Panoramica
L'impianto Aliplast (Gruppo Herambiente) a Modena è un'infrastruttura d'eccellenza per il riciclo meccanico e l'upcycling dei rifiuti plastici rigidi, progettata per valorizzare e trasformare i materiali post consumo e industriali. Con una capacità complessiva a regime di 30 mila tonnellate all'anno di rifiuti sia omogenei che eterogenei, l'impianto gestisce scarti di polietilene ad alta densità (HDPE), polipropilene (PP), poliolefine miste ed altri polimeri provenienti dalla raccolta differenziata urbana e da circuiti industriali. L'impianto si articola in cinque linee principali dedicate a selezione polimeri, macinazione, lavaggio, selezione scaglie ed estrusione/compounding. L'infrastruttura punta a minimizzare lo smaltimento e massimizzare il recupero di materia, producendo granuli rigenerati "premium" ad alto valore aggiunto integrabili direttamente nelle filiere industriali. Situato all'interno del comparto polifunzionale di Herambiente a Modena, il nuovo impianto sfrutta importanti sinergie energetiche ed infrastrutturali, offrendo al territorio una filiera strategica per la gestione circolare delle plastiche rigide.
Obiettivo del progetto
Il nuovo impianto Aliplast di Modena — un investimento di circa 50 milioni di euro con 7,7 milioni di fondi PNRR — è un'infrastruttura strategica per l'economia circolare e l'autonomia manifatturiera dell'Emilia Romagna e dell'Europa. Anticipando gli obblighi europei (PPWR), lo stabilimento a regime traguarda una capacità di 30.000 tonnellate annue di polimeri riciclati ad alte prestazioni (HDPE, PP, PO), garantendo standard paragonabili alla materia prima vergine per settori come automotive, packaging, arredo ed elettrodomestici. Alimentato da una logica a chilometro zero basata sul recupero locale, il progetto coniuga competitività e decarbonizzazione, assicurando un risparmio di 30.000 tonnellate di CO₂* all'anno e promuovendo occupazione qualificata.
*stima di progetto in corso di aggiornamento con nuovo calcolo LCA
Dedicata al trattamento del rifiuto eterogeneo (principalmente da raccolta differenziata urbana e industriale post-consumo). Questa linea, con una capacità nominale di 4 ton/h, esegue:
● Pre-trattamento e rimozione contaminanti: triturazione iniziale del materiale a
circa 100 mm, separazione della frazione leggera (film) ed eliminazione dei metalli ferrosi e non ferrosi.
● Selezione ottica e macinazione: separazione ottica per dividere i polimeri
colorati da quelli neri. Il materiale colorato viene macinato fino a 20 mm, lavato, asciugato e inviato a un'ulteriore selezione ottica per separare il Polipropilene (PP) dal Polietilene (HDPE).
Fase finale del processo costituita da due linee operative in parallelo (capacità nominale
di 2.5 ton/h ciascuna) per una capacità complessiva di 30 kta. In questa sezione:
● Le scaglie selezionate di HDPE, PP o altri polimeri vengono fuse, miscelate ed estruse.
● Vengono dosati specifici additivi, cariche minerali (es. talco, gesso) o agenti rinforzanti per formulare materiali compositi e pellet rigenerati "premium", aventi proprietà tecniche comparabili alla plastica vergine.
Scheda
-
Capacità di trattamento
30.000 t/anno -
Operazioni
R3, R13 -
Codici rifiuti autorizzati
020104 Rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi)
070213 Rifiuti plastici
120105 Limatura e trucioli di materiali plastici
150102 Imballaggi di plastica
150105 Imballaggi compositi
150106 Imballaggi in materiali misti
160119 Plastica
160216 Componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 160215
160306 Rifiuti organici, diversi da quelli di cui alla voce 160305
170203 Plastica
191204 Plastica e gomma
200139 Plastica
Decarbonizzazione, risparmio energetico e il cerchio che si chiude
Il nuovo impianto sarà in grado di produrre ogni anno, a regime, fino a 30 mila tonnellate di polimeri riciclati di alta qualità a partire da rifiuti plastici rigidi permettendo di risparmiare all'ambiente emissioni per circa 30 mila tonnellate* equivalenti di CO₂. Il nuovo impianto si inserisce inoltre in un polo impiantistico del Gruppo Hera già consolidato sfruttando le potenzialità di diverse linee di business. È alimentato dall'energia elettrica prodotta dal vicino termovalorizzatore, mentre il processo produttivo utilizza l'acqua in uscita dal depuratore, per poi reimmetterla nello stesso, chiudendo così un circolo virtuoso. L'impianto di riciclo delle plastiche rigide garantisce, infine, alti standard di sicurezza e innovazione, con l'automazione e una elevata digitalizzazione dei processi, consentendo anche di massimizzare l'efficienza energetica.
*stima di progetto in corso di aggiornamento con nuovo calcolo LCA