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Impianto di compostaggio di Ozzano Emilia

Via Cà Fornacetta 3, Ozzano Emilia (BO)

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L'impianto di Ozzano nell'Emilia è dedicato al trattamento di scarti lignocellulosici da potature private e verde pubblico ed alla valorizzazione dei prodotti finiti (ammendante compostato verde).

Pagina aggiornata al 5 marzo 2019

 
    Capacità di trattamento
    28.000 ton/anno
    Rifiuti ammessi
    scarti verdi, provenienti da manutenzioni di parchi e giardini, sia pubblici che privati

    Gli scarti verdi vengono accettati previa verifica alla pesa dell'impianto, vengono quindi inviati ad una piazzola di stoccaggio e, in funzione della qualità, destinati alla linea di compostaggio o direttamente a quella delle biomasse (massimo 10.000 t/a).

    Il materiale destinato alla linea di compostaggio viene conferito nei piazzali autorizzati in attesa di essere avviato a triturazione. In uscita dal trituratore viene avviato, mediante pala gommata o idoneo mezzo, all'edificio B dedicato alla prima fase del trattamento che prevede l'insufflazione forzata di aria sotto cumulo e l'aspirazione delle arie esauste avviate al sistema di depolverizzazione (ciclone) e biofiltro dedicato. Il percolato prodotto viene convogliato in vasca dedicata dalle canaline di raccolta e può essere riutilizzato per la bagnatura dei cumuli in edificio B (eventualmente integrando con acque piovane). L'ingresso e l'uscita del materiale dal fabbricato avviene su due lati opposti in modo da avviare alle successive fasi di maturazione su piazzale il materiale che ha avuto maggiore tempo di permanenza all'interno del fabbricato (indicativamente un mese).

    Il materiale estratto dal fabbricato B viene trasferito, a mezzo di pala gommata o di idoneo mezzo, sul piazzale e disposto in cumuli a sezione trapezoidale, ove permane per un tempo medio di circa tre - cinque mesi. Al fine di consentire il passaggio ai mezzi d'opera ed agli operatori addetti alla misurazione dei parametri di processo, i cumuli disposti sul piazzale sono separati da corsie.

    La suddivisione del materiale sul piazzale avviene in cumuli come di seguito indicato:

    • cumulo 1: in cui avviene la seconda fase del processo di compostaggio dei rifiuti triturati;
    • cumulo 2: in cui avviene la terza fase del processo di compostaggio dei rifiuti triturati;
    • cumulo 3: in cui avviene la quarta fase del processo di compostaggio dei rifiuti triturati;
    • cumulo 4: in cui termina il processo di compostaggio (quinta e sesta fase).

    Il processo complessivamente ha una durata da 4 a 6 mesi.

    Giornalmente viene rilevata la temperatura dei cumuli, questo parametro dà l'indicazione della efficienza dell'azione di compostaggio, una temperatura compresa fra i 55 ed i 73°C è indice di buona attività dei "batteri compostatori", temperature più basse sono indice di scarsa attività dei batteri. Le cause possono essere:

    1 - scarsa umidità del cumulo (umidità ottimale fra 45 e 55 %).
    La quantità d'acqua all'interno della massa viene regolata umidificando il materiale con le acque piovane di recupero dal piazzale di compostazione.

    2 - ambiente anossico della massa in compostazione (è opportuno che la percentuale di ossigeno all'interno della massa sia superiore al 6%).
    L'implementazione dell' ossigeno all'interno della massa in compostazione avviene tramite il ribaltamento della massa stessa.

    Anche quando la temperatura va oltre i 73°C si interviene ribaltando i cumuli in quanto temperature troppo alte rallentano l'attività microbica.

    Terminato il processo, il materiale viene avviato alla sezione di raffinazione, comune alla linea di produzione delle biomasse, da cui si possono ottenere le seguenti frazioni:

    • un primo flusso formato da parti legnose grossolane (>90/120 mm), riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • un secondo flusso formato da parti legnose grossolane (15/25 - 90/120 mm), riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • un terzo flusso costituito da materiale intermedio (6/8 - 15/25 mm) riutilizzabile come inoculo dei cumuli freschi o come biomassa combustibile;
    • una frazione fine (<6 mm e/o <8mm) che costituisce l'ammendante compostato verde;
    • una frazione in uscita composta da materiale inerte e plastiche stoccate nelle apposite baie.

    Linea produzione terricci
    E' una linea di alimentazione e miscelazione dei materiali e quindi confezionamento degli stessi in sacchi o big-bags.

    Linea confezionamento

    La linea di confezionamento è dotata di due impianti indipendenti di confezionamento a bobina, alimentatore automatico dei pallet, avvolgitore e sistema di caratterizzazione dei prodotti.
    Due nastri trasportatori alimentano le tramogge delle due pesatrici/insaccatrici, in grado di confezionare in sacchi da 5,10,20,50 e 80 litri e fino a 30 kg di peso, con una potenzialità di 300 sacchi/h per i terricci su una linea e di 500 sacchi/h per il fertilizzante in pellet sull'altra linea.
    A questa apparecchiatura è dedicato uno specifico sistema di aspirazione e mantenimento in depressione, corredato con un proprio filtro a maniche .L'alimentazione del film viene effettuata automaticamente tramite bobina di polietilene saldabile.

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