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TCF Trattamento chimico-fisico e trattamento fanghi, Ravenna

S.S. 309 Romea km 2,6, Ravenna

  • 1 / 8   Dettaglio dell'impianto Disidrat di Ravenna
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Il Centro Ecologico Romea, si trova a Ravenna al km 2,6 della S.S. 309 Romea, presso il Comparto Herambiente di trattamento/smaltimento rifiuti e comprende l’impianto TCF (trattamento chimico fisico di rifiuti speciali liquidi pericolosi e non pericolosi) e l’impianto Disidrat (trattamento fanghi pompabili, palabili, ceneri, terreni).

L’impianto TCF è interconnesso con l’impianto TAS di trattamento acque reflue industriali del Centro Ecologico Baiona attraverso 2 tubazioni interrate della lunghezza di 4 km circa; le acque in uscita dal TCF  che hanno subito il trattamento chimico fisico sono al rilanciate al TAS per il trattamento biologico.

Pagina aggiornata al 6 dicembre 2017

 
    IMPIANTO TCF
    • Potenzialità di trattamento: 220.000 t/anno
    • Rifiuti ammessi: percolati e acque meteoriche delle discariche del Comparto; acque di processo dell'impianto DISIDRAT e dell'impianto CDR/IRE; emulsioni oleose conferite in ATB da Terzi; rifiuti liquidi a base acquosa (percolati, acque di processo, acque di lavaggio, soluzioni acide e alcaline) conferiti in ATB da Terzi
    IMPIANTO DISIDRAT
    • Potenzialità di trattamento: 150.000 t/anno
    • Rifiuti ammessi: fanghi pompabili e palabili non pericolosi e pericolosi,di diversa origine (fanghi biologici, fanghi da trattamento chimico-fisico di rifiuti, terre di bonifica, , detriti inorganici ed organici), rifiuti polverulenti non pericolosi e pericolosi derivanti principalmente da impianti di termovalorizzazione, reattivi e catalizzatori esausti.

    Il TCF nel suo complesso è costituito dalle seguenti sezioni:

    • Trattamento emulsioni oleose; in questa sezione viene realizzata la separazione della frazione oleosa da quella acquosa, la frazione acquosa viene quindi avviata a successivo trattamento chimico fisico mentre la frazione oleosa è avviata a smaltimento con possibilità di successivo recupero presso impianti terzi.
    • Trattamento chimico fisico
      • Primo stadio TCF1; costituito da due linee di trattamento in parallelo con portata di progetto pari a 25 mc all'ora. In questa fase i flussi, dopo omogeneizzazione, sono soggetti a processo di coagulazione, neutralizzazione e flocculazione con precipitazione anche di metalli in ambiente alcalino.
      • Secondo stadio TCF2; costituito da due linee di trattamento in parallelo con portata di progetto pari a 25 mc all'ora. In questa sezione avviene la chiarificazione-flocculazione con agenti flocculanti e complessanti per metalli pesanti e la precipitazione con dosaggio di poliettrolita. L'acqua chiarificata in uscita dalla sezione è rilanciata all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona per il trattamento biologico del flusso.
    • Sezione di trattamento chimico fisico TCFA: costituita da una linea di trattamento chimico fisico (portata di progetto 25 mc all'ora) con dosaggio di reattivi quali calce, agenti flocculanti, polielettrolita, sodio ipoclorito e materiale adsorbente. Le acque in uscita dal TCFA possono subire, se necessario, un ulteriore trattamento per l'abbattimento dei metalli pesanti presso il TCF2 sopradescritto o, in alternativa, essere rilanciate all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona per il trattamento biologico finale del flusso.
    • Trattamento fanghi (ispessitore): in questa sezione i fanghi liquidi estratti dalle precedenti sezioni di trattamento subiscono l'ispessimento (addensamento della frazione solida) e sono rilanciati all'adiacente Impianto di trattamento fanghi DISIDRAT per la filtropressatura e l'invio a smaltimento;
    • Sezione di accumulo, equalizzazione e rilancio (Vasca VP): parte integrante dell'impianto TCF è la sezione che riceve i flussi di acque reflue dei Comparti km 2,6 e km 3,8 già conformi al trattamento biologico. I flussi sono stoccati ed omogeneizzati in una vasca della capacità di 600 m³ prima del rilancio all'impianto TAS del Centro Ecologico Baiona tramite il collegamento costituito da 2 condotte interrate della lunghezza di 4 km circa.

    L'impianto DISIDRAT è realizzato per trattare diverse tipologie di rifiuti, pompabili, palabili e polverulenti, con il principale obiettivo di ottenere in uscita delle matrici (rifiuti)destinate allo smaltimento finale o al recupero.

    La linea di trattamento dei fanghi pompabili non pericolosi è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i fanghi pompabili sono stoccati in vasche semi interrate della capacità complessiva superiore a 4.000 mc. All'interno di ciascuna delle due vasche principali di stoccaggio, in corrispondenza delle postazioni di scarico, sono presenti due vasche di pre-stoccaggio/sedimentazione dei corpi grossolani, di capacità pari a circa 70 mc ciascuna. Dalle vasche di pre-stoccaggio, il rifiuto passa alla vasca principale per stramazzo. All'interno della vasca principale, il fango è mantenuto in movimento per evitare un'eccessiva sedimentazione della parte solida tramite un sistema meccanico composto da agitatori ad elica ad asse orizzontale posti sul fondo della vasca (4 agitatori per ogni vasca). Per entrambe le vasche, la zona di pre-stoccaggio è servita da un carroponte con benna allo scopo di prelevare e quindi trasferire la parte più pesante (sedimentato) del refluo. Il materiale così prelevato viene caricato in appositi cassoni stagni scarrabili o su automezzi con vasca a tenuta al fine di trasportarlo alla sezione di inertizzazione per la successiva lavorazione nella linea dei fanghi palabili.
    • Sezione di trattamento: i fanghi aspirati dallo stoccaggio sono alimentati mediante pompe monovite alla sezione di condizionamento con specifici reattivi prima di essere sottoposti disidratazione meccanica mediante filtropressa. Il Il fango disidratato in uscita dalla filtropressa viene scaricato in un'area dedicata e fisicamente separata, per poi essere prelevato da una pala meccanica e trasportato nell'area di deposito dei fanghi palabili o nell'area di lavorazione dei fanghi palabili. Le acque di risulta sono convogliate in vasche di stoccaggio quindi conferite all'Impianto TCF per il successivo trattamento e/o inviate a recupero nel tank di preparazione del latte di calce necessario al processo di filtropressatura.

    La linea di trattamento dei fanghi pompabili pericolosi è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i fanghi pompabili pericolosi sono stoccati in vasche semi interrate della capacità complessiva pari a 1.500 mc circa. Il funzionamento di questasezione è analogo a quello dedicato ai fanghi pompabili non pericolosi precedentemente descritto.
    • Sezione di trattamento: qui i fanghi sono sottoposti a consolidamento e inertizzazione. Dalle vasche di stoccaggio il fango viene trasferito al trattamento tramite 2 pompe monovite, con linee indipendenti alla sezione di lavorazione dei fanghi palabili .Il processo di stabilizzazione avviene con il dosaggio di solidi polverulenti contenenti ossidi metalli all'interno di un mescolatore.

    La linea di trattamento delle matrici solide è costituita dalle seguenti sezioni:

    • Sezione di ricevimento e stoccaggio: i rifiuti palabili sono conferiti in impianto mediante automezzi e scaricati in apposite aree coperte da tettoie. I rifiuti polverulenti sono invece scaricati i in silos aventi una capacità complessiva di stoccaggio di 580 m3.
    • Sezione di trattamento: i rifiuti sono sottoposti al processo di consolidamento e/o inertizzazione tramite l'aggiunta di reattivi quali calce e/o cemento in dosi variabili; è possibile anche l'utilizzo di altri additivi quali zeoliti e silicati. I fanghi sono lavorati in due linee distinte con la stessa potenzialità e possono lavorare in parallelo. Una linea è dedicata prevalentemente ai rifiuti pericolosi, l'altra ai rifiuti non pericolosi.

    La linea di inertizzazione dedicata ai rifiuti pericolosi tratta fanghi pompabili, terreni e fanghi palabili e semipalabili oltre ai rifiuti polverulenti stoccati in silos. I fanghi palabili/terreni possono essere introdotti direttamente nel reattore/miscelatore mediante pala meccanica. Nel reattore/miscelatore, sono alimentati rifiuti polverulenti e fanghi pompabili pericolosi stoccati nelle vasche precedentemente descritte. I rifiuti parzialmente stabilizzati generati da questo trattamento possono essere destinati allo smaltimento e al recupero L'impianto ha una potenzialità di oltre 200 tonnellate al giorno, sulla base di 8 ore giornaliere di lavorazione. Al suo interno i rifiuti e le eventuali materie prime vengono miscelati mediante un sistema di coclee controrotanti.

    La seconda linea di inertizzazione è impiegata prevalentemente nel trattamento di rifiuti non pericolosi: fanghi biologici, terreni e fanghi palabili, fanghi semisolidi.

    È presente una linea di dosaggio, completa di pompa dosatrice, di reattivo liquido (complessante per metalli pesanti) e relativo impianto di dissoluzione.
    Da entrambe le linee, il fango sia pericoloso che non pericoloso viene scaricato all'interno di un edificio chiuso mantenuto in depressione dove viene lasciato reagire per al almeno 24 ore e successivamente trasferito con pala gommata all'interno di baie di stoccaggio in attesa dell'invio alle destinazioni finali di smaltimento o recupero.

    L'impianto è stato realizzato con le migliori tecnologie disponibili, sia in relazione alla tutela del territorio e dell' ambiente, sia alla efficacia dei trattamenti. Per il trattamento delle emissioni gassose, risulta corredato di torri di abbattimento ad umido (scrubber) con dosaggio di specifici reattivi chimici per aumentare l'efficienza di abbattimento degli inquinanti anche odorigeni.

    La protezione della falda e del suolo è garantita mediante l'impermeabilizzazione con telo in polietilene alta densità (HDPE) effettuata sotto l'intera area dell'impianto. L'impianto è inoltre servito da un sistema fognario a tenuta sempre in HDPE che raccoglie ed invia a trattamento nell'adiacente impianto TCF tutte le acque prodotte dalle lavorazioni.

    Disidrat: l'utile del fango
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