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Rifiuti industriali

Il trattamento dei rifiuti industriali è un processo articolato che grazie alla solidit à del Gruppo e l’esperienza maturata negli anni, Herambiente è in grado di gestire in piena sicurezza ed economicità per le aziende clienti. Ciascun flusso di trattamento e ogni impianto di gestione dei rifiuti industriali è creato appositamente per gestire al meglio la natura dei rifiuti speciali da trattare.
Herambiente ha 16 poli impiantistici adibiti al trattamento dei rifiuti industriali, con circa 1 milione di tonnellate gestite nel 2020.

 
 
  • Gli impianti di trattamento di rifiuti industriali di Herambiente sono di diverse tipologie e possono essere categorizzati in 3 macrogruppi.

    Piattaforme polifunzionali
    Alle piattaforme polifunzionali giungono i rifiuti speciali solidi pericolosi e non pericolosi (ad esempio rifiuti da lavorazioni industriali e rifiuti da attività di demolizione o sanitarie), che seguono un iter del tutto simile a quello dei rifiuti urbani. Dopo una prima verifica per l'accettazione e la pesatura, i rifiuti vengono separati e raggruppati per materiali omogenei nei diversi settori che costituiscono la piattaforma. Assimilando i rifiuti con caratteristiche chimiche e fisiche compatibili, Herambiente massimizza la percentuale di scarti che potr à essere recuperata. I rifiuti raggruppati con questa logica, vengono poi stoccati temporaneamente in apposite aree, e sono pronti per essere trasferiti ai diversi impianti di trattamento.
    All’interno delle piattaforme vengono eseguite lavorazioni preliminari sui rifiuti che prevedono attivit à di sconfezionamento e riconfezionamento di rifiuti in colli, miscelazione e travasi, separazione di fase, triturazione rifiuti solidi.
    La parte residuale, se idonea, viene sottoposta ad una fase di cernita per il recupero delle frazioni ancora recuperabili, ad esempio ferro e legno. Il resto dei rifiuti trattati, invece, termina il ciclo in impianti di termovalorizzazione, contribuendo comunque ad aumentare il recupero energetico complessivo o in discarica.

    Impianti chimico-fisici e biologici
    In questi impianti di trattamento possono essere gestiti rifiuti liquidi e fanghi pompabili, pericolosi e non pericolosi (ad es. percolati provenienti dalle discariche, liquidi e fanghi da lavorazioni industriali, alimentari, tessili, fanghi da attività estrattive). Dopo una prima verifica sulla loro accettabilità, i rifiuti vengono stoccati in vasche di cemento armato e/o serbatoi di varia dimensione, a seconda delle caratteristiche compositive. Tutte le strutture sono dotate dei presidi di sicurezza necessari e previsti dalle normative, come bacini di contenimento e blocchi pompe di caricamento per alto livello.
    L’obiettivo dei trattamenti chimico-fisici è quello di rimuovere composti quali metalli, idrocarburi, solidi sospesi e rendere compatibile il refluo con i trattamenti successivi, che sono costituiti da processi biologici, in alcuni casi effettuati direttamente nel sito, in altri presso depuratori esterni.
    Il processo è gestito in modo automatico mediante strumentazione riportata a PC di controllo e prevede il dosaggio di idonei prodotti chimici che consentono di ottenere un’efficace separazione tra il refluo liquido chiarificato e la parte fangosa destinata alla disidratazione.
    Dopo il trattamento chimico-fisico, il refluo liquido conforme ai requisiti richiesti pu ò essere reimmesso nell'ambiente, cio è scaricato in una fognatura esterna oppure inviato al processo biologico interno, dopo il quale il refluo depurato viene scaricato nel corso idrico.
    Il fango, derivante dal trattamento chimico-fisico e da quello biologico se presente, viene disidratato mediante filtropressatura o centrifugazione ed in seguito inviato direttamente in discarica se conforme o previo passaggio in impianti di inertizzazione se necessario.

    Impianti di inertizzazione e lavaggio terre
    Per alcune tipologie di rifiuti a matrice organica o inorganica con concentrazione elevate di metalli pesanti (ad esempio fanghi di depurazione, calci da abbattimento fumi dell'industria ceramica, fanghi e polveri da abbattimento fumi di acciaierie e fonderie) è previsto un trattamento d ’inertizzazione. Questo processo consente di trattare e rendere innocui i rifiuti, inglobando gli inquinanti in una matrice cementizia. Il prodotto cos ì ottenuto ha ottime qualità di ritenzione dei metalli pesanti e permette lo smaltimento in discarica.
    La dotazione impiantistica del gruppo si completa con un impianto di lavaggio terreni contaminati, utilizzato anche per il recupero delle sabbie da depurazione. L’impianto consente di ottenere materie prime seconde quali sabbia, ghiaia e ghiaino conforme ai requisiti previsti dalle normative. Gli inquinanti rimossi dal rifiuto in ingresso vengono trattati in un chimico-fisico con filtropressatura finale da cui si originano fanghi ad elevata matrice inorganica utilizzati come ricopertura discariche.
    Tutti gli impianti per il trattamento dei rifiuti industriali sono dotati di una rete di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento dei piazzali e di sistemi di raccolta delle acque di processo.
    Inoltre sono effettuati costantemente controlli puntuali sugli scarichi idrici, sui rifiuti, sul suolo e sottosuolo. In questo modo le emissioni e gli impatti ambientali sono sempre sotto controllo, in linea con le indicazioni contenute nell ’autorizzazione integrata ambientale e utilizzando per le rilevazioni e analisi solo laboratori certificati.

    Cosa dice la normativa sui rifiuti industriali?
    La disciplina dei rifiuti è stata regolata inizialmente dal DPR n. 915 del 10/09/1982. Questa prima normativa disciplinava lo smaltimento dei rifiuti, introduceva alcuni principi sulla definizione di sistemi tendenti alla limitazione della produzione di rifiuto e suddivideva i rifiuti in urbani, speciali, tossici e nocivi. Nel febbraio 1997 il DPR 915 è stato superato dal D. Lgs. n. 22 (decreto Ronchi), che focalizza l'attenzione sulla prevenzione e sulla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti.

    Nell'aprile del 2006 è entrato in vigore il D. Lgs. n. 152 (cosiddetto "testo unico ambientale") che ha modificato profondamente la normativa introducendo molte novità. Per la prima volta ladisciplina prende in analisi e regolamenta in maniera precisa:
    - la valutazione d'impatto ambientale
    - la valutazione ambientale strategica
    - la difesa del suolo
    - la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche
    - il trattamento e della gestione dei rifiuti
    - la bonifica dei siti contaminati
    - l ’inquinamento.

    Il "testo unico ambientale" (D. Lgs. n. 152) fa una chiara distinzione tra rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, e ognuna di queste tipologie pu ò comprendere rifiuti di tipo solido, liquido o fangoso. Per i rifiuti speciali esistono limiti al conferimento definiti dalle amministrazioni provinciali su ogni singolo impianto, attraverso le autorizzazioni integrate ambientali.

    Non esiste invece a livello normativo un bacino geografico predefinito per il loro smaltimento, contrariamente a quanto accade per i rifiuti urbani per i quali è previsto un ambito provinciale o regionale. I rifiuti speciali, infatti, sono gestiti per legge in regime di libero mercato, per cui i produttori, cio è le aziende e le industrie, possono scegliere l'impianto di gestione e smaltimento che preferiscono, nel territorio provinciale o anche in altre province o regioni.

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