adduzione superficiale (tubazioni in HDPE), lo convoglia dapprima alla sottostazione di regolazione e poi alla centrale di aspirazione.
    Il biogas estratto viene purificato mediante raffreddamento e drenaggio della condensa e passaggio su filtri a carboni attivi; segue la combustione su un motore, per la produzione di energia elettrica, dotato di post combustore rigenerativo per il controllo delle emissioni. Quando il generatore è fermo per guasto o manutenzione, il biogas prodotto viene distrutto termicamente in una torcia. La torcia è sempre attiva (in stand-by) e parte in automatico ad ogni malfunzionamento che costringe al fermo il motore-generatore.

    Il substrato di appoggio delle vasche è costituito dal complesso caotico argilloso che è una formazione costituita da spessori di argilla di diverse centinaia di metri. Detto substrato costituisce un elemento naturale di protezione del sottosuolo. Il fondo di ogni vasca è impermeabilizzato a mezzo di geocomposito bentonitico. Le lavorazioni di impermeabilizzazione prevedono, come prima operazione, la preparazione e la compattazione del fondo vasca, la posa del pacchetto impermeabilizzante, la collocazione delle condotte secondarie del percolato e del pacchetto drenante costituito da uno strato di materiale inerte minimo di 50 cm. Su tutto il fondo, prima della posa del pacchetto drenante, viene posto uno strato di tessuto non tessuto.

    Il progetto di sistemazione finale, prevede un pacchetto di copertura multistrato costituito, dall'alto verso il basso, dal seguente materiale:

    • strato di regolarizzazione con sabbia, sabbiella e FOS
    • strato di drenaggio del biogas e di rottura capillare protetto da eventuali intasamenti, per mezzo di adeguato strato di ghiaia o geocomposito drenante, con trasmissività idraulica equivalente ad uno strato di ghiaia di spessore 50 cm
    • strato di argilla compattata con coefficiente di permeabilità non superiore a 10-8 m/sec, di spessore pari almeno a 50 cm.

    A seguito dell'assestamento, si provvede all'aggiunta dei seguenti successivi strati:

    • strato drenante per impedire la formazione di un battente idraulico e costituito da geocomposito drenante a biaccoppiatura
    • copertura con terreno vegetale, eventualmente miscelato con ammendante conforme al D.Lgs n° 75/2010 sui fertilizzanti, di spessore minimo di 0,5 m.

    Per permettere il recupero naturalistico del sito è previsto un Piano di Ripristino Ambientale che si sviluppa sul lungo termine in quanto le operazioni di rinverdimento devono essere precedute da attività di risagomatura delle vasche e di sistemazione del reticolo idraulico. Quest'ultima è suddivisa in due fasi: la prima fase viene realizzata 1-2 anni dopo la chiusura delle vasche; tra la prima e la seconda fase intercorre un lasso di tempo necessario a consentire l'assestamento degli abbancamenti e l'assunzione di una configurazione morfologica più stabile e simile a quella definitiva. Nella seconda fase si procede alle operazioni più specifiche di recupero vegetazionale con attività di rinverdimento consistente nella stesa di compost di qualità miscelato a terra e idrosemina potenziata con una miscela contenente erbe e sementi di specie tipiche del territorio locale, infine è prevista la piantumazione di specie arboree autoctone lungo le principali linee d'acqua del reticolo idrografico superficiale.

    Le matrici ambientali e le emissioni monitorate quale sorveglianza ambientale sui potenziali impatti della discarica sono:

    • acque superficiali
    • percolato
    • sistema di ricircolo del percolato
    • emissioni convogliate cogeneratore
    • qualità del biogas
    • emissioni diffuse del corpo discarica
    • qualità dell'aria
    • rumore
    • traffico
    • prelievi idrici
    • materie prime
    • combustibili
    • produzione e consumo di energia
    • morfologia della discarica
    • parametri meteoclimatici
    • rifiuti in entrata
    • rifiuti in uscita
    • rifiuti recuperati
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