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Discarica per Rifiuti Non Pericolosi di Serravalle Pistoiese

Via Gabbellini snc, Serravalle Pistoiese (PT)

  • 1 / 3   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Serravalle Pistoiese
  • 2 / 3   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Serravalle Pistoiese
  • 3 / 3   Dettaglio discarica per rifiuti non pericolosi di Serravalle Pistoiese

Società Pistoia Ambiente S.r.l

La discarica nasce a Serravalle Pistoiese (PT) nell’anno 1996 per soddisfare le esigenze di conferimento di rifiuti speciali classificati come pericolosi e non pericolosi prodotti prevalentemente dalle attività artigianali e industriali della Regione Toscana. La discarica è posta nella parte centro-meridionale del territorio comunale di Serravalle Pistoiese, ai piedi della dorsale del Montalbano, a una quota media di circa 85 metri sul livello del mare, in prossimità della località Casalguidi.

Il polo di smaltimento comprende, oltre alla discarica, anche un impianto di trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi, che provvede al trattamento del percolato prodotto dalla discarica.

Pagina aggiornata al 26 luglio 2019

 
    Tipo discarica
    Discarica per rifiuti non pericolosi autorizzata a ricevere rifiuti classificati pericolosi e non pericolosi, con cella monodedicata per lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto
    Operatività
    Da luglio 1996
    Saturazione prevista
    2029
    Prescrizioni su quantità di conferimento

    La discarica risulta attualmente autorizzata allo smaltimento di rifiuti speciali classificati come pericolosi e non pericolosi; ha una capacità complessiva di 3.010.000 m3 e può accogliere un quantitativo massimo totale non superiore a 420 t/g su base annua di rifiuti speciali così suddiviso:

    • fino a un massimo di 420 t/g di rifiuti speciali non pericolosi;
    • fino a un quantitativo massimo di 210 t/g di rifiuti speciali pericolosi.
    Volume utile complessivo
    3.010.000 mc

    La messa a dimora dei rifiuti viene svolta in modo da minimizzare l'impatto nei confronti dell'ambiente circostante e da permettere la formazione di strati sovrapposti di rifiuti, senza compromettere la stabilità dei materiali precedentemente abbancati e la funzionalità di tutte le opere presenti nel settore interessato. Nello stabilire la zona in cui devono essere depositati i rifiuti viene assicurata la massima stabilità e compattezza del cumulo di rifiuti, per ridurre il volume dell'ammasso e la produzione di percolato, garantendo una gestione ottimale dei rifiuti voluminosi e l'omogeneità dell'abbancamento.
    Tutte le attività di interramento dei rifiuti vengono svolte con idonei mezzi meccanici condotti da operatori opportunamente addestrati. La viabilità interna alla discarica, utilizzata dai mezzi adibiti al conferimento dei rifiuti, è totalmente asfaltata e percorribile in qualsiasi condizione meteorologica.

    L'impianto è dotato di un sistema di drenaggio che ha lo scopo di drenare e convogliare sul fondo della discarica il percolato formatosi direttamente dai rifiuti o a seguito dell'infiltrazione di acque meteoriche nel corpo discarica, in modo da impedire il formarsi di un battente idraulico all'interno dell'ammasso. Il percolato viene raccolto sul letto della discarica mediante un sistema di tubazioni fessurate che, grazie alla pendenza del fondo, confluiscono in pozzi dotati di pompe di sollevamento. I pozzi di raccolta del percolato sono dotati di idoneo sistema per l'estrazione forzata dello stesso, nonché di sistema di controllo del livello.
    Il percolato così raccolto è convogliato all'impianto di trattamento rifiuti liquidi installato nell'area di pertinenza della discarica. L'impianto di trattamento è composto da un primo stadio depurativo di tipo chimico-fisico e da un secondo stadio di tipo biologico a fanghi attivi. Dal trattamento del percolato della discarica si originano tre flussi: un flusso di acque reflue che, previo accumulo in apposito serbatoio, viene scaricato nel Fosso del Cassero nel rispetto dei limiti tabellari indicati nell'Allegato 5, Tabella 3 del D. Lgs. 152/2006; un flusso di concentrato che, dopo l'accumulo in specifico serbatoio, viene rilanciato all'interno del corpo discarica; un flusso di fanghi che dopo l'ispessimento viene collocato in discarica.

    La discarica è dotata di un sistema per l'aspirazione, il convogliamento, la combustione e il riutilizzo termico del biogas prodotto (funzionale all'impianto di depurazione).
    La rete di captazione del biogas, formata da una serie di pozzi di estrazione posti sulla discarica, ha lo scopo di impedire l'emissione di gas climalteranti dalla discarica e di convogliare il biogas verso una centrale termica collocata a piè d'impianto.

    Il sistema di rivestimento del fondo dei lotti più recenti è composto dai seguenti strati:

    • strato di argilla compattata di spessore di 1 m
    • geomembrana in HDPE da 2,5 mm
    • geotessuto non tessuto (TNT) da 1.200 g/m2
    • strato drenante di ghiaia dello spessore di 1 m.

    La fase di sistemazione finale sarà avviata una volta esaurita la discarica, e vedrà la realizzazione di opere e accorgimenti finalizzati a garantire la messa in sicurezza dell'impianto, il deflusso delle acque meteoriche e la stabilità della discarica.
    La barriera multistrato che realizzerà la copertura finale della discarica sarà costituita, dal basso verso l'alto, dai seguenti elementi:

    • strato di regolarizzazione
    • strato di drenaggio del biogas e del percolato
    • barriera a bassa conducibilità idraulica
    • strato di drenaggio del terreno di copertura
    • terreno superficiale di copertura
    • strato antierosione delle scarpate.

    La copertura che verrà realizzata risponderà ai criteri indicati in Allegato 1, punto 2.4.3 "Copertura superficiale finale" del D. Lgs. 36/2003.

    Il Piano di Monitoraggio, Sorveglianza e Controllo allegato all'atto autorizzativo stabilisce le modalità di controllo e le attività di manutenzione, indicando i parametri da monitorare e la frequenza dei monitoraggi per ogni matrice ambientale e fase operativa degli impianti. Le principali matrici oggetto di monitoraggio sono le seguenti:

    • acque sotterranee
    • acque dreni di fondo
    • acque superficiali meteoriche
    • acque superficiali corpi recettori
    • acque di scarico dell'impianto di depurazione
    • percolato
    • concentrato
    • biogas
    • emissioni convogliate caldaia (o torcia di emergenza)
    • emissioni diffuse
    • qualità dell'aria
    • deposizione secca al suolo
    • sostanze odorigene
    • PCB-PCT
    • fibre d'amianto.
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