Logo stampa
array (
  'lang' => '1',
  'id' => '235',
  'indirizzo_non_trovato' => '1',
  't' => 'rifiuti_industriali',
  'path' => '/impianti/rifiuti_industriali/',
)

Impianto di trattamento rifiuti liquidi (Chimico-Fisico Biologico) di Pisa

Via C. L. Ragghianti, 12 - Pisa

Società Herambiente Servizi Industriali

L’impianto di trattamento rifiuti liquidi comprende le seguenti sezioni: chimico-fisico, biologico e neutralizzazione acidi.

Pagina aggiornata al 1 luglio 2019

 
    Capacità di trattamento autorizzata
    la quantità massima di rifiuti autorizzati al trattamento chimico-fisico è di 75.000 t/anno di cui 40.000 t/anno provenienti da terzi e la restante parte prodotti internamente alla piattaforma. La quantità massima di rifiuti autorizzati al trattamento biologico è di 75.000 t/anno di cui 13.000 t/anno provenienti da terzi e la restante parte prodotti internamente alla piattaforma. L’impianto di neutralizzazione acidi può trattare fino a 5.000 ton/anno di rifiuti.
    Capacità di stoccaggio autorizzata
    1520 t (chimico-fisico) + 235 ton (neutralizzazione acidi).
    Rifiuti ammessi
    rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non pericolosi.

    Sezione chimico-fisico
    L'impianto di trattamento chimico-fisico ha una potenzialità di 25 m3/h ed è costituito dalle seguenti sezioni:

    • scarico dei reflui liquidi, con sistema di grigliatura,
    • stoccaggio reflui in arrivo, con 2 serbatoi da 200 m3 ciascuno e 12 serbatoi da 60 m3,
    • equalizzazione,
    • trattamento mediante aggiunta di reagenti chimici
    • sedimentazione mediante 2 elementi a pacchi lamellari
    • stoccaggio acque trattate con 2 serbatoi da 200 m3 cad;
    • stoccaggio fanghi con 4 serbatoi di 30 m3 ciascuno che fungono da ispessitori;
    • disidratazione fanghi mediante centrifuga.

    L'impianto utilizza il processo di coagulazione/flocculazione per l'abbattimento dei metalli pesanti e dei solidi sospesi attraverso l'aggiunta di coagulante (cloruro ferrico), correttore pH (calce idrata) e polielettrolita. La separazione tra fase liquida e fangosa viene effettuata in un sedimentatore a pacchi lamellari.
    I rifiuti in ingresso, conferiti mediante autocisterne, prima di essere scaricati vengono campionati ed analizzati in laboratorio.
    Tutto il processo di trattamento è gestito da personale operativo con ausilio di supervisione con PC di controllo.
    L'impianto chimico-fisico è dotato di un sistema di aspirazione ed abbattimento degli sfiati provenienti dalle vasche di trattamento e stoccaggio reflui e dei fanghi da chimico-fisico.

    Sezione biologica
    Il depuratore biologico è costituito dalle seguenti sezioni:

    • equalizzazione,
    • trattamento aerobico di tipo SBR (nitrificazione e denitrificazione)
    • vasca di laminazione
    • finissaggio finale delle acque (filtrazione su sabbia, su carboni attivi e su resine a scambio ionico, microfiltrazione e osmosi inversa e trattamento mediante lampada UV)
    • scarico o riutilizzo interno delle acque trattate.

    Nello specifico comprende i seguenti componenti:

    • vasca di equalizzazione,
    • vasca di trattamento biologico aerobico,
    • vasca di laminazione,
    • filtrazione a sabbia,
    • filtrazione su carboni attivi,
    • filtrazione mediante microfiltrazione ed osmosi inversa,
    • filtrazione su resine a scambio ionico,
    • disinfezione con raggi ultravioletti,
    • stoccaggi finale acque trattate,
    • locali tecnici (soffianti, quadri elettrici, RS e UV, osmosi inversa),
    • tettoia di copertura degli impianti di filtrazione,
    • box destinato alla microfiltrazione.

    Il trattamento biologico previsto è di tipo SBR (Sequencing Batch Reactor).
    La vasca di equalizzazione ha capacità pari a 750 m3, corrispondenti a circa 2 giorni di alimentazione.
    La vasca di trattamento ha capacità di 1.400 m3 e consente, tramite l'alternarsi di fasi di ossidazione e fasi di miscelazione, di realizzare i processi di ossidazione/nitrificazione e di denitrificazione.
    La vasca di laminazione, di capacità pari a 360 m3, consente di accumulare il giusto quantitativo di reflui da avviare ai successivi trattamenti di finissaggio che necessitano di alimentazione con portata costante inferiore e maggiormente distribuita nel tempo.
    Prima dello scarico in fognatura e/o del riutilizzo le acque possono essere accumulate in 3 serbatoi da 150m3 ciascuno dai quali saranno prelevati e analizzati campioni al fine di definire il destino delle acque stesse, che potrà essere: scarico diretto in fognatura, vasca di accumulo per il riutilizzo interno, vasca di equalizzazione EQ-01 se le acque necessitano di ulteriore trattamento.
    La fase finale di filtrazione avviene tramite filtri su sabbia, su carboni attivi e su resine a scambio ionico.

    In alternativa al sistema di filtrazione su resine a scambio ionico è utilizzabile una sezione di microfiltrazione ed osmosi inversa.
    Lo scarico dei reflui depurati, quando non riutilizzati internamente, avviene previo stoccaggio delle acque in tre serbatoi da 150 m3 ciascuno e preventivo controllo analitico per la verifica del rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs 152/2006 per lo scarico in acque superficiali.
    Le vasche di trattamento, di aerazione e ed equalizzazione, sono poste sotto aspirazione ed il flusso viene trattato tramite un biofiltro.

    Sezione neutralizzazione acidi
    La sezione di neutralizzazione, che può essere utilizzata in maniera indipendente dall'impianto chimico-fisico, ha una potenzialità di 5.000 t/a ed è costituita da:

    • 3 serbatoi da 28 m3 cad (AF1, AF2, AF3) di stoccaggio di rifiuti costituiti da acidi (acido solforico, acido cloridrico, acido fluoridrico)
    • 2 serbatoi da 28 m3 cad (AD1, AD2) per lo stoccaggio di soluzioni acide deboli
    • 1 serbatoio (BF1) di stoccaggio dalla soluzione basica (materia prima o rifiuto basico)
    • reattore di neutralizzazione (N1)
    • linea di aspirazione e trattamento sfiati
    • sistema di raffreddamento

    La neutralizzazione degli acidi avviene nel reattore N1 dotato di sistema di raffreddamento con torre apposita. Nel processo di tipo discontinuo, vengono fatti reagire circa 5 m3 di soluzione acida per ogni ciclo di trattamento, con aggiunta di soluzione alcalina (NaOH o alluminato sodico, materia prima o rifiuto) per la reazione. Le soluzioni neutralizzate vengono trasferite in due serbatoi di stoccaggio intermedio della capienza di 10 m3 ciascuno per il controllo dell'avvenuta neutralizzazione e successivamente vengono avviate ai due ispessitori e da questi alla centrifuga.
    Il reattore ed i serbatoi di stoccaggio acidi sono tenuti sotto aspirazione da un ventilatore dedicato che convoglia il flusso a due torri ad umido per la neutralizzazione.

    Omologa dei rifiuti
    Specifiche procedure di controllo dei rifiuti vengono applicate sia nella fase di definizione dei contratti con i clienti (la fase di "omologa") sia nella fase di accettazione dei conferimenti presso l'impianto.
    La corrispondenza tra la qualità del rifiuto in ingresso e la rispettiva omologa è verificata mediante controlli visivi e analitici, svolti istantaneamente, periodicamente ed "a spot", con il prelievo di campioni del rifiuto. Superata la fase di controllo i rifiuti vengono avviati ai trattamenti definiti in fase di omologa.

Mappa
Condividi