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Impianto chimico fisico di Pozzilli (IS)

Viale delle industrie, snc - Pozzilli (IS)

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L'impianto di trattamento chimico-fisico, insediato su di un'area nella zona industriale del Comune di Pozzilli (IS), è autorizzato al trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non, acque reflue prodotte dalle aziende insediate nell'area del nucleo industriale e da alcune aziende fuori dall'area, acque reflue dei comuni di Pozzilli (comprese alcune frazioni) e del comune di Montaquila (IS), per una potenzialità totale pari a 27.630 abitanti equivalenti.


Pagina aggiornata al 30 luglio 2020

 
    Capacità di trattamento autorizzata
    Rifiuti liquidi non pericolosi (operazioni D8 e D9): 127.750 ton/anno (350 ton/giorno).
    Rifiuti liquidi pericolosi (operazione R6): 2.500 ton/anno
    Rifiuti ammessi
    rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non pericolosi.

    L'impianto si compone delle seguenti sezioni:

    1) LINEA RIFIUTI LIQUIDI

    Scarico autocisterne, grigliatura iniziale e stoccaggio rifiuti liquidi
    I rifiuti liquidi sono conferiti alla linea di trattamento a mezzo autobotti, autocisterne e autospurghi. I rifiuti a carattere basico, neutro o alcalini, e comunque non pericolosi e compatibili tra loro da un punto di vista fisico - chimico, dopo una sezione di grigliatura sono pompati a otto specifici serbatoi di stoccaggio realizzati in PRFV, di tipo verticale e volumetria pari a 32 m3, dotati di un unico bacino di contenimento, per l'operazione di deposito preliminare D15 prima delle successive fasi di trattamento.

    I rifiuti liquidi pericolosi a carattere acido (acidi da decapaggio contenenti solfato ferroso o ferrico e cloruro ferrico) sono inviati, invece, a due serbatoi anch'essi in PRFV, di tipo verticale e volumetria pari a 28 m3, anch'essi dotati di bacino di contenimento separato dagli altri.

    Trattamento fisico chimico a batch
    Nella sezione di trattamento fisico chimico a batch (operazione D9) dei rifiuti liquidi non pericolosi sono installati due reattori tronco conici, denominati rispettivamente R1 e R2, dove avvengono le operazioni di trattamento in modalità discontinuo.

    La volumetria massima di ognuno dei reattori è pari a circa 35 m3. I reattori sono realizzati in acciaio inox e posizionati fuori terra; sono coperti da struttura rigida in acciaio zincato.

    I rifiuti liquidi in deposito preliminare D15 sono caricati ai reattori attraverso di gruppi pompaggio. Da qui sono dosati opportuni reagenti per permettere le reazioni di neutralizzazione, coagulazione, flocculazione e, qualora necessario, operazioni di ossidoriduzione a freddo (es. reattivo di Fenton).
    Uno dei due reattori, se richiesto, può essere utilizzato come preispettore fanghi. Da entrambi i reattori, dopo le reazioni di trattamento, è spillata l'acqua reflua da diverse altezze aprendo le opportune valvole. Le acque post trattamento sono inviate, dopo eventuale controllo analitico, alla sezione di equalizzazione della linea trattamento acque. I fanghi chimici, estratti dal fondo conico dei due reattori, sono inviati al pozzo di raccolta per essere successivamente inviati alla fase di condizionamento e pressatura.

    2) LINEA ACQUE REFLUE

    Grigliatura iniziale, sollevamento, grigliatura e pulizia automatica
    Dalla rete fognaria giungono le acque reflue industriali prodotte dalle aziende insediate dall'area del nucleo industriale e da alcune aziende fuori dall'area, dei comuni di Pozzilli (comprese alcune frazioni) e dal comune di Montaquila.

    La linea di processo inizia con una grigliatura grossolana manuale, posizionata all'interno del primo sollevamento, che ha lo scopo di proteggere le pompe di sollevamento, da corpi di dimensioni notevoli.

    Il liquame viene sollevato con pompe sommerse a girante aperta che permettono di far passare il materiale in sospensione.

    Le acque reflue, dopo il primo sollevamento, contengono materiale grossolano e sono perciò convogliate a una griglia verticale a pulizia automatica. Il grigliato raccolto dal pettine pulitore viene inviato a mezzo di unatramoggia a un contenitore carrellato. Il grigliato è depositato nell'area di deposito temporaneo.

    Dissabbiatura
    Il liquame, privato dei solidi grossolani è inviato ad un dissabbiatore a immissione tangenziale (a pista) in cui il parametro idrodinamico è regolato meccanicamente a mezzo di un agitatore. Le sabbie vengono poi estratte dal fondo a mezzo di un elevatore ad aria compressa. Le sabbie estratte sono depositate, in regime di deposito temporaneo nel luogo di produzione, nell'area predisposta all'interno di appositi big-bag.

    Omogeneizzazione e equalizzazione
    Il liquame dissabbiato è inviato successivamente alle vasche di equalizzazione e omogeneizzazione dove sono livellati i picchi di inquinanti e i picchi di portata idraulica. Le vasche di equalizzazione sono realizzate in c.a. e hanno una volumetria netta cadauna di circa 1.000 m3.

    Coagulazione, flocculazione e sedimentazione primaria
    Le vasche di coagulazione e flocculazione sono necessarie per rimuovere in particolare gli eventuali metalli disciolti e parte dei solidi sospesi. La coagulazione avviene immettendo cloruro ferrico o solfato ferroso in soluzione e correggendo il pH alle condizioni di precipitazione e co-precipitazione dei metalli come idrossidi insolubili. Trattasi quindi di un trattamento fisico-chimico in linea capace di neutralizzazione e precipitazione di inquinanti principalmente inorganici.

    In questa sezione possono essere utilizzati rifiuti liquidi pericolosi con operazione di recupero R6 quali agenti flocculanti.

    Il liquame, aggiunto di polielettrolita e metalli sottoforma di idrossidi insolubili, è inviato alla sedimentazione primaria. Il sedimentatore primario è a pianta circolare e con tramoggia centrale di ispessimento fanghi. Il liquame in uscita dal sedimentatore primario viene inviato al trattamento ossidativo.

    Sezione di trattamento biologico
    L'impianto è dotato di due vasche contigue di ossidazione biologica a fanghi attivi di forma quadrata, realizzate in c.a. con un volume utile di 810 m3/cadauna. Queste due vasche rappresentano la parte fondamentale della depurazione biologica. Dove sono presenti i microrganismi che degradano la sostanza organica si trovano nei fiocchi di fango i quali sono sospesi in una soluzione fangosa continuamente mescolata grazie alla presenza di una turbina di aerazione sulla prima vasca, che ha una potenza installata di 30 kW e una capacità massima di trasferimento di 59 kg O2/h e di due mixer per la regimentazione del flusso idraulico a condizioni di zero ossigeno disciolto, in quanto la prima vasca funge da processo di denitrificazione per la rimozione dell'azoto nitrico e nitroso. Mentre, nella seconda vasca la miscelazione e l'apporto di ossigeno sono garantiti da insufflatori sommersi capaci di trasferire 14 kg/h di ossigeno cadauno.

    Sedimentazione finale, disinfezione e scarico
    Il sedimentatore finale o secondario è del tipo a pianta circolare con carroponte pulitore a trazione periferica e tramoggia centrale di raccolta fango. Il diametro interno è di 16,00 metri ed un volume utile di 500 m3.

    Il liquame, acque e fango attivo, proveniente dalle vasche di ossidazione, viene decantato e il fango si deposita sul fondo del sedimentatore. L'acqua chiarificata sfiora in alto per troppopieno e arriva alla vasca di contatto per la clorazione. Mentre i fanghi sono pompati in ricircolo alla fase di denitrificazione. Parte del fango di supero è inviato alla linea di trattamento fanghi.

    La vasca di contatto per la disinfezione è di forma rettangolare con cammino ad ostacoli per consentire un tempo di contatto più alto tra l'agente ossidante e l'acqua di scarico. Dopo la vasca di contatto, l'acqua depurata giunge allo scarico in acque superficiali. Lo scarico è denominato S1.

    3) LINEA FANGHI

    • Ripresa del fango misto biologico e chimico-fisico
    • Condizionamento
    • Ispessimento
    • Disidratazione finale.

    Una pompa di rilancio del fango misto, prodotto dalla linea acqua, assicura che le due matrici di fango, biologico e chimico-fisico, giungano alla fase successiva di condizionamento. I pozzi di captazione fanghi sono posizionati sul fondo del sedimentatore primario e sul fondo del sedimentatore secondario. Attraverso due distinte pompe ognuno per i due reattori R1 e R2, i fanghi provenienti dal trattamento fisico chimico a batch sono anch'essi inviati alla successiva fase di condizionamento.

    Il fango proveniente dal condizionamento, ancora pompabile, è inviato a un ispessitore a gravità di forma circolare e interrato.

    Il fango misto addensato e condizionato nell'ispessitore è ripreso da un gruppo di tre pompe mono, dotate ognuno di variatore di portata, e inviato alla sezione di nastropressatura.

Mappa
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