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Discarica per Rifiuti Non Pericolosi di Ravenna (ex Cat. I)

S.S. 309 Romea km 2.6, Ravenna

  • 1 / 1   Dettaglio di impianto di discarica

La discarica per rifiuti non pericolosi si trova a Ravenna presso il Comparto di Herambiente S.p.A. al km 2,6 della S.S. 309 Romea, comprendente anche l’impianto di Trattamento Chimico Fisico (TCF) di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi, l’impianto di trattamento fanghi DISIDRAT, l’Impianto di Recupero Energetico (IRE) da CdR/CSS con annesso impianto di produzione CdR/CSS, la discarica esaurita per rifiuti pericolosi, le discariche per rifiuti pericolosi e non pericolosi 1°/2°, 3°, 4° stralcio ed il centro di stoccaggio provvisorio e pretrattamento di rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi.


Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

 
    Tipo discarica
    rifiuti solidi urbani e Rifiuti Speciali non pericolosi
    Operatività
    il 1°, 2°, 3°, 4°, 5° e 6° settore sono in gestione post-operativa, il 7°, 8° settore sono in gestione operativa ma con esaurimento dei volumi avvenuto nel 2013 e nel 2016, il 9° settore è attualmente in gestione operativa con coltivazione in corso dal 2016.
    Prescrizioni su quantità di conferimento
    max 20% in peso di rifiuti a recupero rispetto ai rifiuti complessivamente destinati allo smaltimento in discarica
    Volume utile complessivo
    691.000 m3, relativi al settore 9, pari a 803.000 ton a smaltimento.
    Tipologia di coltivazione
    strati di spessore medio 4 metri

    I rifiuti ammessi in deposito all'interno della discarica devono seguire e rispettare i requisiti del Piano di gestione operativa approvato dalle Autorità Competenti.
    Le attività di movimentazione e abbancamento hanno lo scopo di garantire la messa a dimora dei rifiuti, in modo tale da rendere minimo l'impatto con l'ambiente, formando con gli stessi strati sovrapposti, compattati al fine di massimizzare la densità dei rifiuti collocati. Nel contempo occorre mantenere una elevata stabilità al deposito accumulato e minimizzare le infiltrazione da precipitazioni meteoriche e quindi la formazione di percolato e la penetrazione nel corpo discarica di insetti ed altri animali.

    A fine di ogni giornata lavorativa i rifiuti vengono ricoperti con materiali inerti provenienti da cave o materiali tecnici provenienti da impianti di recupero autorizzati, rifiuti recuperabili (es. Frazione organica stabilizzata), telo ignifugo impermeabile.

    Il percolato generato è raccolto nel corpo rifiuti, separatamente per ogni settore, tramite rete di drenaggio orizzontale e verticale con tubi fessurati e materiale drenante. Dal fondo invaso il percolato è convogliato per gravità a dei pozzi di sollevamento che conferiscono in una linea di raccolta comune a tutti i settori collegata con un sistema di vasche e serbatoi di stoccaggio. Successivamente, tramite condotta, è quindi avviato all'impianto di trattamento chimico-fisico presente all'interno del Comparto km 2,6 S.S. 309, o comunque presso impianti esterni autorizzati.

    Il biogas prodotto dalla discarica è prelevato da un sistema di captazione orizzontale e verticale costituito da pozzi di drenaggio che, attraverso una specifica rete di adduzione (tubazioni in HDPE), lo convoglia alle centrali di aspirazione di ogni settore.

    Il biogas estratto dai settori 4°/5°/6°/7° e 8° viene recuperato energeticamente da due motori a ciclo otto con potenza elettrica complessivamente installata pari a 1.670 kWe ed, in caso di fermo di uno o più impianti, viene trattato nelle torce ad alta temperatura. L'energia elettrica prodotta è utilizzata per alimentare le utenze della discarica e l'eccedenza immessa in rete di distribuzione esterna.

    Il biogas estratto dai settori più vecchi (1°/2° /3°), non idoneo per il recupero energetico, viene avviato alla combustione in torcia ad alta temperatura.

    E' inoltre prevista l'installazione di due nuovi motori endotermici a servizio del 9° settore aventi potenza complessiva pari a 1250 kWe.

    Sono state adottate differenti tipologie costruttive per i diversi settori al fine di garantire l'impermeabilizzazione delle vasche di discarica. La maggior parte dei settori presenta dei fondi con caratteristiche più performanti rispetto a quanto richiesto dal D.Lgs 36/03, realizzati con due strati di argilla e due geomebrane in HDPE alternati (oppure un telo in HDPE ed un materassino geocomposito bentonitico).Sopra il pacchetto di impermeabilizzazione è presente lo strato in sabbiella e ghiaia per il drenaggio di fondo del percolato.
    Nello specifico il settore 9° attualmente in coltivazione è dotato, dal basso verso l'alto, del seguente pacchetto di impermeabilizzazione:

    • Barriera di fondo in argilla compattata di spessore almeno 1 m, di cui i 30 cm superiori sono miscelati con bentonite al fine di ridurre ulteriormente la permeabilità;
    • Materassino geocomposito bentonitico;
    • Geomembrana in HDPE;
    • Geotessuto di protezione telo;
    • Strato in sabbiella e ghiaia per il drenaggio di fondo del percolato.

    La copertura della porzione sommitale per i settori non ancora dotati di copertura definitiva verrà realizzata in due fasi distinte:

    • copertura provvisoria, comprensiva di strato drenante per biogas e geocomposito bentonitico avente la funzione di barriera di impermeabilizzazione;
    • copertura definitiva comprensiva di una geomembrana drenante superiore per il drenaggio acque di infiltrazione e strato di copertura finale costituito da una miscela di terreno vegetale e compost di qualità ovvero ACM;
    • La copertura definitiva delle scarpate verrà invece affrontata in un'unica soluzione, anche mediante l'utilizzo di materiale sintetico, e prevederà la posa in opera di quanto previsto per la porzione sommitale con l'aggiunta di una geostuoia di rinforzo e uno spessore idoneo di terreno sulle superfici di banche e scarpate.

    Le matrici ambientali e le emissioni monitorate quale sorveglianza ambientale sui potenziali impatti della discarica sono:

    • acque meteoriche di dilavamento superficiale;
    • acque sotterranee;
    • acque superficiali;
    • percolato;
    • composizione biogas;
    • emissioni convogliate motori biogas per la produzione di energia elettrica;
    • emissioni convogliate torce biogas;
    • emissioni diffuse dal corpo discarica;
    • qualità dell'aria e particolato atmosferico;
    • rumore;
    • morfologia del corpo discarica;
    • parametri meteoclimatici;
    • rifiuti prodotti (quantità percolato smaltito e biogas prodotto);
    • produzione energia elettrica da combustione biogas.
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