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Già in rete l'energia prodotta dal nuovo biodigestore di Rimini

impianto Cà Baldacci

Dalla raccolta differenziata dell’organico alla produzione di energia elettrica. Senza la diffusione di odori

E’ già operativo e immette energia elettrica in rete il nuovo biodigestore anaerobico di Cà Baldacci a Rimini. Con questo intervento è stata rafforzata la vocazione “green” dell’impianto che ora dai rifiuti trattati, oltre al recupero di materia attraverso la produzione di compost, produce anche energia elettrica rinnovabile.

Cuore del nuovo impianto, che ha comportato un investimento di oltre 9 milioni di euro, sono le 11 nuove stanze di biodigestione, in cui i rifiuti organici domestici provenienti dalla raccolta differenziata del riminese, fermentano in assenza di aria, grazie ai batteri metanigeni, gli stessi presenti nello stomaco delle mucche. Da questo processo, che simula proprio la digestione dei bovini, si produce biogas e digestato da cui si ricava compost. Il biogas a base di metano prodotto durante la fermentazione alimenta i motori per la produzione di energia elettrica rinnovabile che è immessa poi in rete. Altro vantaggio del processo è la completa assenza di odori, poiché i batteri anaerobici agendo in totale assenza di ossigeno, sono capaci di demolire tutte le sostanze che causano cattivi odori per trasformarle in biogas.

Energia elettrica rinnovabile per oltre 7.000 persone

La potenzialità massima di trattamento del biodigestore è la medesima del precedente impianto di compostaggio: 57.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno in ingresso, di cui 40.000 di umido avviate a digestione. In uscita si stima invece una produzione annua di circa 4.000 tonnellate di compost e una produzione di energia elettrica di circa di 6,5 milioni di KWh annui, pari al fabbisogno di oltre 7.000 persone, circa 2.400 famiglie.

Il progetto biodigestori del Gruppo Hera, un investimento di oltre 40 milioni di euro

L’intervento di Cà Baldacci rientra in un progetto più ampio del Gruppo Hera, finalizzato a dotare il territorio di insediamento di altre strutture simili a quella di Rimini. A Cesena è presente ormai da alcuni anni Romagna Compost, primo biodigestore anaerobico realizzato in Italia. La scorsa settimana è stata attivata una struttura del tutto simile a Voltana (Ra), mentre per il futuro è prevista la realizzazione di biodigestori anaerobici nei territori di Modena e Bologna.  

Brandolini: “Progetto strategico che tutela l’ambiente e riduce la dipendenza da fonti fossili”

“Questo progetto, per una multiutility legata al territorio come Hera, riveste una grande importanza”,  spiega Filippo Brandolini, Presidente di Herambiente, la società del Gruppo Hera dedicata al trattamento e smaltimento rifiuti a cui fa capo il Progetto Biodigestori. “Grazie alla produzione di energia elettrica rinnovabile, possiamo infatti concorrere al raggiungimento di due obiettivi strategici per il futuro delle nostre comunità: salvaguardare l’ambiente e ridurre progressivamente la dipendenza da fonti di energia fossili. Inoltre, con questo progetto, coerente con gli indirizzi normativi europei sui rifiuti biodegradabili, Hera dà un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi che la Regione si è data con il Piano Energetico Regionale 2011-2013.”.

 
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