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FOCUS

La Lead-free Directive

APPROFONDIMENTI

 

Dopo i progressi conseguiti nell’ultimo anno, un nuovo aggiornamento legislativo - che fa parte del pacchetto sull’Economia Circolare - è pronto a entrare in vigore entro la fine del 2017.

 
LA LEAD-FREE DIRECTIVE
 

La Lead-free Directive

La Commissione Europea ha redatto una nuova proposta che spera di poter facilitare le operazioni che toccano il mercato dell’usato, la rivendita e la riparazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Un provvedimento che ha l’obiettivo di sostituire i materiali pericolosi per rendere più semplice e conveniente il riciclo dei componenti.

I vincoli della Lead-free Directive riguardano l’uso di sostanze tossiche come:

  • il piombo
  • il mercurio
  • il cadmio
  • il cromo esavalente
  • i bifenili polibromurati (PBB)
  • l’etere di difenile polibromurato (PBDE)

La direttiva RoHS è stata già modificata nel 2011 e ora si prepara a essere in linea con i nuovi obiettivi di prevenzione stabiliti dall’Unione Europea.
Da un rapporto commissionato da Bruxelles, l’aggiornamento legislativo permetterà di evitare la produzione di più di 3000 tonnellate di rifiuti pericolosi l’anno. Si stima che soltanto nel settore della sanità, ci possa essere un risparmio pari a 170 milioni di euro.

Una proposta che nasce dall’Economia Circolare

I progressi dell’ultimo anno hanno sicuramente favorito la pubblicazione della proposta formale e la Commissione ha elencato le misure adottate in diversi ambiti quali:

  • la progettazione ecocompatibile
  • i rifiuti alimentari
  • i fertilizzanti organici
  • le garanzie per i beni di consumo
  • l’innovazione
  • gli investimenti

L’Economia Circolare ha dei principi solidi che stanno gradualmente entrando nelle pratiche dell’industria, negli appalti verdi, nei settori idrici e della costruzione. Principi che speriamo possano coinvolgere sempre più settori.

Il percorso intrapreso in materia di legislazione sui rifiuti e che vede nell’Economia Circolare il principale traguardo da raggiungere, inizia dalla Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2017.

“È la prima volta che l'UE fissa un insieme di priorità legislative comuni per il prossimo anno. Ciò consentirà alle istituzioni dell'UE di cooperare più strettamente per affrontare le notevoli sfide che si prospettano.” afferma Miroslav Lajčák , Ministro slovacco degli Affari Esteri ed Europei e Presidente in carica del Consiglio.

Le priorità legislative presenti nella Dichiarazione sono sei, tra cui quella che tocca il tema dell’Economia Circolare: “Dare nuovo impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti attraverso il potenziamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici, la modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale, il miglioramento della gestione dei rifiuti in un'economia circolare, la realizzazione di progressi nell'Unione bancaria e nell'Unione dei mercati dei capitali”.

È chiaro che la vera sfida consiste nell’attuare la transizione dal modello economico attuale verso l’Economia Circolare. Ad oggi, sono state delineate delle iniziative che riguardano:

  • Una strategia sulla plastica per migliorare la diffusione del riciclaggio e del suo riutilizzo. Non solo, ridurne la dispersione nell’ambiente e staccare la produzione della plastica dai combustibili fossili
  • L’analisi dettagliata dei problemi giuridici, tecnici o pratici che riguardano la normativa in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti. Questo servirà a snellire il passaggio dei materiali riciclati nell’economia produttiva
  • Una proposta legislativa sui requisiti minimi di qualità che deve promuovere il riutilizzo sicuro delle acque reflue trattate. Questo passaggio dovrà garantire la salute, la sicurezza ambientale delle pratiche di riutilizzo dell’acqua e il libero scambio di prodotti alimentari all’interno dell’UE
  • Il quadro di monitoraggio per valutare i progressi dell’Economia Circolare nell’UE e nei singoli Stati membri
  • Il controllo dell’adeguatezza del marchio Ecolabel UE e dell’EMAS

La rotta è stata segnata, l’unione di intenti da parte delle Istituzioni dell’UE e le misure intraprese fanno ben sperare. I risultati ci diranno quanta strada bisogna ancora percorrere.

Fonte: rinnovabili.it 

Fonte: www.consilium.europa.eu

 
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