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Il depuratore di Pozzilli si rinnova e diventa un modello nazionale di tutela ambientale

15/04/2026

Inaugurato il nuovo assetto dell’impianto del Consorzio Industriale Isernia-Venafro gestito da Herambiente. Fra gli obiettivi: maggiore resilienza di fronte ai mutamenti climatici, rispetto di parametri di scarico ancora più restrittivi e una risposta più efficace alle esigenze delle filiere produttive

Da piccolo depuratore di provincia a modello nazionale di protezione delle acque. È questa la metamorfosi del depuratore di Pozzilli (Is), che ha visto la conclusione dei lavori di potenziamento (revamping) iniziati a giugno 2024, senza che ne venisse mai interrotta l’operatività. Di proprietà del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro e gestito da Herambiente in RTI con la società Co.Ge.M. (Costruzioni Generali Molisane), l’impianto tratta le acque reflue civili di Pozzilli e Montaquila, quelle del nucleo produttivo di Pozzilli, oltre ai rifiuti liquidi conferiti con automezzi da diverse realtà industriali. Nella piattaforma lavorano complessivamente 10 persone, fra addetti diretti e indiretti.

 

“Con questo intervento Pozzilli diventa un depuratore di riferimento per l’intero centrosud italiano” - spiega Andrea Ramonda, Amministratore Delegato Herambiente - “per gli standard tecnologici impiegati, per la protezione garantita alle acque superficiali della Piana di Venafro e per le capacità di trattamento che può mettere al servizio di numerosi comparti industriali. In questo senso, si può dunque affermare che l’investimento aggiunge valore e attrattività al territorio dal punto di vista sia ambientale che economico”.

 

“Il potenziamento del depuratore di Pozzilli rientra pienamente nella visione strategica del Consorzio”, afferma Pasquale Colitti, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro. “L’impianto rinnovato, infatti, risponde all’idea di sviluppo sostenibile e innovativo del territorio per cui siamo impegnati ogni giorno da oltre 4 anni. Il prossimo passo sarà quello di potenziare al massimo le aree verdi per contribuire alla riduzione del CO2 e alla mitigazione climatica”.

 

Il revamping, grazie alle tecnologie impiegate, consente di raggiungere tre importanti obiettivi. 

 

Più protezione ambientale a fronte di limiti estremamente restrittivi

 

Il primo è l’ulteriore innalzamento del livello di protezione ambientale. La nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel novembre 2023 dalla Regione Molise impone, infatti, limiti agli scarichi fra i più bassi a livello nazionale, ben al di sotto di quelli imposti dalla legislazione nazionale (d.lgs. 152/06, Testo Unico Ambientale). Ad esempio, su parametri fondamentali come COD (quantità di ossigeno necessaria per ossidare chimicamente le sostanze inquinanti), BOD5 (carico inquinante organico), nitrati e SST (particelle solide sospese) i limiti AIA sono mediamente più bassi del 40-50% rispetto alla già restrittiva normativa nazionale. Il nuovo assetto del depuratore di Pozzilli consentirà il pieno rispetto di tali severi parametri, in qualsiasi condizione operativa dell’impianto.

 

Maggiore resilienza verso i mutamenti climatici

 

Il secondo beneficio del revamping riguarda la maggior resilienza dell’impianto a fronte di grandi eventi meteorici connessi ai mutamenti climatici, come, ad esempio, le bombe d’acqua. Queste, come si sa, determinano repentini incrementi delle acque in ingresso, che possono parzialmente compromettere l’efficacia della depurazione. Gli interventi effettuati consentiranno invece il pieno governo del fenomeno. Dunque, anche a fronte di improvvisi alti volumi di reflui in ingresso, l’impianto manterrà molto più agevolmente la piena funzionalità, riducendo sensibilmente il rischio (tipico di tutti i depuratori) di scolmare direttamente in ambiente le acque in eccesso.  

 

Un’opportunità per le imprese

 

Il rinnovo ha però anche una rilevante valenza economica. Grazie al potenziamento, infatti, il depuratore potrà allargare la propria disponibilità per il trattamento dei rifiuti liquidi delle attività produttive, dando risposta alle necessità espresse da molte filiere che, soprattutto nel centro-sud Italia, scontano una strutturale carenza di impianti di trattamento e recupero, spesso all’origine di maggiori costi operativi e conseguente perdita di competitività. Fra i settori interessati, solo per citarne alcuni, il lattiero-caseario e la trasformazione alimentare in genere, le lavorazioni a inchiostro e vernice, lo spurgo e la sanificazione di fosse settiche.
Sono 4 gli interventi alla base del profondo rinnovo del depuratore. 

 

Il raddoppio della sedimentazione secondaria

 

Innanzitutto, il nuovo sedimentatore secondario. Si tratta di una grande vasca circolare con capacità di 300 metri cubi e diametro di 16 metri, dotata anche di un sistema di raccolta schiume, che si affianca a una vasca simile già attiva. Nelle due vasche finiscono i reflui dopo essere stati sottoposti prima a un trattamento chimico-fisico per rendere insolubili le sostanze inquinanti non biodegradabili, come metalli pesanti e composti organici tossici, attraverso reazioni specifiche e poi a un trattamento biologico, dove grazie a coltivazioni di batteri e microorganismi si aggrediscono gli inquinanti organici biodegradabili, come, ad esempio, fosforo azoto, tensioattivi e sostanze organiche carboniose in generale. 
Il raddoppio delle vasche di sedimentazione consente, anche con grandi quantità di acque in ingresso, di far sedimentare al meglio sul fondo i fanghi e dunque restituire all’ambiente acque ancora più pulite.

 

Vasca di prima pioggia interrata

 

Altra opera di grande importanza è la nuova vasca di prima pioggia da 250 metri cubi completamente interrata. In caso di forti piogge è in grado di immagazzinare temporaneamente l’acqua in eccesso per poi rilasciarla gradatamente, in modo che sia interamente sottoposta al processo depurativo senza che questo perda in efficienza ed efficacia.

 

La copertura dello stoccaggio fanghi

 

Un ulteriore livello di protezione dagli eventi atmosferici è dato dalla copertura integrale realizzata per lo stoccaggio dei fanghi. Qui i fanghi prodotti dalle diverse fasi della depurazione vengono asciugati per ridurne il volume e facilitarne così il successivo trattamento (presso impianti esterni). La grande copertura ricavata permette non solo di evitare il contatto con la pioggia, che ne farebbe di nuovo aumentare il volume, ma di accelerare il processo di evaporazione delle acque contenute nei fanghi stessi. E, naturalmente, costituisce una barriera rilevante a eventuali dispersioni odorigene.

 

La nuova sezione SBR dedicata ai rifiuti liquidi 

 

L’intervento tecnologicamente più avanzato del revamping è certamente la sezione di trattamento biologico cosiddetto SBR (Sequencing Batch Reactor). La nuova vasca consente un trattamento biologico aggiuntivo dedicato esclusivamente ai rifiuti liquidi industriali. Questi, dunque, da un lato potranno essere trattati con maggiori flessibilità ed efficacia, fornendo alle imprese un’opzione prossima per un trattamento pienamente sostenibile degli scarti. Dall’altro la loro depurazione, anche in caso di quantità rilevanti gestite, non impatterà sulle altre funzionalità dell’impianto.

 

Il percorso visitatori per aprire l’impianto al territorio

 

Il revamping del depuratore contempla anche numerosi altri interventi, fra cui la completa ristrutturazione della palazzina uffici, in cui è stata ricavata una sala conferenze e allargati i locali del laboratorio analisi. Fra gli interventi civili assume particolare rilievo il percorso visitatori, un sistema di 9 grandi pannelli installati accanto a ogni struttura che caratterizza un passaggio del percorso depurativo. Grazie anche a chiare infografiche, il percorso illustra, il funzionamento dell’impianto a beneficio di scuole e altri visitatori, confermando la volontà di Herambiente di aprire anche questo impianto, come del resto il vicino termovalorizzatore di Pozzilli, al territorio circostante.