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Hera ammessa al CE100

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Il Gruppo Hera entra a far parte del prestigioso programma CE100 della Fondazione Ellen MacArthur. Il riconoscimento è arrivato per l’impegno profuso sul tema dell’economia circolare.

 

 
Hera ammessa al CE100
 

 

Un percorso intenso e importante che premia la società italiana per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’UE nel campo dell’economia circolare.

Cos’è il programma internazionale CE100?

La CE100 della Fondazione Ellen MacArhtur è l’acronimo di Circular Economy 100, un programma di innovazione pre-concorrenziale che sostiene le organizzazioni partecipanti nel loro percorso legato all’economia circolare. Nello specifico, la CE100 riunisce grandi aziende, PMI, governi, città, istituzioni accademiche, realtà emergenti, affiliati e per loro sviluppa un programma che li aiuti a sfruttare le loro capacità e a costruire un network di collaborazioni con figure chiave dell’economia circolare.
Ellen MacArthur è la sua fondatrice, una navigatrice di successo che, dopo aver infranto il record mondiale di circumnavigazione in solitaria della terra, nel 2010 ha deciso di gettare l’ancora e dedicare tutta se stessa al tema dell’economia circolare. Da qui, l’idea di formare un network di condivisione tra le realtà più virtuose e sostenerle nell’accelerare il loro processo di crescita verso l’economia circolare.

L’ingresso del Gruppo Hera

Il raggiungimento in anticipo degli obiettivi fissati dall’UE sul tema dell’economia circolare si sono rivelati fondamentali per l’ingresso nel CE100 del Gruppo Hera, ma sono anche state prese in esame tutte le attività che la società italiana ha portato a compimento come:

  • L’impegno in termini di efficienza energetica con il target di riduzione del 5% dei consumi al 2020
  • L’utilizzo esclusivo di energia rinnovabile dal 2017
  • Il progetto biometano a Sant’Agata Bolognese
  • La significativa presenza nella filiera del recupero del rifiuto organico con i biodigestori per la produzione di energia elettrica rinnovabile
  • L’ingresso nel settore del riciclo della plastica con l’acquisizione dell’azienda Aliplast
  • I progetti di educazione ambientale nelle scuole
  • Le iniziative Scart, Cambia il finale, Ciboamico, Farmacoamico volte a sensibilizzare la riduzione dei rifiuti attraverso il riciclo e il riuso.

Ellen MacArthur e la sua Fondazione hanno potuto costatare da vicino proprio tutte queste attività intraprese dell’azienda durante il convegno sul tema dell’economia circolare organizzato a Bologna lo scorso giugno.

Un biglietto da visita che è valso al Gruppo Hera l’ingresso nel CE100 della Fondazione Ellen MacArhtur e che inorgoglisce l’intero ambiente. È lo stesso Amministratore Delegato, Stefano Venier, a commentarlo:

"L’ingresso nel CE100 conferma la dimensione internazionale nella quale si collocano gli ottimi risultati conseguiti da Hera sul fronte dello sviluppo di un’economia circolare. Un riconoscimento che ci inorgoglisce e nel contempo offre nuove e importanti opportunità di interazione con interlocutori estremamente qualificati e una maggiore visibilità su progetti e strumenti innovativi. Completare la transizione verso l’economia circolare è una sfida etica, culturale e di business e da questo punto di vista il Gruppo Hera è abituato ad anticipare i tempi. Le nuove opportunità saranno di sicuro stimolo per un ulteriore consolidamento della nostra crescita sostenibile e duratura".

Di pari passo con l’Agenda ONU

L’Agenda 2030 stilata dall’ONU è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità dello stesso da raggiungere entro il 2030. Nel 2015, i 193 governi dei Paesi membri hanno sottoscritto i 17 obiettivi dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile e 169 traguardi. Gli obiettivi per lo Sviluppo riguardano ad esempio la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, solo per citarne alcuni. Il riconoscimento ottenuto dal Gruppo Hera e gli obiettivi comunitari raggiunti, lo proiettano come un esempio da seguire a livello internazionale. Infatti, nel tempo, la società ha aumentato il proprio impegno sul fronte della sostenibilità e dell’economia circolare fino a rendicontare – a partire dal Bilancio di Sostenibilità 2016 – il valore condiviso prodotto, cioè la quota di margine operativo lordo generata perseguendo obiettivi che rispondono alle priorità dell’Agenda ONU al 2030.

 
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