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Termovalorizzatore di Modena

Via Cavazza 45, Modena

  • 1 / 1   Dettaglio del Termovalorizzatore di Modena

L'impianto di termovalorizzazione rifiuti si trova a Modena in Via Cavazza 45, all'interno di un comparto multifunzionale che vede la presenza anche di un impianto di trattamento chimico fisico di rifiuti liquidi gestito da Herambiente S.P.A. e di un impianto di depurazione biologica di rifiuti liquidi e reflui civili gestito da Hera S.p.A..

Le prime due linee dell'impianto, ciascuna con una potenzialità di 140 tonnellate giornaliere, sono entrate in esercizio nel 1980. Successivamente è stata realizzatauna terza linea, costruita con i criteri previsti dal D.P.R. 915/82 ed avente una potenzialità nominale di 250 tonnellate giornaliere. Quando l'impianto è entrato in esercizio, nei primi anni ' 90, il quantitativo massimo annuo complessivo di rifiuti solidi urbani trattabili era di in 140.000 tonnellate annue mentre la quantità massima di rifiuti sanitari trattabili non superava le 5.000 tonnellate annue. Le linee sopradescritte sono state dismesse nel settembre del 2009 ed abbattute definitivamente tra il maggio e il dicembre 2011, lasciando il posto alla nuova configurazione impiantistica. La quarta linea è stata avviata nel dicembre 2008 per prove funzionali e nell'aprile 2009 per le prove con i rifiuti. Un anno dopo è entrata definitivamente a regime.


Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

 
 
    Numero linee di termovalorizzazione
    1
    Capacità termica complessiva
    circa 78 MWt
    Tecnologia di combustione
    forni a griglia mobile con raffreddamento ad acqua
    Capacità di smaltimento rifiuti
    max 650 t/g con PCI pari a 10465 kJ/kg
    Funzionamento in un anno
    7.500 ore
    Potenza elettrica nominale
    18,6 MWe
    Operazione di recupero
    R1
    Tipologia rifiuti ammessi
    rifiuti urbani; rifiuti speciali non pericolosi


    Compatibilità ambientale nel rispetto della normativa vigente (D.lgs. 152/06)

    L'impianto nel suo complesso ha attualmente la seguente configurazione:

    • Una sezione di ricezione rifiuti, stoccaggio ed alimentazione;
    • Una linea di combustione con forno a griglia mobile dotato di caldaia a recupero e sistema di depurazione fumi;
    • Un impianto generazione di energia elettrica predisposto per il recupero dell'energia termica

    1 - Ricezione e stoccaggio rifiuti.
    L'impianto è dotato di una fossa di stoccaggio con un volume di 5.000 mc.

    2 - Combustione.

    L'impianto è dotato di un forno a griglia mobile raffreddata ad acqua, in grado di incenerire fino a 27 tonnellate all'ora di rifiuti con potere calorifico inferiore di 2.500 kcal/kg. Grazie al movimento alternato dei gradini che compongono la griglia mobile, mentre avanzano nella camera di combustione i rifiuti vengono mescolati in modo da favorire la combustione e minimizzare la presenza di incombusti nelle scorie finali. L'aria necessaria al processo di incenerimento viene introdotta in camera di combustione sia attraverso la griglia (aria primaria) sia attraverso aperture presenti sopra di essa (aria secondaria). L'aria primaria viene aspirata dall'interno della fossa di stoccaggio rifiuti in modo da mantenere la fossa in depressione, impedendo la diffusione di odori nell'ambiente esterno. Per aumentare il rendimento energetico, inoltre, prima di essere introdotta in camera di combustione l'aria primaria viene preriscaldata tramite scambiatori di calore che utilizzano il vapore prodotto dalla caldaia. Per assicurare il completamento della combustione, i residui passano poi alla camera di post-combustione, dimensionata per garantire la permanenza dei fumi ad una temperatura superiore a 850°C per almeno 2 secondi Il mantenimento di tale temperatura, anche in presenza di rifiuti con basso potere calorifico, è garantito da due bruciatori di sostegno funzionanti a gas metano, che si attivano automaticamente in funzione della temperatura dei fumi. Nella camera di post-combustione viene inoltre realizzata la prima fase di depurazione dei fumi mediante l'iniezione di una soluzione di urea per l'abbattimento degli ossidi di azoto (processo di Riduzione Catalitica Non Selettiva - SNCR).Le scorie di combustione, giunte all'estremità della griglia, cadono in una vasca d'acqua per garantirne il completo spegnimento, e sono successivamente trasferite alla fossa di stoccaggio tramite sistemi di estrazione e trasporto.

    3 - Generazione di vapore.

    Per la produzione di energia elettrica, i fumi generati dalla combustione, dopo aver attraversato la camera di post-combustione, transitano in una caldaia a recupero (generatore di vapore) che, tramite una turbina a vapore a condensazione, produce vapore surriscaldato alla pressione di 50 bar e alla temperatura di 380 °C. La caldaia a tubi d'acqua ha la duplice funzione di recupero del calore contenuto nei fumi ed il relativo raffreddamento per le successive fasi di depurazione. I fumi entrano in caldaia a circa 950-1000 °C ed escono a circa 180 °C per essere poi avviati alla depurazione.

    4 - Depurazione fumi.

    Le linea 4 è equipaggiata con un sistema di trattamento fumi, completamente a secco, costituito da diversi dispositivi posti in serie. Un sistema di riduzione non catalitica degli ossidi di azoto (SNCR) tramite l'immissione in camera di post combustione di una soluzione di urea nebulizzata, un elettrofiltro per la depolverazione dei fumi, un reattore a secco con sistema di iniezione di bicarbonato di sodio e carboni attivi e un filtro a maniche e sezione finale per la riduzione ulteriore degli NOx con sistema catalitico (SCR).

    5 - Cogenerazione di energia elettrica e termica.

    Attualmente la turbina ha una potenza installata di 24,8 MW. L'energia elettrica prodotta viene inviata ad una stazione di alta tensione e in futuro,, tramite un elettrodotto interrato di nuova realizzazione, si collegherà alla stazione Hera di Modena Nord e sarà poi ceduta alla rete di trasmissione nazionale. L'impianto è inoltre predisposto per la cessione di energia termica.

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    • L'impianto è dotato di un Sistema di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni (SMCE) che, attraverso analizzatori automatici in funzione 24 ore su 24, permette di tenere sotto costante controllo la qualità delle emissioni nell'atmosfera.
      Una sonda di prelievo, opportunamente riscaldata, trasporta continuamente un campione di gas dal camino dell'impianto fino alla cabina analisi dove è installata la strumentazione. Il campione entra nell'analizzatore spettrometrico a raggi infrarossi (FTIR) che rileva in continuo gli spettri d'assorbimento dei composti da misurare. Attraverso un'elaborazione matematica gli spettri presenti vengono confrontati con quelli tipici delle sostanze da ricercare. Dal confronto è possibile determinare i valori quantitativi (concentrazioni) degli elementi e dei composti ricercati. Al sistema FTIR si aggiungono altri analizzatori e misuratori in continuo necessari per completare l'analisi dei fumi attraverso la determinazione di ulteriori parametri quali: polveri, composti organici, mercurio, ossigeno, temperatura, portata, pressione.
      Un sistema di acquisizione dati (SADE) rende poi disponibili i valori acquisiti in continuo elaborando le medie semiorarie e giornaliere delle concentrazioni misurate, che vengono confrontate con i valori di limite massimo ammissibili fissati dagli Enti di controllo. Questi dati sono resi disponibili anche sul sito del gruppo dove vengono aggiornati automaticamente ogni mezz'ora.

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    Termovalorizzazione dei rifiuti: smaltimento sicuro con recupero di energia
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