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Impianto di depurazione chimico fisico/biologico di Castelfranco di Sotto (PI)

Via Malpasso, 63/65 - Castelfranco di Sotto (PI)

Società "Waste Recycling"




Pagina aggiornata al 3 marzo 2017

 
    Capacità di trattamento autorizzata
    la quantità massima di rifiuti trattati è di 270.000 t/anno di cui 200.000 t/anno non pericolosi e 70.000 t/anno pericolosi.
    Rifiuti ammessi
    rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non pericolosi.

    L'impianto nel suo complesso è costituito dalle seguenti sezioni:

    Zone di scarico
    L'impianto di trattamento rifiuti liquidi ha diverse sezioni, ciascuna dotata di zone di scarico autobotti. Lo scarico dei mezzi avviene tramite tubazioni flessibili con attacchi rapidi per collegare le cisterne alle griglie installate per rimuovere corpi grossolani. Dopo la fase di grigliatura il refluo viene pompato in serbatoi di stoccaggio. Le zone di scarico destinate alle fosse settiche e ai fanghi pompabili industriali sono dotate anche di dissabbiatura.

    Serbatoi di stoccaggio rifiuti in ingresso
    I serbatoi di stoccaggio sono distinti per tipologia di rifiuti. Sono presenti 5 serbatoi da 100 m3 cadauno per le acque da trattamento chimico-fisico, 2 serbatoi da 100 m3 per i fanghi pompabili, 2 serbatoi da 100 m3 a servizio dell'evaporatore soluzioni saline, 2 serbatoi da 50 m3 per l'evaporatore emulsioni oleose e tensioattivi, 2 serbatoi da 100 m3 e 1 serbatoio da 60 m3 per l'alimentazione della distillazione solventi. Sono inoltre installati serbatoi per lo stoccaggio dei reagenti chimici e dei rifiuti liquidi prodotti dai trattamenti.

    Trattamento chimico-fisico in reattori a batch
    Il trattamento chimico-fisico viene effettuato per rimuovere principalmente solidi sospesi, metalli, tensioattivi, idrocarburi, prima del successivo processo biologico. Vengono utilizzati 8 reattori batch da 70 m3 cadauno, dotati di agitatore. I prodotti chimici utilizzati comunemente sono cloruro ferroso, calce idrata e soda, polielettrolita. All'occorrenza possono essere utilizzati reagenti specifici per la rimozione dei metalli o dei tensioattivi. Il refluo chiarificato viene inviato all'equalizzazione del depuratore biologico mentre i fanghi prodotti vengono inviati nella linea di disidratazione.

    Sezione disidratazione fanghi prodotti da trattamento chimico-fisico
    I fanghi prodotti dal trattamento chimico-fisico vengono disidratati mediante filtropressatura. La linea è dotata di tre filtropresse a piastre. I fanghi in ingresso alle linee vengono ulteriormente condizionati con cloruro ferroso e calce. Il fango filtropressato, stoccato in cassoni scarrabili e in semirimorchi viene inviato nell'impianto di inertizzazione di Waste Recycling, dal quale poi viene smaltito in discarica.

    Sezione di evaporazione / cristallizzazione emulsioni oleose e tensioattivi
    Le emulsioni oleose e i reflui con elevate concentrazioni di tensioattivi vengono trattati con un evaporatore a triplo effetto, a circolazione forzata, operante sottovuoto. L'evaporatore separa la fase acquosa che viene evaporata, condensata ed inviata alla sezione biologica. Gli idrocarburi e i tensioattivi confluiscono in un concentrato liquido, con una percentuale di acqua residua di circa il 50 %, che viene inviato in serbatoio di stoccaggio ed alimentato ad un concentratore di tipo statico. Il concentratore, riscaldato con serpentini all'interno del quale passa vapore a bassa pressione, consente di evaporare ulteriore acqua ed ottenere un concentrato ad alto potere calorifico che viene stoccato in serbatoio riscaldato ed inviato a smaltimento/recupero.

    Sezione di evaporazione/cristallizzazione soluzioni saline
    I rifiuti aventi elevata salinità e metalli non gestibili nell'impianto chimico-fisico vengono trattati con un secondo evaporatore a triplo effetto, a circolazione forzata, operante sottovuoto. L'evaporatore separa la fase acquosa che viene evaporata, condensata ed inviata alla sezione biologica. I sali e i metalli confluiscono in un concentrato salino liquido, con un residuo secco molto elevato, che viene inviato in serbatoio di stoccaggio ed alimentato ad un cristallizzatore di tipo raschiato. Il cristallizzatore, riscaldato con una camicia esterna, consente di evaporare ulteriore acqua ed ottenere un sale che viene stoccato in cassone scarrabile ed inviato a smaltimento.

    Sezione distillazione per acque solventate
    Le acque solventate, aventi un contenuto di solventi basso bollenti del 20 % circa vengono inviate ad un impianto di distillazione che consente di separare i solventi dalla fase acquosa. La colonna lavora a pressione atmosferica ed è mantenuta ad una temperatura inferiore a 100 °C in modo da permettere l'ebollizione dei solventi basso bollenti, che vengono successivamente condensati e stoccati in un serbatoio coibentato, dal quale vengono inviati a recupero. La fase acquosa del fondo colonna viene inviata agli impianti di evaporazione in modo da eliminare la salinità e i composti alto bollenti.

    Sezione di trattamento biologico
    L'impianto di depurazione biologico viene alimentato con i reflui provenienti dal trattamento chimico-fisico e dalle altre linee di trattamento e con i rifiuti scaricati direttamente (percolati di discarica e fosse settiche). Il depuratore è composto da una sezione di equalizzazione, da un trattamento primario di flottazione e da tre linee biologiche a fanghi attivi. Le prime due linee sono costituite da denitrificazione, ossidazione e sedimentazione. La linea finale ha una sezione di ultrafiltrazione a valle dell'ossidazione (MBR). Prima dello scarico in fognatura industriale è stata installato un filtro per la rimozione del boro con resine a scambio ionico selettive. Completano l'impianto la linea di disidratazione fanghi biologici (ispessimento e centrifugazione) e le due linee di osmosi inversa che, trattando il permeato dell'MBR, producono l'acqua industriale di cui necessita l'intero impianto di trattamento rifiuti liquidi.

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