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TAS Impianto di trattamento acque reflue industriali, Ravenna

Situato all'interno del Centro Ecologico Baiona, Via Baiona n. 182 Ravenna

  • 1 / 1   Impianto Tas Trattamento acque reflue industriali di Ravenna

L’impianto, situato a Ravenna, all’interno del Centro Ecologico Baiona, è autorizzato a trattare acque reflue industriali dalle aziende del Comprensorio Industriale Chimico di Ravenna, e rifiuti speciali liquidi, anche pericolosi, prodotti e conferiti da terzi tramite autobotti.


Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

 
    Portata idraulica di progetto sezione di trattamento acque di processo organiche
    1.200 m³/h
    Capacità di trattamento COD sezione di trattamento acque di processo organiche
    1.300 kg/h
    Capacità di trattamento TKN sezione di trattamento acque di processo organiche
    90 kg/h
    Portata idraulica di progetto sezione di trattamento acque di processo inorganiche
    1.800 m³/h
    Sezione di trattamento acque di processo organiche autorizzato al trattamento di
    200.000 t/anno di rifiuti liquidi, di cui massimo 100.000 t/anno pericolosi
    Operazioni di smaltimento autorizzate
    D8/D9/D15

    L'impianto è suddiviso in tre sezione principali:

    • Sezione di trattamento acque reflue di processo organiche e rifiuti liquidi (TAPO)
    • Sezione di trattamento acque reflue di processo inorganiche (TAPI)
    • Sezione di trattamento fanghi

    La sezione di trattamento acque reflue di processo organiche e rifiuti liquidi (TAPO) è costituita da una serie complessa di fasi di trattamento:

    • Stoccaggio dei rifiuti liquidi conferiti mediante autobotti: L'impianto è dotato di due sezioni di stoccaggio distinte; una costituita da 3 vasche in cemento da 2.500m3, coperte ed aspirate per evitare la diffusione di odori e l'aria è trattata in colonna di lavaggio dedicata, in cui possono essere stoccati rifiuti non pericolosi destinati al trattamento primario. La seconda sezione è costituita da un parco serbatoi della capacità complessiva di circa 780m3 in cui possono essere stoccati anche rifiuti pericolosi destinati alla sezione di pretrattamento, trattamento primario o biologico in relazione alle caratteristiche dei rifiuti. Per evitare la diffusione di odori i serbatoi sono collegati ad una guardia idraulica e gli eventuali sfiati avviati al forno FIS. Tutte le strutture sono dotate dei necessari presidi di sicurezza, quali bacini di contenimento, blocchi pompe di caricamento per alto livello;
    • Pretrattamento chimico fisico dei rifiuti liquidi speciali conferiti mediante autobotti: finalizzato principalmente all'abbattimento dei metalli pesanti, è realizzato in una specifica unità impiantistica mediante dosaggio di calce idrata, cloruro ferrico, complessante per metalli pesanti e polielettrolita; completano l'unità di trattamento le fasi di ispessimento e centrifugazione del fango, che viene separato per lo smaltimento;
    • Trattamento primario: comprende la separazione dei solidi sospesi, l'abbattimento dei metalli come idrossidi e di parte del carico organico delle acque. L'unità dedicata riceve e tratta le acque reflue organiche di processo affluenti attraverso condotte provenienti dagli impianti del Comprensorio Chimico Industriale di Ravenna e i rifiuti conferiti da terzi in autobotte. Tutte le vasche del trattamento primario sono coperte per contenere la diffusione degli odori, l'aria aspirata dalle vasche è convogliata al forno FIS ed utilizzata come aria comburente L'attuale potenzialità idraulica dell'impianto, in condizioni di normale esercizio, è di 1.200 m³/h. In dettaglio, il trattamento primario comprende:
      • Flocculazione: in un'apposita vasca vengono aggiunti cloruro ferroso e, in base all'acidità della corrente, una soluzione di latte di calce per mantenere il pH tra 8 e 9, e un polielettrolita anionico per favorire la flocculazione.;
      • Chiarificazione: la sospensione ottenuta dalla flocculazione passa per gravità a due chiarificatori primari funzionanti in parallelo, dove avviene l'abbattimento delle sostanze solide pesanti, dei metalli e di parte del carico organico. Il fango estratto dai due chiarificatori viene inviato al trattamento fanghi dove viene innanzitutto vagliato per mezzo di due rotovagli. La parte solida più grossolana viene separata ed inviata all'incenerimento presso il forno F3, la sospensione fangosa viene inviata all'unità di ispessimento;
      • Flottazione: le acque effluenti dai chiarificatori passano a due flottatori dove vengono eliminate le parti sospese leggere, sia solide che oleose, che hanno difficoltà a sedimentare, e si ha un'ulteriore eliminazione del carico organico. Le acque trattate nei due flottatori vengono rilanciate ad un serbatoio di equalizzazione da 20.000 m³ che si interpone al successivo trattamento biologico. Le schiume ed il fango leggero estratti vengono inviati alla sezione di trattamento fanghi.
    • Trattamento biologico: È costituito dalla fase di predenitrificazione in regime anossico dei nitrati presenti/ricircolati, seguita dalla ossidazione aerobica del COD e dell'azoto ammoniacale. Queste fasi avvengono all'interno di due "torri biologiche" da 16.500 m³ cadauna in cui gli inquinanti vengono biodegradati da popolazioni batteriche specifiche. Si completa il trattamento con le fasi di post denitrificazione e post aerazione che si svolgono in una vasca coperta, con aspirazione e trattamento degli effluenti gassosi mediante biofiltro. La decantazione dei fanghi avviene in tre sedimentatori finali che operano in parallelo; una parte dei fanghi viene ricircolata al trattamento mentre la quota residua, il cosiddetto "fango di supero", è destinata alla sezione di trattamento fanghi. Le acque chiarificate passano poi all'ultima fase, la filtrazione.
    • Filtrazione: L'unità di filtrazione è costituita da 6 filtri a gravità, a portata costante, a doppio strato di sabbia ed antracite, la cui funzione è di abbattere ulteriormente il valore dei solidi sospesi, nonché ridurre ulteriormente il COD e la parte di azoto conglobati nei fiocchi di fango. Prima del recapito in acque superficiali esterne, l'acqua in uscita dalla filtrazione è sottoposta alla fase di aerazione finale ed eventuale clorazione in un'apposita vasca.

    Nella sezione di trattamento acque reflue di processo inorganiche (TAPI) si realizza l'abbattimento dei solidi sospesi contenuti nelle acque affluenti via tubo dagli impianti del Comprensorio Chimico Industriale di Ravenna. In tale sezione sono recapitate sia le acque industriali che non vengono in contatto con fluidi di processo, i blow down delle torri evaporative e le acque di dilavamento provenienti dalle aree pavimentate non critiche. La sezione TAPI comprende le fasi seguenti:

    • Grigliatura, accumulo e sedimentazione. Le acque di processo inorganiche subiscono una grigliatura prima di essere inviate ad una vasca di sedimentazione naturale con un volume di 10.000 mc che ha anche funzione di accumulo. Nella vasca la bassa velocità dell'acqua permette alle particelle solide presenti di sedimentare; il fango che si forma dal processo viene inviato alla sezione di trattamento fanghi;
    • Chiariflocculazione accelerata. L'acqua in uscita dal sedimentatore viene rilanciata ad un pozzetto di distribuzione dove vengono dosati i flocculanti necessari. Da questo, per gravità, la corrente arriva a due chiarificatori accelerati aventi una potenzialità complessiva di 1.800 m³/h, nei quali avviene un'ulteriore sedimentazione di solidi sospesi. Il fango separato nei due chiarificatori accelerati viene inviato alla sezione trattamento fanghi, mentre l'acqua depurata è trasferita alla vasca di areazione finale che accoglie anche le acque della Linea TAPO prima di essere scaricate in acque superficiali.

    Nella sezione di trattamento fanghi avviene il trattamento di tutti i fanghi prodotti nel processo. I fanghi chimici ispessiti (linee TAPO e TAPI) ed il fango biologico di supero sono disidratati tramite centrifughe ed una parte del fango disidratato è inviato ad un essiccatore , quindiavviati a smaltimento in discarica.

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